Per far impazzire i futuri genealogisti?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Per far impazzire i futuri genealogisti?

Messaggioda Lasa pur dir » martedì 6 novembre 2007, 20:20

Riporto a titolo di curiosità una notizia che ebbi occasione di leggere anni fa e che sono finalmente riuscito a rintracciare.
Tante volte avrei voluto narrarla per far comprendere come sia facile cadere in errore a voler trarre conclusioni affrettatate circa l'omonimia e la vicinanza tra famiglie diverse.:roll:

Si narra, infatti, nella biografia di Mons. Arcangelo Ciccarelli, che fu arcivescovo di Lanciano tra il 1731 e il 1738, che il 4 agosto del 1732 fece erigere un gran palco in un angolo della Cattedrale per battezzarvi un turco, di nome Amurat, "maumetanae sectae, civitatis Tripoli Barbarie", con il nome di Giovan Battista Domenico Castiglioni, padrino don Alessandro Castiglioni, figlio di Giovan Battista Castiglioni Marchese di Arielli.

Curioso non trovate?

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.
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Messaggioda eugubino » mercoledì 7 novembre 2007, 10:16

La cosa dovrebbe essere stata abbastanza diffusa. Accadde anche a Gubbio, nella prima metà del XIX secolo, quando il vescovo Pecci benedisse una musulmana. In questo caso, infatti, si trattava di una bambina.
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Messaggioda Lasa pur dir » giovedì 8 novembre 2007, 17:26

Trovavo curioso il fatto che il padrino desse al "figlioccio" il proprio cognome e addirittura dei nomi di famiglia, e mi chiedo cosa accedebbe se i discendenti di Amurat, che probabilmente era un ex schiavo servitore inc asa Castiglioni, intraprendessero delle ricerche genealogiche e ad un certo punto scoprissero di avere un cognome "nobile" e che i loro antenati vivevano nello stesso paese della nobile famiglia e forse... addirittura nella stessa casa. :roll:

Come si suol dire tre indizi constituiscono una prova:

1) cognome di una famiglia indiscutibilmente nobile e antenato con nome "dinastico";
2) medesimo luogo di residenza di quella nobile famiglia;
3) residenza dei propri antenati nella stessa dimora di quella famiglia patrizia.

Invece talvolta, forse spesso, gli indizi portano sulla strada sbagliata. Quindi sempre meglio controllare tutto e fino in fondo senza giungere a conclusioni affrettate.

Sempre cordialmente.

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Messaggioda Grimaldi » martedì 13 novembre 2007, 18:45

Ecco perchè è
tanto fondamentale ed indispensabile avere documenti ufficiali ed attendibili per essere certi (fino a prova contraria) di una data genealogia.

Sono infatti le supposizioni a far cadere in errori.

Viviamo nelle'poca dell'opinionismo e del "secondo me" e la verità che si cerca non è più quella oggettiva, ma la relativa.

Ecco che in ambito genealogico diviene tanto più importante quella che chiamo la genealogia critica (ovvero che comprende esegesi e critica delle fonti).
Perchè lo scopo della genealogia è la ricerca della verità e della verità attendibile.

Faccio infine notare che era uso comune che fosse il padrino (quale vero "padre" nella fede ristiana) a dare il suo cognome al novello cristiano.
In questo modo molti ebrei convertiti (volenti o nolenti) ed anche schiavi affrancati (mori, nordafricani, slavi, etc.) presero il cognome dei padrini.

Da ricordare che anche per prestigio personale (l'aver portato un non-fedele nella fede cristiana) e per condizione economica (erano i nobili ed i ricchi ad avere schiavi) spesso i nobili si trovarono a dare loro cognomi a persone estranee, ma ad essi legati ("famigli").

Non dimentichiamo poi che il cognome era dato, in epoca medievale, anche per "prassi", dai signori ai loro servitori.

Ma il discorso è ampio.

Saluti
Grimaldi
 


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