da CRFÓB » sabato 18 settembre 2004, 12:00
In attesa dell'intervento del Dott. Borella:
G.B. di Crollalanza, Dizionario Storico Blasonico, 1890, vol. III, pag. 40-1:
"TRASMONDI di Sulmona. - Antica e nobile, à posseduto molti feudi negli Abruzzi, dove si rese chiara per le eminenti cariche sostenute e per le alleanze contratte con illusri famiglie. - Due rami fioriscono tuttora di questa nobile stirpe, uno in Sulmona ed un altro in Roma. Nicolantonio del ramo di Sulmona ebbe da Carlo II nel 1700 il titolo di marchese sulla terra d'Introdacqua, antico feudo di sua casa; e Antonio-Maria del ramo di Roma, fu creato barone nel 1832 dal pontefice Gregorio XVI. - ARMA: D'oro e di rosso diviso dal capriolo d'argento sormontato da due colombi al naturale, affrontati, e accompagnato in punta da un crescente d'oro."
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Annuario della Nobiltà Italiana, 1894, pag. 1063-4:
TRASMONDI
(Resid. Sulmona e Roma)
"Antichissima fam. feudataria negli Abruzzi, e che vestì l'abito di Malta. - (Conti di Chieti e di Penne). - Bar. di Nivelli. - March. d'Introdacqua 1700."
CS vedi anni 1882 e 1883. SP. vedi anno 1884.
ARMA: Diviso in capriolo d'oro e di rosso, al capriolo d'argento attraversante, sormontato da due colombe affrontate al naturale, e accompagnato in punta da un crescente d'oro.
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Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano, 1922, pag. 941:
Trasmondi. Marchese d'Introdacqua (s. n.), mpr. Disc. da Francesco Maria, di Emanuele, succ. in detto titolo al fratello Salvatore, come da R. Rescr. 24 apr. 1839. Nobile di Sulmona, m. Ricon. 1908, orig. Napolitano, dim. Sulmona.
FRANCESCO MARIA, di Emanuele, di Francesco Maria, di Emanuele.
Sorella: Marianna.
Trasmondi. Nobile dei Marchesi d'Introdacqua, pers., orig. Napolitano, dim. Sulmona.
CATERINA, di Francesco Maria, di Emanuele
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Il Libro d'Oro della Nobiltà Italiana fa riferimento al vol. X (1937 - 1939) che non possiedo e la famiglia non è ricompresa tra quelle dell'Elenco Storico della Nobiltà Italiana del SMOM edito nel 1960.
Di più non posso fare.
Cillian Roberto Fani Ó Broin
For my part, I may speak it to my shame,
I have a truant been to chivalry... - Henry IV Part I, act IV scene iv