PAGANO

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Pagano di Napoli

Messaggioda Grimaldi » giovedì 7 aprile 2005, 14:13

Qui, invece,
le poche notizie finora raccolte sui Pagano di Napoli
http://grimgio.altervista.org/genealogi ... Napoli.htm
che avevano come ARMA (rami di Napoli, Nocera, Pagani e Lucera), per concessione: "Bandato d’oro e d’azzurro al capo d’ermellino caricato di un lambello a tre pendenti di rosso e la bordura alternata e raddoppiata dieci volte d’Angiò (d’azzurro e d’argento; azzurro seminato di gigli d’oro caricati con un rastello di rosso) e Gerusalemme (d’argento caricato della croce potenziata d’oro cantonata da quattro crocette del medesimo)".
Come sempre sarà grato a chiunque potrà (e vorrà) aiutarmi in qualche modo per correzioni, integrazioni, ecc...

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 21 novembre 2007, 1:03

Caro Giovanni rispondo dopo molto tempo alla luce di nuove scoperte.
Ritengo che i Pagani di Sezze (di cui non so se poi realmente siano confluiti nei Fidipagani) ho trovato lo stemma che è pressochè identico, anzi molto simile, a quello dei P. napoletani. Lo descrivo: bandato di ... e di... al capo di (azzurro) seminato di gigli (d'oro) con un lambello a cinque pendenti (di rosso), (sostenuto da una fascia di...). Tra l'altro potrebbe essere che il capo non sia gigliato poichè è stata una mia deduzione da un manufatto purtroppo deteriorato dal tempo e che quindi potrebbe essere d'ermellino come il bandato d’oro e d’azzurro al capo d’ermellino caricato ddi un lambello a tre pendenti di rosso.
Riporto delle immagini:

(v. anche discussione: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... t=souvenir )
Immagine
Immagine

Dunque lo stemma come detto altrove è quello di Marco Pagani, canonico lateranense, e ritenevo che vi fosse un legame con la famiglia romana omonima, ma a questo punto si potrebbe ragionare che in realtà quei "gigli" nel capo altro non siano che code di ermellino... lo stemma purtroppo ha cinque secoli di intemperie che lo han segnato (Marco testò nel 1525) e distinguere bene degli elementi così piccoli, anche dal vivo è un'impresa!

Michele
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 21 novembre 2007, 2:22

Caro Michele
come ti accennai tanto tempo fa avevo ipotizzato un qualche ipotetico legame fra questi due casati con cognome Pagano.

La somiglianza fra i due stemmi potrebbe essere indizio.

Pagano

ARMI:

1) rami di Napoli, Nocera, Pagani e Lucera:
Bandato d’oro e d’azzurro al capo d’ermellino caricato di un lambello a tre pendenti di rosso e la bordura alternata e raddoppiata dieci volte d’Angiò (d’azzurro e d’argento; azzurro seminato di gigli d’oro caricati con un rastello di rosso) e Gerusalemme (d’argento caricato della croce potenziata d’oro cantonata da quattro crocette del medesimo);
MOTTO: fortior pugnavit;

2) ramo di Salerno:
Di rosso con quattro fasce ondate d’argento, con capo d’oro;

Famiglia di Sezze:

bandato di ... e di... al capo di (azzurro) seminato di gigli (d'oro) con un lambello a cinque pendenti (di rosso), (sostenuto da una fascia di...).

Sembrerebbe che i Pagano di Sezze abbiano somiglianze con quelli napoletani (che presero loro stemma in epoca durazzesca pare).


Ricordo però che in quella zona laziale dove è Sezze i Pagano, altra coincidenza, furono presenti da epoca antica.

Ovvero da Giovanni Pagano (+ 1269), Signore dei castelli di Santopadre, Lotino, San Giovanni in Carico, Cantalupo, Gualdo, Santa Resta e Buccone.
http://grimgio.altervista.org/genealogie/PAGANO.htm

Chissà... :D

Ci sono altri indizzi?
Grimaldi
 

Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 21 novembre 2007, 13:26

Preg.mo sig.Grimaldi,

le riferisco circa la Famiglia Pagano ,pugliese, Principi di Canosa e Signora di Santeramo e Terlizzi di origine normanna.

Arma:bandato d'oro e d'azzurro con il capo d'ermellino caricato di un lambello di tre pendenti di rosso, con la borbura alternata e raddoppiata dieci volte d'angiò e di gerusalemme,
cioè d'azzurro e d'argento, l'azzurro seminato di gigli d'oro e caricato di un lambello di rosso, e l'argento dalla croce potenziata d'oro, accantonata da 4 crocette del medesimo.
Motto:Fortior pugnavi.

Cordialità

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 21 novembre 2007, 13:34

Le riporto ancora:

PAGANO di Napoli, di Lucera, di Nocera de' Pagani - Derivata da un Albertino, cavaliere di Bretagna, il quale, avendo sposato la nipote del suo duca sovrano, per cui adottò nel suo scudo l'armellino, insegna di quel principe, seguì Tancredi il Normanno per conquistare le contrade napoletane occupate dai Saraceni. Edificate alcune case in quel di Nocera, e discacciatine gl'infedeli, a perpetuarne il ricordo, il detto Albertino diè il nome di Nocera de' Pagani a quella città, ed i suoi posteri per la stessa ragione assunsero il cognome di Pagano. Nel napoletano questa famiglia è stata una delle più illustri, avendo goduto nobiltà a Napoli nei sedili di Porto, di Portanova e di Montagna, in Lucera, in Cotrone, in Nocera, in Caserta e in Reggio.
Insignita di alti uffici e di luminose cariche, à posseduto altresì il possesso di più di 60 feudi, dei marchesati di Bracigliano e di Melito e del ducato di Terranova . Grande illustrazione di questa famiglia fu Ugone Pagano uno dei fondatori e primo Gran Maestro dell'Ordine de' Templari nel 1119 .
I Pagani si divisero in molti rami che si stabilirono in Lucera, Nocera, Salerno, Romagna e Sicilia e di questi non sopravvivono che il ramo di Napoli e quello di Nocera.

Dal libro : Dizionario Storico - Blasonino delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane Estinte e Fiorenti ( Volume II° - ristampa anastatica dell'edizione del 1886)
Autore : G.B.Crollalanza
Edizioni : Arnaldo Forni Editore
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Messaggioda MMT » mercoledì 21 novembre 2007, 13:44

Dunque i Pagani di Sezze più antichi che trovo sono questi:
- card. Pagano P. creato da Pasquale II
- suo nipote Roberto citato in una controversia nel 1102
- Gregorio compare nel 1193 in un atto di concordia tra il monastero di Fossanova e Priverno
-Guglielmo a cui Innocenzo III concesse il feudo di Falvaterra fino alla vendita del 1301 fatta da Adenolfo Pagani a Pietro Caetani, nipote di Bonifacio VIII *.
- altro Guglielmo, figlio di Tommaso, nel 1323 è nominato in un atto di concordia tra setini e Tommaso di Ceccano
- altro Guglielmo è in un atto del 1420 marito e amministratore di Ursina Orsini.
-Marco Pagani (testa nel 1523) nel 1500 è canonico laterenanse a Roma come il fratello Silvestro

*feudo che rimase in casa Caetani sino al 1504 quando Ferdinando il Cattolico la tolse ad Onorato concedendola a Prospero Colonna; casa Colonna, del ramo di Paliano, la tenne sino all'eversione dei feudi e poi al 1870.

Questo è tutto quello che sono riuscito a trovare sui Pagani, per ora.
Non credo in realtà che il Giovanni da te citato sia un primo riferimento al Lazio. Tuttavia Falvaterra è proprio nei pressi di Cantalupo, San Giovanni Incarico, Santopadre ecc. Questa è altra coincidenza.
A questo punto mi viene una domanda: affermi che i P. siano di Roccapiemonte, ma ti chiedo da che data li hai presenti lì? Potrebbe essere che invece derivano dal basso Lazio e che poi si siano spostati nel napoletano?

Michele
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Messaggioda MMT » mercoledì 21 novembre 2007, 14:17

Anche il Mango riporta come stemma dei Pagano siciliani lo stesso di cui stiamo discutendo.

Immagine

da http://www.regione.sicilia.it/benicultu ... o/pace.htm

Michele
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 21 novembre 2007, 15:15

Cari signori
vedo dunque di replicare agli argomenti proposti.

1) La famiglia Pagano sembra che fiorì in Roccapiemonte (SA) ramificandosi poi in varie città.
De Santis rintracciò un documento attestante i Pagano in Roccapiemonte alla fine del secolo XII.
La famiglia era probabilmente discesa da una casata longobarda (sec. XI) e non era quindi di origine normanna.

In realtà non ci sono abbastanza elementi per ritenere che essi discendessero dal cavaliere normanno Albertino di Bretagna, e nemmeno che potevano essere discesi da Pagano figlio di Turgisio, capostipite dei Sanseverino.
Infatti, contro queste tesi, si può notare sia che la famiglia seguiva la legge longobarda, sia che Pagano Signore di Forenza e capostipite dei Pagano, era coetaneo o quasi di Turgisio (e quindi non poteva esserne stato poi il nipote diretto).
Ed è fantasiosa anche l'idea di Nocera che si chiamasse "dei Pagani" per i saraceni in zona.
Quindi la famiglia esisteva già prima dell’arrivo dei normanni.

Siccome erano casata di legge longobarda e siccome possedevano beni familiari da tempi remoti nelle zone nocerine forse discendevano da qualche casato nobile longobardo.
Forse da Landone detto “Pagano”, citato nel Codice Diplomatico Cavense (CDC), VIII, n. 1325 (1061): “Lando qui Paganus dicitur f. q. Landolfi comitis” (il figlio ebb il medesimo cognome, in AC, XIX, 38, a. 1112).

2) Non credo quindi possibile che sia una casata laziale trapiantatasi poi in Campania (non abbiamo elementi nemmeno per ipotizzarlo, credo).

3) Forse i Pagano laziali (attestati dal secolo XII) discendevano in qualche modo dai Pagano nocerini (attestati pare dal sec. XI)?

4) Forse i i Pagano laziali usarono lo stesso stemma dei Pagano nocerini per avallare le pretese per una comune origine? (Pratica non così rara come si crede, anzi).

5) Non sappiamo bene quali casati con stesso cognome siano ramo dei Pagano o meno.
Il Galluppi vuole i Pagano siciliani ai famosi Pagano patrizi napoletani.
E non sappiamo se lo stemma fosse originario o copiato.
Allo stesso modo i Pagani di Imola secondo Campanile, ebbero come capostipite Pietro Pagano, del casato campano, che si trasferì nel Nord Italia, dove si fece poi Signore di Imola (1272). Ma sembra che costoro credo avessero invece altra ascendenza.

L'argomento sui Pagano, in generale, però è interessante e meriterebbe approfondimenti.

Cordiali saluti
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 21 novembre 2007, 16:33

D'accordo con te Giovanni, tuttavia mi chiedo: da qualche parte i Pagano saranno discesi, saranno provenuti e poi diramati. Questo periodo è sicuramento intorno al XI secolo, poichè già dal XII abbiamo notizie dei Pagani di Sezze, e successivamente del feudo di Falvaterra e della porpora sotto Pasquale II, e contemporaneamente dei Pagano a Roccapiemonte.
Da un punto di vista araldico è verosimile che lo stemma originario sia stato un semplice bandato, a cui poi fu aggiunto il capo d'ermellino con il lambello. In un terzo momento direi, che dovrebbe coincidere con la parte napoletana, aggiunsero la bordura che è esattamente corrispondente allo stemma degli Angioini di Napoli.

Sembra infatti che l'aggiunta dello stemma angioino fu concesso ai P. in seguito con l'eroica impresa dei napoletani, comandati da Carlo Pagano, di impossessarsi della banbiera francese (G.Passero "Giornali" Napoli, 1785 p.86).
Immagine

Tale Carlo potrebbe essere riconusciuto in quello che tu riporti nella tua genealogia:
B6. Carlo; Patrizio Napoletano del Seggio di Porto; caro alla regina Giovanna II d'Angiò di Durazzo; 1° Signore di Bracigliano (avuta in dono dalla regina nel 1418); ebbe la bagliva di Sessa in Abruzzo (1421); ebbe 300 ducati a vita da re Alfonso I sul ducato di Calabria (confermato poi da re Ferdinando I nel 1459); Consigliere e Cameriere maggiore della regina Isabella, moglie di re Ferdinando; = Caterinella di Gennaro dei Conti di Martino; Capostipite della linea di Bracigliano
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 21 novembre 2007, 19:00

Caro Michele
concordo: dovrebbe essere il Carlo citato.

Ad ogni modo credo che anche l'evoluzione araldica che hai accennato sia verosimile e corretta.

L'esistenza dei due casati Pagano a Sezze e Roccapiemonte nel sec. XII pone l'ipotesi di una loro eventuale ascendenza comune nel secolo XI magari.

Ovvero all'epoca di questi citati Pagano di origine longobarda.

La ricerca continua, come sempre.

:)

Saluti

G.
Grimaldi
 

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