sulla scia del simpatico topic pensato da Nicola sugli stemmi "di Natale" mi permetto di sottoporre alla vostra cortese attenzione uno stemma episcopale che è di gusto davvero natalizio.
Si tratta dello stemma di Mons. Ternyák Csaba, Arcivescovo di Eger (Ungheria).
Purtroppo non sono in possesso della spiegazione della simbologia dello stemma.
Ma trovo particolarmente significativo in questo stemma il parallelismo simbolico tre il piano celeste con gli angeli - che sembrano rappresentare quelli che nella Notte Santa inneggiarono a Dio (Lc 2,13-14) e le cui parole sono probabilmente richiamate dal motto - e il piano terrestre, con i tre re-magi che recando i loro doni, si muovono alla luce della stella (verso il Bambino).
L'esecuzione grafica forse non sarà eccelsa, ma lo stemma mi sembra contenutisticamente molto gradevole.
Per arrivare poi più vicino a noi, aggiungo lo stemma di Mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza.
Dell'esecuzione grafica di questa arma preferirei non parlare...
Trovo comunque molto bello il riferimento natalizio reso attraverso la stella d'argento che nella prima metà del XVIII secolo i Francescani posero come ornamento nella grotta di Betlemme per indicare con precisione il luogo tradizionalmente riconosciuto come quello della Nascita del Salvatore. Il senso di quella figura è del resto sottolineato anche dalle parole del motto: VERBUM CARO.
Ma riporto qui alcuni passaggi della spiegazione riportata nel sito diocesano:
Su fondo di cielo un raggio d'oro infrange un arco e accende una stella. E' un simbolo che gli antichi cristiani di origine giudaica e orientale utilizzavano per parlare delle Grotte luminosissime. Era un tema simbolico per dire la realtà della salvezza portata da Gesù sulla terra e perfino nei suoi punti più oscuri di male e di lontananza da Dio... Nello stemma ci si riferisce a Betlemme con la stella d'argento che i Francescani posero nella Grotta nel 1717. Ancora le icone orientali della Natività mantengono questo schema pittorico della Grotta oscura in cui scende la luce. Motivo di questo Stemma è certo il Giubileo dell'incarnazione, ma anche il legame del vescovo Rodolfo con la terra Santa e con Betlemme in particolare ( Delegato per il Gemellaggio tra la Diocesi di Fiesole, i Comuni di Pratovecchio e Montevarchi, la Regione Toscana e le Province di Arezzo e Siena con la Città del Natale nelle sue espressioni religiose - i Francescani di Terra Santa - civili - il Comune). Significato spirituale è la proclamazione della fede nel Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza per mezzo di Maria, che "ha reso nostro fratello il Signore della Vita" (S. Francesco). In uno dei due riquadri in alto, la silhouette di S. Francesco d'Assisi, al cui ordine Padre Rodolfo appartiene. E' tratta da una medaglia di M. Mochi che commemorava il 750 anniversario delle Stimmate ( 1974 ). E' un rifarsi al proprio carisma di origine nello specifico toscano della Verna. Nell'altro riquadro una colomba con un ramoscello d'olivo, simbolo che ha accompagnato le attività di pastorale giovanile e animazione vocazionale in cui Padre Rodolfo e' stato attivo dagli anni '80... Il motto VERBUM CARO si collega ancora col Giubileo, ma e'anche una proclamazione di storia di fede e di fiducia personale: Il Verbo si è fatto carne, il Verbo non ha timore di prendere anche la nostra umanità. La carne, l'uomo, è il luogo della salvezza. La Parola giunge all'uomo prendendo la sua umanità. L'umanità è abitata dalla Parola. "Caro salutis Cardo".
Forse l'appartenenza all'Ordine francescano sarebbe stata meglio richiamata con un bel capo di religione. E altro
Ma il messaggio che questo stemma riflette è davvero ricchissimo.



si arriva in cielo