S.E.R. Mons. Carlo Mazza

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

S.E.R. Mons. Carlo Mazza

Messaggioda FedericoF » domenica 2 dicembre 2007, 12:15

Immagine

S.E. Mons. Carlo Mazza, consacrato Vescovo di Fidenza da S.E.R. il Signor Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo Metropolita di Bologna(sempre fidentino!) Sabato 1 Dicembre 2007 nella Cattedrale di Borgo S.Donnino, alla presenza di numerosi Vescovi.

Mons.Mazza ha voluto raffigurare il luogo della sua nascita, Entratico di Bergamo, nelle colline verdi e nella vigna (richiamo alla cultura contadina), nonchè ricordare le colline che caratterizzano il territorio a sud di Fidenza[...]; nello stesso tempo ha voluto riassumere la sua crescita[...]nella frase[...] "Tutto è grazia" incisa in oro nel braccio della Croce. Questa crescita avviene sotto la luce e il calore della Grazia, rappresentata dal globo di fuoco formato da tre fiamme, chiaro richiamo alla SS. Trinità. La cappa rossa e le due palme d'oro incrociate simboleggiano "l'incontro" tra il martire s.Alessandro, patrono di Bergamo, e s.Donnino, patrono di Fidenza, entrambi decapitati[...].
La cappa azzurra e la conchiglia d'argento riassumono la lunga attività di S.E. alla C.E.I., nell'ambito della Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport. Il simbolo dei pellegrini è anche un richiamo all'importanza di Fidenza come tappa verso Roma di coloro che percorrevano la via Francigena. [...] Motto: Omnia cooperantur in bonum.
FedericoF
 
Messaggi: 18
Iscritto il: venerdì 1 giugno 2007, 17:37

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 2 dicembre 2007, 13:09

FedericoF ha scritto:Mons.Mazza ha voluto raffigurare il luogo della sua nascita, Entratico di Bergamo, nelle colline verdi e nella vigna (richiamo alla cultura contadina), nonchè ricordare le colline che caratterizzano il territorio a sud di Fidenza[...]; nello stesso tempo ha voluto riassumere la sua crescita[...]nella frase[...] "Tutto è grazia" incisa in oro nel braccio della Croce. Questa crescita avviene sotto la luce e il calore della Grazia, rappresentata dal globo di fuoco formato da tre fiamme, chiaro richiamo alla SS. Trinità. La cappa rossa e le due palme d'oro incrociate simboleggiano "l'incontro" tra il martire s.Alessandro, patrono di Bergamo, e s.Donnino, patrono di Fidenza, entrambi decapitati[...].
La cappa azzurra e la conchiglia d'argento riassumono la lunga attività di S.E. alla C.E.I., nell'ambito della Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport. Il simbolo dei pellegrini è anche un richiamo all'importanza di Fidenza come tappa verso Roma di coloro che percorrevano la via Francigena. [...] Motto: Omnia cooperantur in bonum.

Gentile Federico, mi sembra un'immagine molto interessante! :)

Forse la complessità delle figure nel campo d'argento non rende molto facile la blasonatura di questo stemma...
Ma la simbologia è ricchissima, e non appesantisce, pur nella sua complessità, l'aspetto d'insieme.

A parte il ben noto simbolo del ramo di palma per indicare il martirio, e della conchiglia come allusione al pellegrinaggio (e forse, anche come delicato richiamo allo stemma del Vescovo di Roma, insieme all'ormai molto usato "cappato"), è interessantissima l'immagine della vite qui collegata alla Croce. Accanto al riferimento biografico (la provenienza da una cultura contadina) mi sembra di scorgervi un suggestivo riferimento al tema della "vigna del Signore" (nota immagine biblica per indicare il popolo di Dio) coniugato con l'immagine della Croce come "albero della vita".
Non so se questo lettura più teologica fa parte chiaramente dei desiderata del titolare (potrebbe essere, perchè, se ho capito bene, nella citazione - credo di citazione si tratti - che gentilmente ci offri a spiegazione dello stemma, ci sono alcune omissioni).

Ma l'immagine è senz'altro affascinante, oltre che ricca di significato, e di grande valore evocativo.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda FML » lunedì 3 dicembre 2007, 1:07

Lo stemma del vescovo Carlo Mazza, proposto dal gentile Federico, si unisce all'ormai numeroso elenco di armi episcopali contemporanee decisamente ispirate allo scudo "cappato" di papa Benedetto XVI.
Un interessante fenomeno di :wink: "moda araldica" tipico di varie epoche.

Il mio personale giudizio su questo stemma non è, francamente, molto positivo: avrei preferito la simmetria tra gli smalti delle "cappe" e che le figure presenti fossero più leggibili.
Uno degli elementi indiscutibilmente validi, tuttavia, consiste nella bella conchiglia.

Grazie :D per la segnalazione!

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: S.E.R. Mons. Carlo Mazza

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 4 dicembre 2007, 0:13

FedericoF ha scritto:La cappa azzurra e la conchiglia d'argento riassumono la lunga attività di S.E. alla C.E.I., nell'ambito della Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport. Il simbolo dei pellegrini è anche un richiamo all'importanza di Fidenza come tappa verso Roma di coloro che percorrevano la via Francigena...

...oltre a riprendere gli smalti con cui, in origine, il bavarese Mons. Ratzinger l'usò nel proprio stemma fino alle recenti, note variazioni anche cromatiche.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Re: S.E.R. Mons. Carlo Mazza

Messaggioda FML » martedì 4 dicembre 2007, 2:06

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
FedericoF ha scritto:La cappa azzurra e la conchiglia d'argento riassumono la lunga attività di S.E. alla C.E.I., nell'ambito della Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport. Il simbolo dei pellegrini è anche un richiamo all'importanza di Fidenza come tappa verso Roma di coloro che percorrevano la via Francigena...

...oltre a riprendere gli smalti con cui, in origine, il bavarese Mons. Ratzinger l'usò nel proprio stemma fino alle recenti, note variazioni anche cromatiche.

Alcuni contributi:

Immagine
Stemma del Card. Joseph Ratzinger

Immagine
Stemma di Mons. Paolo Pezzi


Mons. Paolo Pezzi, nativo di Russi (Ravenna) e membro della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, è da pochi giorni il nuovo arcivescovo cattolico di Mosca.
Anche lui, al pari di Mons. Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, ha ispirato la partizione del proprio stemma a quella dell'arma pontificia di S.S. Benedetto XVI.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 4 dicembre 2007, 10:56

Si potrebbe iniziare a dire "solito stemma" che con esiti molto meno felici vuole alludere a quello di Benedetto XVI che, resa grafica a parte, ha una sua oggettiva bellezza compositiva ed eleganza araldica. Lo stemma postato da Ferrante indica almeno che se la strada che si vuole seguire è quella, la si può intraprendere molto meglio.

Il disegno è molto molto molto modesto, pericolosamente inferiore ai livelli minimi richiesti ad un qualsiasi disegnatore da assumersi come tirocinante in uno studio grafico di provincia; si può supporre sia stato realizzato dal certamente volenteroso dilettante del momento, ma, come sempre in questi casi, autore di opere al limite: il tralcio avvizzito al di sotto della croce, che, al posto di crescere rigoglioso, stenta e arranca spelacchiato, potrebbe essere l'opposto di quello che vorrebbe simboleggiare; la prima figura alla dx araldica si stenta a capire cosa sia se non avessi letto i vostri commenti allo stemma e la conchiglia, ricalcata da qualche altro modello grafico (si direbbe una di quelle di Heim), sembra caduta lì per caso, estranea allo stile di tutto il resto...

Che dire? Guardando il modesto campionario che l'araldica ecclesiastica italiana offre sempre più spesso si suppone ormai che lo stemma sia avvertito dalla maggior parte dei prelati come un "immaginetta necessaria" di cui però manca la minima considerazione e comprensione di quello che dovrebbe (e potrebbe) essere. Solo questo può spigare l'assenza, altrimenti inspiegabile, di un minimo spirito critico e senso di valutazione oggettiva del Vescovo a capire davvero quello che gli viene proposto e realizzato come stemma a volte davvero imbarazzante nella sua pochezza.

Certo i vescovi hanno altro e ben più importante da fare e, del resto, dell'understatement si può far nobilissima virtù.

FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 4 dicembre 2007, 15:50

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Il disegno è molto molto molto modesto, pericolosamente inferiore ai livelli minimi richiesti ad un qualsiasi disegnatore da assumersi come tirocinante in uno studio grafico di provincia; si può supporre sia stato realizzato dal certamente volenteroso dilettante del momento, ma, come sempre in questi casi, autore di opere al limite: il tralcio avvizzito al di sotto della croce, che, al posto di crescere rigoglioso, stenta e arranca spelacchiato, potrebbe essere l'opposto di quello che vorrebbe simboleggiare; la prima figura alla dx araldica si stenta a capire cosa sia se non avessi letto i vostri commenti allo stemma e la conchiglia, ricalcata da qualche altro modello grafico (si direbbe una di quelle di Heim), sembra caduta lì per caso, estranea allo stile di tutto il resto...

Caro Franz Joseph,
il tuo parere è certo quello di qualcuno che si intende di disegno araldico e, come tale, è rispettabilissimo. :wink:
Ma, se mi permetti, non sarei così severo nei confronti di questo disegno. Innanzitutto converrai con me che esistono in circolazione immagini ben peggiori di questa. 8)
E' vero che i tralci che germogliano dalla croce non sembrano rigogliosissimi... Personalmente avrei creato un'immagine più simmetrica e riempitiva del campo, un po' sulla scia di alcune famose rappresentazioni del tema, come quella dello splendido catino absidale della Basilica di San Clemente in Roma. Ma l'immagine è comunque chiara e immediatamente percepibile (con certe disegni indecifrabili che si possono osservare, questo è già molto). Inoltre trovo abbastanza piacevole l'immagine di quella sfera di fuoco con tre fiamme: molto originale l'idea ma anche abbastanza leggibile dal punto di vista grafico.
L'unica cosa che non apprezzo molto - ma è un giudizio totalmente soggettivo - è la scritta di cui è caricata la traversa della Croce. La Croce è Croce. In araldica (ma non solo) dovrebbe parlare da sola... L'unica scritta che vi leggo bene sopra è quella riportata dai racconti evangelici della Passione (e comunque in contesto araldico, personalmente, eviterei di riportarla, apprezzando poco la presenza delle lettere nello scudo). Ma qui non sto più esprimendo un parere sull'aspetto grafico, bensì a livello simbolico-raffigurativo.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 4 dicembre 2007, 16:28

antonio p. v. g. ha scritto:Ma, se mi permetti, non sarei così severo nei confronti di questo disegno. Innanzitutto converrai con me che esistono in circolazione immagini ben peggiori di questa (...)


Oh convengo, caro Antonio, convengo; accontentarsi è sempre una buona forma di consolazione.

Le mie osservazioni però, tendevano dal caso particolare, verso una situazione più ampia, interrogandomi sul fatto di come sia percepito oggi nel 2007 uno stemma ecclesiastico dai suoi titolari proprio per il fatto che la maggior parte dei prelati sono i primi, apparentemente, ad essere poco interessati a come sia il loro emblema, in cui una buona - ma ci si acconteneterebbe anche della sufficienza - forma grafica dovrebbe essere adeguata alla sostanza che si suppone importante.

O siamo di fronte ad una manifesta incapacità di giudicare il valore di un eleborato grafico minimo - certo non si richiede al Prelato di essere né un professore di ornato né un Art-director ma di belle immagini dovrebbe averne viste quà e l'là - oppure ci si cura davvero poco di cose di cui poco importa.

Ciao,
F.
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il martedì 4 dicembre 2007, 16:45, modificato 2 volte in totale.
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda Tilius » martedì 4 dicembre 2007, 16:39

...effettivamente tutta questa severità appare un po' impietosa.
In fin dei conti, da un punto di vista strettamente grafico, nemmeno gli stemmi disegnati dal compianto Monsignor Heim erano dei capolavori d'arte grafica (specie negli ultimi anni...)... Anche se poi in quel caso il valore aggiunto andava ben oltre la mera qualità grafica...

Che poi la croce in questo specifico stemma ricordi più i cimiteri del Far West che non una simbologia araldica, é altro discorso su cui si può anche assentire... :mrgreen:

PS: da profano dotato solo di una certa qual cultura iconografico-artistica, a me il doppio tralcio di vite elegantemente asimmetrico sembrava l'unica parte salvabile dello stemma... :roll:

PPS: ...e che dire del sole tri-fiammato? Che assomiglia a tutto fuorché a un sole... :roll:
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 4 dicembre 2007, 16:49

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Le mie osservazioni però, tendevano dal caso particolare, verso una situazione più ampia, interrogandomi sul fatto di come sia percepito oggi nel 2007 uno stemma ecclesiastico dai suoi titolari proprio per il fatto che la maggior parte dei prelati sono i primi, apparentemente, ad essere poco interessati a come sia il loro emblema, in cui una buona - ma ci si acconteneterebbe anche della sufficienza - forma grafica dovrebbe essere adeguata alla sostanza che si suppone importante.

Purtroppo :( può esser vero in molti casi.
Simili riflessioni le faceva anche il compianto Mons. Heim nel suo prezioso libro.
Ma per fortuna non sempre è così! :P
Noi lo sappiamo bene! :wink: E, se non vogliamo parlare solo di "prelati" (propriamente detti), dobbiamo dire che comunque ecclesiastici che danno il giusto valore al proprio stemma (avendo qualche nozione di araldica e amore per questa nobile scienza, e affidando l'esecuzione della propria arma a mani esperte) non mancano.
Insomma, guardando oltre il 2007 (che ormai volge al termine), ci sono molte buone speranze anche per un miglior futuro dell'araldica ecclesiastica. :)
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda FML » martedì 4 dicembre 2007, 17:01

Gentili colleghi,

mi permetto :wink: di ricordare che uno stemma è cosa ben differente da un logotipo (o marchio): ad una "sostanza" fatta di partizioni e di figure araldiche che meglio rappresentino gli ideali del titolare si deve relazionare una "forma" che, assolutamente soggettiva e modificabile dal punto di vista grafico, la esprima con linguaggio scientifico-araldico.

Dico questo in considerazione del fatto che lo stemma di Mons. Carlo Mazza, qui dibattuto, pur non trovando il mio personale compiacimento è certamente :) rispettabile nella scelta sostanziale come altrettanto :roll: criticabile (e modificabile) in quella formale.

Propongo, infine, un altro esempio di stemma episcopale contemporaneo di ispirazione ratzingeriana:

Immagine
Stemma di Mons. Lucio Soravito de Franceschi
Vescovo di Adria-Rovigo


Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 4 dicembre 2007, 17:22

Tilius ha scritto:...effettivamente tutta questa severità appare un po' impietosa.
In fin dei conti, da un punto di vista strettamente grafico, nemmeno gli stemmi disegnati dal compianto Monsignor Heim erano dei capolavori d'arte grafica (specie negli ultimi anni...)... Anche se poi in quel caso il valore aggiunto andava ben oltre la mera qualità grafica...

Che poi la croce in questo specifico stemma ricordi più i cimiteri del Far West che non una simbologia araldica, é altro discorso su cui si può anche assentire... :mrgreen:

PS: da profano dotato solo di una certa qual cultura iconografico-artistica, a me il doppio tralcio di vite elegantemente asimmetrico sembrava l'unica parte salvabile dello stemma... :roll:

PPS: ...e che dire del sole tri-fiammato? Che assomiglia a tutto fuorché a un sole... :roll:


Gentile Tilius,

spero che non confonda il legittimo esercizio di un libero spirito di osservazione e valutazione critica (che ci si augura sia sempre consentito), con "la severità impitosa" altrimenti, dovremmo limitarci ai soliti apprezzamenti di rito.

Gli stemmi sono immagini che nascono proprio per essere osservate e trasmettere un qualcosa, la loro forma e composizione, da sempre, aiutano o ostacolano questo semplice processo percettivo. Osservare il diffuso basso livello della forma grafica e araldica dell'immagine in opposizione al suo elevato valore simbolico non vuole essere un esercizio di severità ma un semplice dato oggettivo che da appassionato ho rilevato.

Su Heim, beh, insomma, indicarlo come termine di paragone, in un contesto di opere spesso dilettantesche come molti stemmi prelatizi ci appaiono mi sembra un po' azzardato. Povero Monsignor Heim, magari ci fosse ancora lui, con la sua mano anche degli ultimi anni. La sua "semplicità" aveva un pieno senso araldico: non era frutto dell'imperizia, ma richiamava l'elegante sobrietà arcaica dei primi emblemi.
Il duca di Norfolk, la massima autorità araldica del Regno Unito affermava negli anni '70 che lo stile personale di Mons. Heim faceva di ogni scudo, cimiero e stemma da lui disegnati uno "spectacular example of heraldic art" ... e io mi trovo d'accordo con Sua Grazia :D

La saluto cordialmente :D

FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
Avatar utente
Franz Joseph von Trotta
 
Messaggi: 1664
Iscritto il: martedì 2 dicembre 2003, 13:57

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 5 dicembre 2007, 15:20

Franz Joseph von Trotta ha scritto:
Tilius ha scritto:...effettivamente tutta questa severità appare un po' impietosa. In fin dei conti, da un punto di vista strettamente grafico, nemmeno gli stemmi disegnati dal compianto Monsignor Heim erano dei capolavori d'arte grafica (specie negli ultimi anni...)... Anche se poi in quel caso il valore aggiunto andava ben oltre la mera qualità grafica...
Che poi la croce in questo specifico stemma ricordi più i cimiteri del Far West che non una simbologia araldica, é altro discorso su cui si può anche assentire... :mrgreen:
PS: da profano dotato solo di una certa qual cultura iconografico-artistica, a me il doppio tralcio di vite elegantemente asimmetrico sembrava l'unica parte salvabile dello stemma... :roll:
PPS: ...e che dire del sole tri-fiammato? Che assomiglia a tutto fuorché a un sole... :roll:

Gentile Tilius,
spero che non confonda il legittimo esercizio di un libero spirito di osservazione e valutazione critica (che ci si augura sia sempre consentito), con "la severità impitosa" altrimenti, dovremmo limitarci ai soliti apprezzamenti di rito. Gli stemmi sono immagini che nascono proprio per essere osservate e trasmettere un qualcosa, la loro forma e composizione, da sempre, aiutano o ostacolano questo semplice processo percettivo. Osservare il diffuso basso livello della forma grafica e araldica dell'immagine in opposizione al suo elevato valore simbolico non vuole essere un esercizio di severità ma un semplice dato oggettivo che da appassionato ho rilevato.

Sarebbe bello sapere dagli esecutori di tali stemmi quale genere di critiche più li pungoli a migliorarsi.

Su Heim, beh, insomma, indicarlo come termine di paragone, in un contesto di opere spesso dilettantesche come molti stemmi prelatizi ci appaiono mi sembra un po' azzardato. Povero Monsignor Heim, magari ci fosse ancora lui, con la sua mano anche degli ultimi anni. La sua "semplicità" aveva un pieno senso araldico: non era frutto dell'imperizia, ma richiamava l'elegante sobrietà arcaica dei primi emblemi.


Vero.

La rotondità del suo tratto costituiva la parte più rilevante dei suoi graziosi ed accattivanti stemmi.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 5 dicembre 2007, 16:26

Caro Frate,
con il tuo aiuto e la tua pazienza mi piacerebbe provar a fornire il blasone dello stemma di Mons. Mazza.
Per comodità mi permetto di postare l'immagine ingrandita:

Immagine

D'argento, alla Croce di calvario al naturale sostenuta dalla centrale di tre colline verdeggianti, caricata sulla traversa della scritta d'oro TUTTO E' GRAZIA, ramificata in punta di due pezzi di vite fruttifera di uva nera e pampinosa al naturale, e accompagnata in capo da una sfera di rosso a tre fiamme d'oro; cappato: nel 1° di rosso a due rami di palma (d'oro) decussati posti in banda, nel 2° d'azzurro alla conchiglia d'argento posta in sbarra.

Ho descritto bene i rami della vite o devo aspettare qualche ramo di altro vegetale?
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 5 dicembre 2007, 16:34

antonio p. v. g. ha scritto:D'argento, alla Croce di calvario al naturale sostenuta dalla centrale di tre colline verdeggianti, caricata sulla traversa della scritta d'oro TUTTO E' GRAZIA, ramificata in punta di due pezzi di vite fruttifera di uva nera e pampinosa al naturale, e accompagnata in capo da una sfera di rosso a tre fiamme d'oro; cappato: nel 1° di rosso a due rami di palma (d'oro) decussati posti in banda, nel 2° d'azzurro alla conchiglia d'argento posta in sbarra.

Ho descritto bene i rami della vite o devo aspettare qualche ramo di altro vegetale?

Direi che definire la croce ramifera alla base di due rami divergenti sarebbe :wink: ancor più preciso...

...così come definire affiancate le colline...

...e mettere una "e" dopo il decussati dei rami per ribadirne la posizione cumulativamente in banda...

...e togliere il pleonastico di Calvario...

...e spostare il al naturale dopo tutte le figure in tal modo colorite...

...e poi: siamo sicuri che sopra la croce vi sia una :shock: sfera?

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Prossimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Google [Bot] e 11 ospiti