eugubino ha scritto:l'anno potrebbe essere il 1318
M (millesimo) III (trecentesimo) IIXX (diciottesimo)
ognunoi dei tre gruppi ha un simbolo in "apice" che potrebbe essere abbreviato in questo modo
lo stile della lapide rientrerebbe perfettamente in questa data
per il resto potrebbe essere
decima mensis iunii (ma, sul mese, ho forti dubbi)
10 giugno 1318
Concordo. Secondo me la chiave di lettura del manufatto sta tutta nella ignoranza del suo redattore ma anche nella precisione dell'apposizione degli apici sopra ai numeri. Mi spiego:
Quegli apici sono quasi sicuramente delle piccole "
o" che stanno per "esimo" e sono poste sopra il numero a cui si riferiscono. Ovvero la "o" sopra M sta per Millesimo. Il problema viene adesso cioè: il piccolo apice è posto nel centro della cifra a cui si riferisce o alla fine? Se fosse posto
alla fine si potrebbe decifrare così:
1) M° III° IIX° X X I IIIIII (1308 -???-)
Se poi l'ultima X del rigo superiore si considera attaccata alla prima del rigo inferiore:
2) M° III° IIXXX° I IIIIII (1328 - 1 - 6)
Se invece le piccole "o" sono messe nel centro dei numeri a cui si riferiscono il calcolo diviene sballato (in termini di comparazione con la datazione della targa), ovvero:
3) M° IIIII° XX° X I IIIIII (1520 -???-)
Se poi l'ultima X del rigo superiore si considera attaccata alla prima del rigo inferiore:
4) M° IIIII° XXX° I IIIIII (1530 -???)
Escludendo dunque le ipotesi cinquecentesche per incongruità con l'epoca della lastra ci rimane l'ipotesi n° 2.
...questa ipotesi è stata fatta cosiderando gli apici "
più determinanti" della punteggiatura fra i numeri...perchè se si segue quella la matassa si ingarbuglia di nuovo...
M°-III°IIXX°-X-I-IIII-I
