Cari Consoci, Forumisti ed Amici,
grazie di cuore per la partecipazione al mio dolore e a quello della mia famiglia.
Per chi di voi non ha avuto modo di conoscere mio Papà Alfredo non si può rendere conto di quanto Egli fosse importante per me e per il mio cammino di vita.
Sebbene avesse interessi completamente diversi (sotto l’aspetto culturale) dai miei è stato il mio primo supporto e dietro alle quinte senza mai comparire, sino agli ultimi tempi, ha seguito tutte le attività ed iniziative che voi tutti vedete.
Si occupò attivamente dal 1978 come Prorettore dello Studium – Accademia di Casale e del Monferrato per l’Arte, la Letteratura, le Scienze e le Varie Umanità fondata nel 1476.
Fu l’ideatore del Premio Internazionale Infante Don Alfonso Duca di Calabria nel 1981.
Negli anni che si dedicò al Kiwanis International Club ideò nel 1977 il premio WE BUILD che oggi è diventato il più importante riconoscimento dei Kiwanis Club d’Italia.
Essendo Vice-Priore della Veneranda e Nobile Arciconfraternita dei Santi Apostoli di Casale Monferrato per l’improvvisa morte del Priore nel 2002 si trovò subito Priore, e il giorno dopo dovette ricevere come Confratello S.A.I.&R. l’Arciduca Otto d’Asburgo a Casale Monferrato.
Mi ha fatto piacere che La Stampa, Il Monferrato e La Vita Casale lo abbiano voluto ricordare proprio come era in vita.
Chi di voi l’ha conosciuto di persona vedo che lo ha ricordato nel giusto modo.
Egli era davvero quel Signore che ha saputo tracciare nella mia persona quelle linee guida che ogni giorno cerco di applicare rispettando in pieno il nostro motto: SINE VIRTUTE NULLA NOBILITAS
Un abbraccio a tutti
Pier Felice
PS quando qualcuno della mia Famiglia lascia questa terra siamo usi ricordare una poesia della nostra Térésah (Teresa Corinna Ubertis Gray 1874-1964) che partecipo anche a voi:
Quando sia giunta l’ora
di morte
e il dubbio che vivente m’oscurò
in me si sciolga,
fa ch’io veda, Signore,
il volto della Tua giustizia.
Ricordati di me, Signore,
quando mi presenterò
al Tribunale eterno,
e non della funerea notte
in che giacqui sperduta
ma della luce ch’era in me, Signore,
ricordati!
Ricordati di me fanciulla,
del mio cuore innocente,
delle sante orazioni
che m’insegnò mia madre,
non udire la mia bestemmia,
non cercare l’odio
nel mio cuore disperato.
Ricordati di quel giorno
che mi vidi nello specchio
gli occhi dell’Angelo caduto.
Guarda in fondo a me, Signore,
e di tutto che fu in me ricordati,
del celeste fulgor disconosciuto.
Sarò tra gli ultimi degli ultimi
davanti alle sbarrate porte,
cieca, sorda, senza voce.
Ma Tu ricordati la croce
che ho portata
e Tu dimmi: Passa.
