Ordine della Mercede

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Ordine della Mercede

Messaggioda marcoluca » giovedì 2 settembre 2004, 16:21

Buona sera a tutti!
Navigando in internet, sono finito sul sito dell'Ordine della Mercede.
Ho letto i suoi statuti e l'ordinamento e mi sembra che non sia in netto contrasto con gli insegnamenti della Santa Sede, d'altronde è stato fondato da un santo: San Pietro Nolasco.
C'e pure un discorso del Papa ai capitolari dell'ordine...è un falso?
I suoi membri devono impegnarsi seriamente in attività ecclesiali, le onorificenze sono di natura strettamente privata e l'ordine stesso si dichiara non possessore di Fons Honorum...
Come mai dunque non viene riconosciuto dalla Chiesa di Roma ed è listato tra gli ordini fittizi?
Non ricordo purtroppo i siti dell'ordine, altrimenti ve li avrei riportati; sono spiacente.
Cordiali saluti

marcoluca
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Messaggioda Michele Baroncini » giovedì 2 settembre 2004, 23:07

Gentile Signore,

la Sua obiezione è senz'altro legittima e ragionevole.

Sto per risponderLe nel modo più dettagliato possibile... la prego pertanto di concedermi il tempo per gli approfondimenti necessari ad essere quanto più chiaro possibile nell'esporLe le mie argomentazioni.

A presto risentirLa!

Michele Baroncini
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Messaggioda marcoluca » venerdì 3 settembre 2004, 8:15

Egregio Signor Baroncini,
La ringrazio per la sua disponibilità, attenderò fiducioso.
Il sito dell'ordine è questo: http://www.realmercede.org
Non so se può risulterVi utile...dato il ritardo con cui ve lo propongo!
Grazie
Cordiali saluti

marcoluca
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Messaggioda Elassar » venerdì 3 settembre 2004, 8:56

Egregio sig. Marcoluca,
l’Ordine della Mercede è inserito tra i falsi ordini ecclesiastici perché non ha alle spalle una “storia” cavalleresca.
Mi spiego meglio: gli ordini cavallereschi ecclesiastici nascono solitamente sotto l’egida della Santa Sede (nel senso che il rapporto tra l’ordine e il soggetto sovrano è assicurato proprio dalla Santa Sede). Nulla di tutto questo è avvenuto o avviene con l’Ordine in parola, che non è riconosciuto dalla Santa Sede. Da ciò discende che si tratta di un ordine fasullo.
Il fatto che esso intenda occuparsi di attività ecclesiali potrà certamente essere un argomento a favore della magnanimità dei suoi membri, ma non potrà farli acquisire la posizione di ordine cavalleresco. Si tratta, cioè, di una mera associazione.
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Messaggioda CRFÓB » venerdì 3 settembre 2004, 10:08

Riporto uno scritto del Bascapè:

L’Ordine di Santa Maria della Mercede

L’Ordine di Santa Maria della Mercede per la liberazione degli schiavi, fondato in Ispana nel 1218 da San Pietro Nolasco e dal Re Giacomo I d’Aragona, fu riconosciuto l’anno stesso dal Pontefice Onorio III, e nel 1235 da Gregorio IX. Ebbe da principio carattere religioso e cavalleresco insieme, ed i primi sette Maestri generali furono cavalieri laici. L’Ordine ebbe rapida fioritura nella penisola Iberica, e si trapiantò ben presto anche in Italia, conservando la sua tipica fisionomia equestre e religiosa, ed informando a tale duplice aspetto la sua attività.

Nei primi anni del secolo XIV è documentata la presenza di Mercenari a Napoli; poco dopo l’Ordine si fissò in Sardegna: a Bonaria, non lontano da Cagliari, il Beato Carlo Catalani fondò un Santuario che divenne ben presto celebre.

Nel secolo successivo l’Ordine continuò la sua espansione: in quel periodo fu tutto un fiorire di iniziative lodevoli, a favore della liberazione dei cristiani prigionieri, iniziative cui prese attiva parte anche l’Italia settentrionale.

Ad esempio, l’Archivio della cancelleria viscontea (nell’Archivio di Stato di Milano) conserva sei decreti del duca Filippo Maria Visconti, fra il 1438 ed il 1440, a favore dell’Ordine mercedario.

Nel corso dei secoli, l’Ordine perdette gradatamente il carattere militare e cavalleresco, e divenne un vero e proprio Ordine Religioso, che, in ricordo delle antiche tradizioni, conferì ancora, raramente, investiture cavalleresche, specialmente in Ispana, senza alcuna contestazione da parte della Santa Sede o da parte di autorità civili.

Nel 1926 il Maestro Generale dell’Ordine, Fra Giovanni del Carmelo Garrido, di propria iniziativa riformò gli Statuti del sodalizio senza aver chiesta la prescritta licenza della Santa Sede, e fissò nuove norme, ricostituendo a fianco dei religiosi di N. S. della Mercede un corpo o Capitolo di cavalieri secolari, divisi in cinque classi: Gran Croce, Commendatori con placca e titolo, Commendatori onorari, Cavalieri, Donati, e fissando le decorazioni, le uniformi, gli onori, le precedenze, ecc.

Gli Statuti della “branca cavalleresca” dell’Ordine furono pubblicati a cura dell’Ordine medesimo, a Roma, nel 1926. L’art. 45 stabilisce: "Le precedenti Costituzioni s’intendono da oggi abrogate". Ma per abrogarle occorreva il visto della Santa Sede, a norma del Diritto Canonico. Questi Statuti recano la data 26 gennaio 1926. Contemporaneamente fu firmato e stampato un altro decreto, relativo alle uniformi ed alle insegne (reca la data 6 gennaio 1926, evidentemente errata, non potendo tale decreto essere anteriore allo Statuto del 26), col titolo: "Uniformi e decorazioni dei Cavalieri e delle Dame del C. R. M. Ordine di N. S. della Mercede", Roma, 1926. Successivamente furono dati alle stampe vari Regolamenti per le Giurisdizioni (o Baliaggi); ad es. quello delle Tre Venezie ed Emilia nel 1932, quello della Lombardia, nel 1933, ecc.

Di fronte al Diritto Canonico tutti quegli Statuti, decreti e regolamenti non sono validi inquantochè mancano dell’approvazione della Sacra Congregazione dei Religiosi.

Il 15 aprile 1935 la Santa Sede precisava la condizione dell’Ordine della Mercede col pubblicare sull’Osservatore Romano la seguente nota ufficiale: “Interrogati circa il valore delle onorificenze che vengono conferite dall’Ordine della Mercede, siamo autorizzati a dichiarare che detto Ordine non ha nessuna facoltà di conferire i gradi equestri di cavaliere, commendatore e gran croce, o qualsiasi altra decorazione cavalleresca”.

Una Commissione di Cardinali pubblicò poi la seguente decisione:
1) L’Ordine della Mercede deve astenersi dal conferire in futuro qualunque onorificenza o decorazione, sia per conferimento diretto, sia per aggregazione.
2) Le costituzioni dell’Ordine stesso devono essere quanto prima aggiornate in conformità del Codice di diritto Canonico e l’Ordine deve chiamarsi soltanto "Ordine della Beata Vergine della Mercede per la redenzione degli schiavi", omesse del tutto le appellazioni di “celeste, regale, militare” e qualunque altra simile.
3) Le aggregazioni dei fedeli all’Ordine della Mercede abbiano in avvenire soltanto un carattere puramente e semplicemente religioso e spirituale, esclusa qualunque cerimonia o appello degli aggregati che abbia apparenza militare o significato equestre; a tal fine siano convenientemente adattati i cerimoniali dell’Ordine stesso.
4) Quanto a quelli che finora ebbero onorificenze e decorazioni di qualsiasi genere conferite da parte dello stesso Ordine, la Commissione Cardinalizia, esaminate tutte le circostanze, ha deciso che non debbano essere inquietati.

Ripresi nel dopo-guerra i conferimenti di titoli cavallereschi della Mercede, l’Osservatore Romano del 21 novembre 1946 pubblicò la seguente notizia ufficiale: “Siamo autorizzati a confermare che l’Ordine della Mercede per la redenzione degli schiavi è stato approvato e riconosciuto dalla Santa Sede esclusivamente quale Ordine religioso mendicante, privo di ogni facoltà relativa a concessioni di insegne o di titoli con aspetto di onorificenze cavalleresche. In conseguenza, ai diplomi dei cosiddetti titoli e gradi cavallereschi dell’Ordine della Mercede, qualunque data e sigillo essi portino e da qualsiasi persona ecclesiastica o laica siano firmati, la Santa Sede non riconosce alcun valore”.

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Cillian Roberto Fani Ó Broin
For my part, I may speak it to my shame,
I have a truant been to chivalry...
- Henry IV Part I, act IV scene iv
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Messaggioda Michele Baroncini » domenica 5 settembre 2004, 22:34

Gentile Signor Marcoluca,

i Signori che prima di me Le hanno dato risposta sono stati più che esaustivi.

Da parte mia pertanto mi limiterò (anche se con un ritardo dovuto a molteplici ed imprevisti impegni) a precisare ed integrare le loro già di per sè inappuntabili argomentazioni.

E’ senz’altro corretto asserire, come Lei fa, che gli statuti della sodalità denominata “Ordine della Carità di Santa Maria della Mercede per la Redenzione degli Schiavi” non si pongono in netto contrasto (meglio: non si pongono affatto in contrasto) con i precetti e i dogmi di Santa Romana Chiesa.

Le finalità di tale associazione sono, al contrario, sante e nobili, del tutto conformi alla visione cristiana della Cavalleria e, per molti versi, in nulla differiscono da quelle professate da Ordini legittimi e venerandi dei giorni nostri.

Cionondimeno il problema che si propone alla nostra considerazione non è di tipo sostanziale, bensì di tipo giuridico e filosofico-religioso; forse sottile ed a tratti sfuggente, ma connotato da implicazioni di vasta portata.

Mi spiego: il c.d. Ordine della Mercede è senza dubbio un’associazione alla quale, se non si definisse Ordine Cavalleresco, sarei lieto ed onorato di appartenere in quanto cattolico… ma ripeto: “se non si definisse Ordine Cavalleresco”.

Ammettere infatti in predicato di Ordine Cavalleresco questa sodalità non appare legittimo, costituendo, al contrario, un’usurpazione tanto dalla prospettiva strettamente giuridica, quanto sul versante filosofico-religioso.

Ma addentriamoci ulteriormente nella questione: “ex facto oritur Ius”… così dice un celebre brocardo sintetizzando icasticamente uno dei principi cardine della teoria del diritto.

E la realtà fattuale (ossia il dato storico) ci mostra in modo incontrovertibile come, sin dal principio delle vicissitudini dell’istituzione cavalleresca , gli Ordini siano puntualmente venuti formandosi in costanza di ben determinate condizioni e circostanze.

Tali premesse, ricorrendo nel tempo sempre eguali a se stesse, finirono per rivestirsi del carattere della giuridicità (obbligatorietà) divenendo quindi cogenti ed imprescindibili (ecco perché si tratta di un problema di tipo giuridico).

Va osservato peraltro come le premesse in parola altro non fossero se non la naturale filiazione d’una precisa visione ideologica dell’assetto dei rapporti sociali, visione peculiare dell’età medievale (ecco spiegato anche perché si tratta di un problema di tipo filosofico-religioso). Stiamo parlando della dottrina politica più radicata ed autorevole dell’ètà medievale: il gelasianesimo. Costruzione teorica elaborata da papa Gelasio I e meglio nota come “dottrina delle due Spade”. In questa prospettiva ogni potere promana dalla maestà divina (omnis potestas a Deo… così come già teorizzato dalla visione Paolina). Tuttavia, dalla predicazione evangelica del Cristo nonchè dalla Sua eredità dottrinale e dogmatica, apprendiamo come, a partire dall’unica Autorità del Divino siano state forgiate due Spade. L’una è stata attribuita dalla volontà divina al Romano Pontefice (potere su tutto quanto concerne la cura salvifica delle anime), l’altra è stata affidata all’Imperatore (potere su tutto quanto concerne l’ordinamento dei rapporti politici).

Ecco dunque che esistono soltanto due autorità in grado di conferire riconoscimento e legittimazione ad un Ordine Cavalleresco, inteso come società umana investita di una determinata Missione materiale o spirituale.

Per quanto le Missioni possano differire, da un Ordine all’altro, per metodo e Regola esse trovano conforme ed armonica riconduzione all’esaltazione del Cristo e del Sacrificio della Croce. Ne consegue pertanto che soltanto un’Autorità che attinge all’essenza del Divino può armare alcuno per la gloria dei Cieli. E indubbiamente il Cavaliere è in continua Missione per il Regno salvifico di Gesù Cristo.

Ecco per quale ragione, attraverso i secoli, gli Ordini Cavallereschi sono stati invariabilmente creati ed investiti d’autorità da Imperatori, Re o Pontefici. Non v’erano altri modi, né avrebbe avuto senso vi fossero.

Per inciso, una diversa logica anima gli Ordini Cavallereschi patrocinati da Stati dall’ordinamento non monarchico. Si pensi a riguardo all’ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ordini di tale genere non sono naturalmente investiti di alcuna missione essendo, diversamente, intesi a tributare riconoscimento ai meriti di soggetti che si siano distinti in vari ambiti della vita sociale o che abbiano particolarmente illustrato la Patria con l’opera o l’ingegno.

Si addiviene pertanto alla conclusione che l’Ordine Cavalleresco, per essere tale, deve ricevere ricognizione e legittimazione da un soggetto di diritto dotato del carattere della sovranità (in coerenza con la consuetudine ingenerata dal dato storico).

Si pensi, a mero titolo esemplificativo all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme o all’Ordine di Santa Maria Teutonica, entrambi di subcollazione pontificia, ma anche al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Ordine della Milizia Aurata Costantiniana) recognitus e legittimato dalla Real Casa di Borbone.

Particolare il caso del Sovrano Militare Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Rodi e Malta il quale, se attualmente è autoreferenziale (capace di trarre legittimazione da se stesso) in quanto dotato di soggettività internazionale, al principio della sua vicenda ha ricevuto recognitio e placet dalla sovranità di Santa Romana Chiesa.

Riferendosi in conclusione alla fattispecie concreta in esame l’Ordine della Mercede, pur avendo in passato ricevuto il placet dell’Autorità ecclesiastica, ha visto in seguito venire meno per desuetudine il titolo di legittimazione perdendo con ciò la primigenia connotazione cavalleresca per divenire Ordine puramente religioso (Istituto di vita consacrata).

Quanto, in ultimo, al discorso rivolto dal Santo Padre alla sodalità, lungi dal ritenerlo un falso, credo debba essere interpretato come il tributo di riconoscenza della Chiesa nei confronti di persone che perseguono egregiamente finalità di tipo ecclesiale e non già come patente di legittimazione cavalleresca di ciò che resta una, pur meritoria, associazione di diritto privato.

Sperando di esserLe stato di qualche aiuto La saluto cordialmente.

Michele Baroncini
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Messaggioda marcoluca » lunedì 13 settembre 2004, 9:18

Volevo ringraziare sentitamente tutti coloro che mi hanno risposto ed in particolare il sig. Baroncini...anche se con un po' di ritardo!
Grazie.

marcoluca
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Re: Ordine della Mercede

Messaggioda gnr56 » sabato 16 giugno 2012, 2:35

L'essere un cavaliere dell'Ordine della Mercede ( http://www.[o m i s s i s].org/) non è iN contrasto con l' essere, nel contempo, un cavaliere OESSG e SMOCSG?
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Re: Ordine della Mercede

Messaggioda cassinelli » sabato 16 giugno 2012, 7:36

Buongiorno.

Ne abbiamo discusso lungamente a quest'indirizzo... http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=2&t=11381&hilit=mercede
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Re: Ordine della Mercede

Messaggioda Tilius » sabato 16 giugno 2012, 8:53

gnr56 ha scritto:L'essere un cavaliere dell'Ordine della Mercede ( http://www.[o m i s s i s].org/) non è iN contrasto con l' essere, nel contempo, un cavaliere OESSG e SMOCSG?

Siccome i cavalieri della Mercede non esistono più da una ottantina d'anni, il problema non si pone.

Come indicato dall'ottimo Cassinelli, inviterei il gnr56 di turno a non andare a ripescare discussioni preistoriche preferendole per chissà quali personali motivi a discussioni molto più recenti e assai meglio documentate.

Grazie.
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Re: Ordine della Mercede

Messaggioda Equitem » sabato 16 giugno 2012, 9:50

gnr56 ha scritto:L'essere un cavaliere dell'Ordine della Mercede ( http://www.[o m i s s i s].org/) non è iN contrasto con l' essere, nel contempo, un cavaliere OESSG e SMOCSG?


Buongiorno,
considerando che l'0rdine cavalleresco di cui si discute non esiste più (almeno in quanto tale), la risposta alla Sua domanda si trova all'art. 3 dello statuto dell'OESSH:


Art. 3
(Natura)

L’Ordine per la sua natura e per le sue finalità strettamente religiose e caritative è estraneo a qualsiasi movimento o manifestazione di carattere politico. I membri dell’Ordine non possono prendere parte ad organizzazioni ed associazioni, il cui carattere e scopi siano in contrasto con la dottrina e gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, o appartenere a pretesi Ordini ed Istituzioni di asserito carattere cavalleresco, non riconosciuti dalla Santa Sede o non concessi da Stati Sovrani.

Cordialmente
Matteo 6,1-6.16-18
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Equitem
 
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