R. Camera della Sommaria

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R. Camera della Sommaria

Messaggioda Guido10 » lunedì 29 ottobre 2007, 14:27

Cari amici,

nel libro: “La congiura dei baroni e il conte di Policastro” di E. Perito, mi è capitato di vedere menzionato il: “Barone razionale della Regia Camera della Sommaria”.

Vorrei chiedervi se qualcuno ha informazioni su questa figura: chi era, come veniva nominato, si trattava di un titolo tasmissibile, ecc..

Grazie e un saluto

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Re: R. Camera della Sommaria

Messaggioda Lord Acton » lunedì 29 ottobre 2007, 16:37

Guido10 ha scritto:“Barone razionale della Regia Camera della Sommaria”.

chi era...?

La Regia Camera della Sommaria era una specie di Suprema Corte di Cassazione, ma come tribunale di terza istanza che giudicava il merito del fatto, del Regno di Napoli composta, di massima, da baroni del Regno.

Il Barone Razionale, che mi pare non fosse uno solo, era colui che preparava il processo e ne relazionava all'assemblea giudicante, diciamo che in un certo qual modo assommava le funzioni di giudice istruttore e di pubblico ministero.

Delle altre notizie chieste non so nulla, anche se non credo che fosse un titolo trasmissibile.

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Messaggioda Guido10 » lunedì 29 ottobre 2007, 17:30

Mille grazie Milord, :)

saprebbe indicarmi qualche fonte sull'argomento?

Inoltre, mi chiedo se, come appare verosimile, il “Barone razionale” sia identificabile con il “Razionale” tout court, che si occupava della revisione dei conti.

Sulle funzioni della R. camera della Sommaria riporto questa nota, tratta da una presentazione dell’Archivio di Stato di Napoli.

La Camera della Sommaria fu costituita da Alfonso d’Aragona nel 1444 che riunì in un solo organismo la curia magistrorum rationalium e quella dei presidenti della camera dei Conti. Per tutto il periodo dell´antico regime e quindi fino al 1807, la Regia Camera della Sommaria fu, da un lato, l´organo di revisione di tutti i conti dello Stato, ma anche delle università - in quest´ultimo caso non d´ufficio, ma solo su richiesta di parte - e, dall´altro, tribunale di quello che a partire dal secolo XIX si sarebbe chiamato "contenzioso amministrativo". Va precisato al riguardo che la Regia Corte dei Conti, istituita da Giuseppe Bonaparte nel 1807 in sostituzione della Regia Camera della Sommaria, non ne ereditò, come la successiva Gran Corte dei Conti del secondo periodo borbonico, le competenze in materia di contenzioso amministrativo, che furono invece demandate al Consiglio di Stato. La Sommaria trattò tutte le cause in cui fosse coinvolto, come attore o come convenuto, il regio fisco e quelle delle università e dei feudatari, che avessero, sotto un qualunque profilo, un interesse fiscale. Oltre che tribunale e organo di revisione contabile, esercitò anche funzioni consultive del governo in materia finanziaria. Da qui l´esistenza di una significativa documentazione nota con il nome di "consulte". Dapprima contro le decisioni della Sommaria era ammesso ricorso al Sacro Regio Consiglio, ma nel 1482 Ferdinando I d´Aragona ne fece un tribunale supremo, le cui decisioni non erano appellabili ad altri tribunali. Ad essa, fra l´altro, competeva l´appello delle decisioni prese, in sede giurisdizionale, dai tribunali della Dogana di Foggia e della Doganella d´Abruzzo.
Al vertice della Camera della Sommaria vi era, in epoca moderna il luogotenente, così chiamato perché in origine non era altro che il luogotenente del Gran Camerario, carica diventata nel corso del tempo puramente onorifica. Essa era costituita inoltre da presidenti togati ("commissari", fra i quali erano ripartiti i vari settori di competenza in base ad un provvedimento annuale detto "commessa generale", fatto dal luogotenente, da presidenti "brevioris togae", da avvocati fiscali, dal procuratore fiscale, dall´avvocato dei poveri e da una nutrita serie di attuari (scrivani), incaricati della cura degli atti, e razionali, che si occupavano della revisione materiale dei conti. Il Trinchera riferisce che il luogotenente ed i presidenti formavano dapprima una sola ruota a cui ne fu aggiunta una seconda nel 1596, con attribuzioni in materia di conti, imposte e arrendamenti, ed infine nel 1637 una terza, competente per gli stati discussi delle università e per il catasto. Va anche ricordato che, su questioni di particolare rilievo, si formassero delle giunte ad hoc costituite da presidenti della Sommaria, come quelle del catasto onciario, degli stati discussi delle università, della numerazione dei fuochi, del tabacco, dell´arsenale). Nel luglio 1799, dopo il semestre repubblicano, da una sommaria indagine risultò che i bilanci dei Comuni apparivano completamente dissestati; parve ristabilire un certo equilibrio solo l’intervento del responsabile delle finanze del Regno, Giuseppe Zurlo, ma la Rivoluzione francese e i suoi riflessi politici sul Regno e i nuovi ordinamenti amministrativi introdotti dai due napoleonidi fecero il resto. Nel 1807 la Camera della Sommaria si trasformò in Regia Corte dei Conti, assumendone tutte le funzioni.

Riguardo le altre notizie sulla figura del Barone Razionale (nomina, trasmissibilità, ...), spero poi in ulteriori autorevoli collaborazioni. :wink:

Un saluto

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