Bellissima questa interpretazione!
E' anche, sia pur indirettamente, un'ode al nettare del prezioso frutto mediterraneo, di cui pure il Salento è gran produttore.
Certo, le interpretazioni possono esser molteplici. E forse mai si potrà dire una parola definitiva in favore di una piuttosto che di un'altra. Ma è interessante notare come le varie letture che sono state formulate fino ad oggi siano per lo più riconducibili alle sofferte storie degli assalti alla città.
Del resto la figura del serpente a livello simbolico è stata caricata delle più diverse valenze nel corso dei secoli e nelle varie culture.
Se il serprente di Esculapio - come già notato - è simbolo della medicina, nel mito di Laocoonte è invece simbolo di morte. Ma ancora più indietro nel tempo, secondo una antica concezione egiziana nel regno dei morti abitano demoni in forma di serpenti che sputano fuoco (immagine non rara, a motivo di successivi sviluppi, anche in infernali rappresentazioni medievali); ma come occhi di Ra, dio del sole, il serpente respinge ogni male (tanto che come "ureo" diviene l'emblema frontale dei re).
E anche nella Bibbia il serpente, come figura simbolica, ha le sorti interpretative più diverse. E' notissima l'idea del serpente come "la più astuta di tutte le bestie selvatiche" (Gn 3,1), idea legata all'instaurarsi dell'inimicizia tra esso e l'uomo, dopo la drammatica caduta dei progenitori (Gn 3,15). E nel testo di Nm 21,6 "serpenti velenosi" mordono mortalmente gli Israeliti nel deserto. Ma nello stesso episodio il serpente di rame costruito da Mosè per ordine di Dio, diviene simbolo di salvezza (Nm 21,7s), un simbolo che viene ripreso anche nel Quarto Vangelo come prefigurazione del Salvatore crocifisso (Gv 3,14s). Nel resto del Nuovo Testamento il serpente è ancor ambivalente: Gesù lo addita come esempio di prudenza per i discepoli (Mt 10,16: riferimento per il quale nel medioevo la personificazione della prudenza ha avuto come attributo un serpente), ma anche dà ai suoi discepoli il potere "di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni" (Lc 10,19), e qui la figura non è certo indicata positivamente. Fino all'enfasi apocalittica dell'ultimo libro della Scrittura, in cui il serpente diviene la figura rappresentativa per eccellenza del diavolo (parallelamente al suo parente più fantastico, il drago): "il serpente antico, colui che seduce tutta la terra" (Ap 12,9; 20,2).
La storia simbolica del serpente è stata dunque molto travagliata, proprio come la storia della bellissima città di
Hydruntum. Anche per questo non è facile dire cosa voglia indicare esattamente quello stemma. La cosa migliore è forse tener presenti tutte le interpretazioni e gustar ciascuna nel suo valore storico, leggendario e simbolico, per poter meglio ammirare una rappresentazione araldica comunque molto evocativa, e per questo sicuramente affascinante.
