da vdaurelio » giovedì 6 dicembre 2007, 10:41
Caro Fabio,
l'albero genealogico che possiedo parte arriva al 1436 ma ho trovato una notizia ancora più interessante, e sto cercando un collegamento storico, secondo la quale questa famiglia era già presente nel napoletano, precisamente nella zona di Afragola, a partire dal 980 circa. Ti giro la notizia se può esserti utile e magari mi dai qualche altro prezioso aiuto:
Giovanni Protonobilissimo. Familiare e consigliere di re Roberto e dei duchi di Calabria, nel 1326 è tra i milites che devono passare in oste in Sicilia (C. Minieri Riccio, 1882, p. 493). Per i servizi prestati in guerra riceve oltre alle Cesine di Afragola (Repertorio Sicola, X, f. 73), case ad Afragola e a Napoli, in “Platea S. Stephani”; ottiene poi una parte dei feudi di Nicola Caputo, signore di Pozzano, nipote di Pietro Carbone, e i feudi in Capua e in Aversa già appartenuti a Sininsora de S. Arcangelo sua nuora, che sotto Carlo l’Illustre vende a Pietro d’Aversa (Reg. ang. 1320 C. fol. 44; L. Giustiniani, 1797, III, p. 153). Possiede anche beni nei pressi di Taranto e due parti del castello di Ottaviano. Nel 1332 partecipa a un parlamento dei rappresentanti dei seggi di Napoli; nel 1342 è presente alla stesura del testamento di Tirello Caracciolo (G. Capasso, 1974, p. 344; A. Facchiano, 1992, p. 265). Biagio Aldimari (1691, p. 700), lo definisce “compadre” di Carlo II. Degli altri Protonobilissimo viventi in questo periodo si ricordano Landolfo, armato cavaliere nel 1267, e Filippo, figlio di Landolfo e di Alogasa: nel giorno di Natale 1272 acquista da “Andrea, filia magistri Petri preclarissimi medici et fisici de Ibernia”, sposata con Pietro Virticillo, una casa in Napoli con orticello nella strada Nostriana, presso la casa di Filippo medico. I Protonobilissimo, come altre famiglie proprietarie di beni ad Afragola, appartenevano al patriziato napoletano sin dal tempo del Ducato: un Domino Alferio è doc. nel 955. Cfr. A. Leone, 1996, pp. 69, 73, 140, 150. Sui Protonobilissimo, detti anche Faccipecora, v. S. Ammirato, 1651, p. 297, che scrive: “A tempi del Re Ruberto posseggono la Fragola”.
Saluti cari e grazie.
Vincenzo DAurelio
Campagnolo illitterato