da alfabravo » martedì 4 dicembre 2007, 19:39
Traggo queste note sulla famiglia Ferro dall’Enciclopedia storico nobiliare di Spreti
Arma. Partito: nel 1’ inquartato: a) fasciato d’argento e di rosso, b) di rosso alla croce vescovile d’argento fondata su una campagna di verde, c) di rosso al leone d’argento coronato d’oro, d) controinquartato d’argento e di rosso; nel 2’ di rosso alla ruota d’oro sostenente un albero di verde sul cui tronco sale un uccello al naturale.
Lo scudo accollato all’aquila bicipite di nero coronata d’oro su ambo le teste.
Se si deve prestare fede ad un’antica tradizione accennata anche da un diploma di conte palatino del 1465, i Ferro sarebbero discesi dai signori di Beaumont in Fiandra e passati nel 1359 a Venezia con un Lazzaro detto de Rotarii che vi avrebbe posto stabile dimora. Non essendo però tale tradizione appoggiata ad alcun documento, è doverosa qualche riserva sulla sua attendibilità. L’accennato diploma esistente in semplice copia all’Archivio di Stato di Venezia (Provveditori sopra feudi b. 1046), sarebbe stato emanato dall’Imperatore Federico III il 6 febbraio 1465 a favore del nobile milite Lazaro Ferreo di Giovanni di Venezia, con la concessione della contea palatina a lui e successori maschi e della nobiltà del SRI anche alle femmine.
Sulla fine del secolo XVI i Ferro si divisero in due linee. La prima rimasta a Venezia ebbe dal Senato di Roma con SC 11 ottobre 1624 la nobiltà romana nelle persone di Alvise avvocato e Giovanni dottore in teologia, figli di Lazzaro, e dall’Imperatore Leopoldo con diploma dato da Vienna 19 ottobre 1658 il riconoscimento della contea palatina e della nobiltà del SRI già elargite alla famiglia come si è detto nel 1465 e la concessione della nobiltà d’Ungheria e dell’arma di questo Regno nelle persone di Giovanni segretario della Repubblica Veneta, Giovanni Battista canonico di Treviso e dottore, Lazzaro avvocato fiscale della Serenissima, Francesco Maria, dottore e vicario pretorio in Padova e Pietro Paolo, giudice, figli di Alvise Ferro, avvocato. Questi stessi cinque fratelli, dietro l’offerta di 100.000 ducati, furono ascritti al patriziato veneto con delibera del Maggior Consiglio del 22 giugno 1662. Questa prima linea si estinse in Venezia nel secolo XVIII.
La seconda linea, che fiorisce ancora, passò a Pordenone con Pietro Ferro, cittadino veneto, che acquistato un possesso in quel territorio, chiese di venir ascritta alla nobiltà pordenonese, ciò che gli venne concesso con delibera del capitano di Pordenone Baldassarre Zen del 16 marzo 1604. A questo ramo, in base al citato diploma di riconoscimento del 1658 conferito al ramo veneziano, la repubblica di Venezia riconobbe il titolo di conte, orinandone l’iscrizione nell’Aureo Libro dei Titolati della Repubblica Veneta in data 23 febbraio 1672.
Distinti saluti da Ritter