Maramaldo ha scritto:...uno stemma che ho fotografato oggi sulla facciata di un edificio (attualmente una dipendenza della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Piemonte Orientale) che si pone di fronte la Basilica di S.Andrea in Vercelli.
Il considerevole numero di nappe (o fiocchi? o fiocchetti? quale la definizione più corretta?...

) pendenti dal galero, quindici per lato (!) mi lasciano sperare che il proprietario dello stemma abbia potuto lasciare tracce di sè tali da consentire, chissà, di individuarlo... la collocazione dello stemma mi lascia infine azzardare una forse trascorsa appartenenza del palazzo alla Sede arcivescovile.
Un'ultima domanda:... ma cosa sono le figure nel campo, secondo Voi? A me sembrano... bicchieri... ?

Caro Antonio, personalmente non avrei tanti dubbi possa trattarsi di bicchieri.
Credo siamo di fronte un'arma parlante: quella dei Bicchieri di Vercelli.
Il blasone dovrebbe esser:
d'argento alla fascia di rosso accompagnata da tre bicchieri di nero.
Quanto al cappello che timbra lo scudo, il numero di 15 fiocchi per lato indica con tutta probabilità dignità cardinalizia, e se fossimo davanti una rappresentazione a colori sarebbe rosso (potrebbe indicare anche uno stemma di Patriarca, ma la cosa è più rara: se lo stemma fosse a colori in questo caso avremmo un cappello verde e non rosso).
Ci fu un famoso Cardinal Guala Bicchieri nato a Vercelli intorno al 1150 e creato cardinale nel 1205 da Papa Innocenzo III. Nel 1215 fu inviato dallo stesso pontefice in Inghilterra e Francia con l'obiettivo di cercare di dirimere una difficile questione tra Giovanni Senza Terra e il re di Francia. Era in gioco l'indipendenza stessa dell'Inghilterra.
La mediazione del cardinale ebbe successo e come compenso ricevette in dono dal re d'Inghilterra l'abbazia di S. Andrea di Chesterton.
Con il ricavo garantito dal legato ricevuto dal re, Guala Bicchieri fece costruir la basilica di S. Andrea a Vercelli ed alcuni anni più tardi l'omonimo ospedale.
Direi che siamo davanti il suo stemma. Anche se l'opera scultorea non sembra affatto contemporanea del titolare.