Titolo Magnifico

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Titolo Magnifico

Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 9:43

Cari amici,
sto trascrivendo diverse delibere decurionali del primo Ottocento e ho ritrovato l'appellativo di Magnifico. I soggetti ai quali tale titolo è riconosciuto sono per lo più dei facoltosi commercianti senza nessun rilievo nobiliare o similiare. Tra l'altro gli stessi non hanno avuto incarichi pubblici e tantomeno relazioni con i Reali di Spagna. Mi chiedo come mai sono detti Magnifici?
Inoltre ne approfitto per chiederVi come si può interpretare la sigla S. R.C.
quando il contesto parla di fare un ricorso legale in Napoli contro una ex Baronessa. Potrebbe significare S(ua) R(egia) C(amera)?
Grazie in anticipo per l'aiuto.
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Re: Titolo Magnifico

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » lunedì 29 ottobre 2007, 10:16

vdaurelio ha scritto:Cari amici,
sto trascrivendo diverse delibere decurionali del primo Ottocento e ho ritrovato l'appellativo di Magnifico. I soggetti ai quali tale titolo è riconosciuto sono per lo più dei facoltosi commercianti senza nessun rilievo nobiliare o similiare. Tra l'altro gli stessi non hanno avuto incarichi pubblici e tantomeno relazioni con i Reali di Spagna. Mi chiedo come mai sono detti Magnifici?
Inoltre ne approfitto per chiederVi come si può interpretare la sigla S. R.C.
quando il contesto parla di fare un ricorso legale in Napoli contro una ex Baronessa. Potrebbe significare S(ua) R(egia) C(amera)?
Grazie in anticipo per l'aiuto.
Saluti cari


Caro Vincenzo,
siamo ancora vivi....
il topic da te aperto è stato già discusso in questo forum IAGi vedi
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3713&highlight=
aperto da renatocampofreda il 19gennaio2007 alle ore 08:51pm e chiuso troppo presto per i miei gusti il 20 gennaio 2007 alle 1:49 pm
Per quanto riguarda il SRC è il Sacro Regio Consiglio, Supremo Tribunale del Regno (di Napoli) la sua origine risale verosimilmente al 1449......era sedente anche in Lecce ma con la riforma giudiziaria ed amministrativa di Filippo II alla fine del XVI secolo le funzioni di questa magistratura, che ebbe giurisdizione anche in terra di Barie, per un breve periodo, in Capitanata, furono assorbite dal Sacro Regio Consiglio di Napoli. Trasferendosi in NAPOLI. Durò credo sino al decennio francese ovvero sino agli anni 1812-1815. L'ASLe di Lecce ne conserva poche carte sino al 1812.
Queste scarne notizie le ho tratte dalla "Guida dell'Archivio di Stato di Lecce a cura di Giuseppe di Benedetto, Bari 1989.
Se vuoi ti invio copia integrale della pagina inerente.
Saluti e a presto sentirci.
Giovannimaria Ammassari

AD MAJOREM DEI GLORIAM
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 10:22

Ciao Giovanmaria,
come sempre puntuale e preciso. Se hai tempo mandami la copia della pagina del Sacro Regio Consiglio, lo archivio tra le mie memorie. Sei sempre una fonte inesauribile di risorse.
Grazie e ci sentiamo presto.
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 10:28

Cari amici ulteriore domanda.
Sempre nelle stesse delibere appare la figura dell'Alcozano che corrisponderebbe ad un portalettere. Vi risulta questa figura?
Ed inoltre chi era il Catapano?
Grazie ancora.
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda Guido10 » lunedì 29 ottobre 2007, 11:26

Caro Vincenzo,

vdaurelio ha scritto: ...
chi era il Catapano?


nell’Impero Bizantino, era il governatore di una provincia, successivamente dal Medioevo in poi, il termine designava un funzionario amministrativo.

Un saluto

Guido10
"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mc 2,17)

Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 11:36

Grazie sig. Guido,
a questo punto essendo le mie ricerche del primo '800 ipotizzo si tratti di un funzionario amministrativo. Saprebbe dirmi di che cosa si occupava?
Grazie.
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 29 ottobre 2007, 11:47

Carissimo Vincenzo,

il titolo di Magnifico era concesso a chi aveva un ufficio universitario o regio nel 1700.

Lorenzo
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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 29 ottobre 2007, 11:55

Riporto con simpatia le Cariche cittadine nella Città di Bari.

La sede delle riunioni delle due Piazze era chiamata "Sedile"; era qui che si svolgeva la vita pubblica della città. Ogni Piazza eleggeva nel suo seno, il Sindaco, il Deputato della salute, il Catapano, il Munizioniere, il Capo bagliva, il Giudice della bagliva, il Deputato delle fabbriche, il Protettore dei monasteri, l'Archiviario, due Assistenti alla revisione dei conti e due Firmatari dei mandati.
Il Consiglio decurionale eleggeva pure il Mastro giurato, il Cassiere, il Procuratore della città, il Razionale, l'Avvocato della Città e dei poveri ed il Cancelliere.
Questi ultimi incarichi avevano durata annuale e venivano assolti alternativamente da rappresentanti della Piazza dei Nobili e della Piazza del Popolo.
Tutti gli eletti rimanevano in carica un anno, ad eccezione dei Catapani che venivano eletti ogni sei mesi.
I Sindaci rappresentavano l'Università presso il potere centrale, presentavano al Re le richieste deliberate dal Parlamento cittadino e ne illustravano le ragioni, tutelavano i diritti della città, rivendicavano i beni pubblici che venivano usurpati, soprintendevano alle fortificazioni della città e alla manutenzione delle strade, vigilavano sui pesi e le misure di cui custodivano gli esemplari, ed avevano l'ufficio di provvedere ad una equa ripartizione dei tributi che servivano a far fronte alle raccolte di denaro della Corte regia ed ai bisogni della città. Durante il loro mandato non potevano assumere arrendamenti (concessioni della produzione o della vendita in esclusiva di un certo prodotto) dell'Università.
Il Mastro giurato sovrintendeva all'ordine pubblico e alla sicurezza notturna del Borgo; aveva l'incarico di custodire la città durante la notte e tenere presso di sé le chiavi delle porte.
Per questo incarico disponeva di armigeri con i quali costituiva la ronda di notte. Oltre al servizio di ronda, era previsto un servizio di sentinelle poste sui campanili più alti della città. Una di esse era in postazione sul campanile di San Giacomo.
I Deputati della salute avevano l'incarico di vigilare sulle navi e le barche che approdavano in porto e sugli stranieri che entravano in città per assicurarsi che non fossero portatori di malattie contagiose. Essi avevano la propria sede fuori delle mura, presso la Porta di Mare.
I Catapani erano delegati a vigilare sul rispetto dei prezzi fissati nelle assise e sulle frodi dei venditori di derrate alimentari. Tra Seicento e Settecento diverse magistrature cittadine presentarono cambiamenti nelle loro attribuzioni.
I Capi Bagliva o Baiuli erano preposti a quella che oggi diremmo la polizia urbana. La loro funzione consisteva nel vigilare sul regolare svolgimento dell'attività mercantile e, soprattutto, sui comportamenti della popolazione del Borgo. Essi dovevano far rispettare dai cittadini alcune norme igieniche e di comportamento, controllando che non gettassero letame, acqua sporca ed ogni altro tipo di sporcizia nelle strade e nei fossati delle mura della città, ma che procurassero di portarli fuori di essa. Dovevano assicurassi che conciatori, beccai, barbieri, bottai e tutti gli altri artigiani scopassero e nettassero periodicamente il tratto di strada situato avanti alla loro bottega; dovevano far rispettare dagli ortolani e dagli erbivendoli il divieto di gettare nel porto e nel fossato posto sotto le Mura della città i residui della vendita giornaliera e ai bastasi l'obbligo di scopare ogni settimana la pubblica Piazza.
Là dove muratori provvedevano ai lavori di costruzione o di ristrutturazione, dovevano assicurarsi che essi non lasciassero per più di tre giorni sulla pubblica strada il materiale edilizio di demolizione. Era pure compito della Bagliva controllare che fossero praticati, nei negozi dei generi alimentari, nei molini e nei trappeti, i prezzi fissati nelle assise e vigilare sulla qualità e sul peso degli alimenti venduti. Anche i rapporti di lavoro tra proprietari di terre e gli operai agricoli - massaro, gualano, consiero, trappetaro - ricadevano sotto la loro giurisdizione. Dovevano vigilare sul rispetto di quanto fra le parti era stato convenuto, ossia che i lavoratori mantenessero l'obbligo assunto di prestare opera per un determinato periodo di tempo ed i proprietari quello di corrispondere puntualmente la pattuita mercede.
Tutte le infrazioni commesse dovevano essere dalla Bagliva immediatamente contestate e dovevano essere giudicate dai Giudici della Bagliva o dai Gabelloti (Gabellieri) entro otto giorni dal dì in cui era stato commesso l'illecito; trascorso tale tempo le infrazioni cadevano in prescrizione.
I Giudici della Bagliva non avevano facoltà di citare le parti, giudicare e carcerare, né esigere le pene senza l'iniziativa del Baglivo.
Il Cancelliere era il segretario del Consiglio dei Decurioni ed aveva l'onere di redigere i verbali delle sedute. Spesso a ricoprire questo incarico venivano chiamati i notai, persone esperte nelle lettere e nel diritto, aduse a compulsare pandette e stendere strumenti.
Il Cassiere aveva il compito di custodire la cassa dell'Università mentre gli Archiviari erano incaricati di conservare la documentazione comprovante la concessione o la conferma alla città di privilegi, capitoli e grazie da parte dei Re di Napoli. Alla custodia di carte così preziose era ovvio che fossero incaricate due persone, una per ogni Piazza.
I Munizionieri curavano e vigilavano sulla consistenza delle polveri accumulate per la difesa della città.
Il Gonfaloniere o Giudice esercitava su tutti gli abitanti della città, fossero essi cittadini baresi o forestieri, la giurisdizione civile, aveva competenza criminale su tutti i reati minori contemplati dagli statuti cittadini ed interveniva nella stesura dei contratti e dei testamenti da parte dei Notai. Per i contratti nei quali comparivano le donne come contraenti svolgeva la funzione di giudice mundio.
Altri Officiali svolgevano funzioni amministrative e giudiziarie di minore importanza o di semplice ordine. Anche questi venivano eletti ogni anno e le loro provisioni erano a carico del bilancio dell'Università.
Erano nominati il Capitano delle artiglierie, alcuni Medici, il Giudice ai contratti, l'Apprezzator delle vigne, l'Apprezzator delle olive, il Trombetta, il Capo Artigliere, i Bombardieri, i Guardiani delle porte della città oltre a Corrieri, Cavallari, Torrieri e Campanilieri.

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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 11:59

Caro Lorenzo,
ben ritrovato innanziatutto.
Come vedo era molto utilizzato questo titolo e francamente mi sembra inflazionatissimo. Dal topic segnalato dall'amico Giovanmaria ho rilevato che anche alcuni commercianti portavano questo titolo infatti l'amico scrive:

"Gentilissimo Signor Renato Campofreda,
anch'io ho trovato moltissime volte la parola Magnifico nei vari documenti da me consultati. per risponderLe le cito ciò che è stato scritto da uno storico della mia zona di nome COSI GIOVANNI nella sua publicazione: "IL NOTAIO E LA PANDETTA,Microstoria salentina attraverso gli atti notarili (sec. XVI-XVII) a cura di Mario termine non gradito, Congedo Editore Galatina(LE) 1992:
a pagina 11 è scritto: " In virtù di innumerevoli casi, tratti da oltre centomila documenti lettio in venticinque anni di mia assidua frequentazione nei vari archivi della provincia di Lecce, è possibile dare un elenco gerarchico di "titoli": Illustrissimus et eccellentissimus dominus riservato alle massime autorità del viceregno ed ai grandi feudatari; eccellens dominus dato ai funzionari di rilievo, governatori di città, signori di feudi abitati; magnificus dominus, o dominus, o semplicemente magnificus, usato per padroni di feudi inabitati, per ricchi mercanti, per capitani- governatori, per notabili del luogo e ,immancabilmente (il magnificus) per medici (artis medicinae doctores) e per giureconsulti (utriusque juris doctores) ;......... (omissis ) Questi titoli però non venivano assegnati in maniera rigida, anzi talvolta si attribuiva la qualifica superiore a quella usata normalmente; come nel caso......(etc...etc....etc...)
Certamente ciò che ho riportato è frutto di raffronti e deduzioni tratte dalla consultazione sistematica di documenti da parte di uno studioso indefesso quale è tuttora Giovanni Cosi "

Per tale motivo il soggetto al quale è riferito il titolo di Magnifico, nelle mie ricerche, era un noto commerciante che chiedeva nella delibera in questione la ricostruzione del suo edificio e la costruzione di un nuovo portone per poter espletare la sua attività.

Grazie a tutti per i preziosi contributi.
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 29 ottobre 2007, 12:06

Gent.mo Vincenzo,

riporto,Società,Titoli e cariche, nell’Impero di Bisanzio
A cura di Matteo , la lettura ti sarà di giovamento per inquadrare questa complessa società.

L’Impero Bizantino ebbe, nel corso della sua millenaria storia, un complesso sistema aristocratico e burocratico. Molti dei titoli e delle funzioni pubbliche erano puramente onofirici, in quanto l’Imperatore era il solo ed unico regnante. In oltre mille anni di storia quindi molti titoli scomparvero e vennero creati, mentre altri acquisirono o persero prestigio e potere. Agli inizi della sua storia, poiché Bisanzio rappresentava l’erede di Roma imperiale, i titoli in vigore erano gli stessi utilizzati dagli imperator romanorum, ma già con Eraclio (VII sec.) molti di essi divennero obsoleti, mentre Alessio I Comneno provvide a rinnovare completamente l’intero sistema aristocratico e burocratico dell’Impero. In seguito però, rare furono le modifiche ed i titoli e le cariche creati dal grande Imperatore rimasero pressoché invariati fino alla caduta di Costantinopoli nell’infausto anno domini 1453.

Possiamo pertanto suddividere titoli e cariche come segue:

1. TITOLI ARISTOCRATICI:

- Titoli Aristocratici Maggiori
- Titoli Aristocratici Minori

2. TITOLI MILITARI:

- Titoli dell’Esercito
- Titoli della Marina Imperiale
- Altri Titoli Militari

3. TITOLI BUROCRATICI.

I TITOLI ARISTOCRATICI

I TITOLI ARISTOCRATICI MAGGIORI

Basileos

È il termine greco che sta ad indicare il re e che originariamente si riferiva a tutti i re dei territori greci presenti nell’Impero Romano. Tale termine era usato anche nell’Impero Persiano per indicare la figura dell’Imperatore. Eraclio lo adottò in sostituzione dei titoli autokrator (colui che governa da solo) e kyrios (signore). Successivamente gli Imperatori bizantini presero l’abitudine di farsi chiamare porphyrogenitos (letteralmente nati nella porpora e cioè nati nel palazzo imperiale da un imperatore regnante, quindi, in ultima analisi, legittimi). La forma femminile è basilissa e si riferisce naturalmente ad un’imperatrice (cui andava anche il titolo di kyria e despoina). Nel corso dei secoli apparve anche il termine basilopator, un titolo puramente onorifico che stava ad indicare il “padre” dell’Imperatore (anche se il basilopator non era necessariamente il padre legittimo del monarca). Il primo uomo ad assumere il titolo di basilopator fu Zautzes, un nobile sotto il regno di Leone VI, mentre Romano I Lecapeno lo utilizzò quando divenne correggente del giovane Costantino VII.

Despotes

Il titolo di despota fu creato da Manuele I Comneno nel XII secolo e colui che era ne era insignito era secondo solo all’Imperatore. Inoltre tale titolo poteva comprendere anche una vera e propria assegnazione territoriale in amministrazione e ciò accadde soprattutto durante la dinastia dei Paleologi, quando l’erede al trono riceveva il titolo di despota e congiuntamente il despotato di Morea. La forma femminile è despoina e normalmente era portato dalla moglie di un despota.

Sebastokrator

Questo titolo fu creato dall’Imperatore Alessio I Comneno; esso deriva dalla combinazione di autokrator e sebastos ed indica unicamente la parentela con un Imperatore. Ricevere il titolo di sebastocratore non significava avere alcun reale potere né alcun ruolo del governo dell’Impero ed il primo ad esserne insignito fu proprio il fratello minore di Alessio I, il principe Isacco. La forma femminile è sebasstokratorissa.

Kaiser

Questa è la forma greca del termine latino Caesar che, nome di uno dei più grandi condottieri di Roma, indicò successivamente gli Imperatori o gli eredi al trono. Quando Alessio I Comneno creò il titolo sebastokrator, colui che portava il nome di kaiser divenne terzo in ordine di importanza e poi quarto quando Manuele I (stessa dinastia e stessa smania di creazione) creò il titolo despotes. La forma femminile è kaisarissa.

Panhypersebastos e Protosebastos

Sono questi titoli che derivano dal termine sebastos (maestà). Alessio I Comneno e i suoi successori crearono un notevole numero di titoli nobiliari e burocratici aggiungendo al titolo vero e proprio pan (tutto), hyper (super), proto (primo) e altri prefissi (in questo caso al termine sebastos).

Despota, sebastocratore, cesare, panipersevasta e protosebasta

Furono normalmente assegnati a membri della famiglia imperiale e si distinguevano l’uno dall’altro da abiti e corone differenti. In alcune occasione però, tali titoli furono concessi anche a personaggi stranieri. Il primo di questi ad ottenere il titolo di despota fu Bela III re d’Ungheria (a sottolineare il fatto che l’Ungheria era considerata uno stato tributario dell’Impero Bizantino); il primo straniero ad ottenere invece il titolo di sebastocratore fu Stefano Nemanja, principe di Serbia, cui venne concesso nel 1191. Anche Kalojan zar di Bulgaria fu insignito del titolo di sebastocratore, mentre Giustiniano II nominò Tervel, khan dei Bulgari, cesare nel 705 (tale termine evolse poi nella forma slava tsar o czar [poi zar] utilizzato principalmente in Russia [con l’avvento al trono di Ivan il Terribile] e Bulgaria). Nel 1304, Andronico II nominò Ruggero de Flor, capitano della Grande Compagnia Catalana, cesare, mentre il titolo di protosebasta fu concesso ad Enrico Dandolo, doge di Venezia (prima della sua partecipazione alla IV Crociata culminata con l’occupazione di Costantinopoli). Negli ultimi anni secoli di vita dell’Impero, inoltre, i sovrani bizantini assunsero anche i titoli di khronokrator e kosmokrator (letteralmente signore del tempo e signore del mondo).

I TITOLI ARISTOCRATICI MINORI

Sebastos

Maestà: questo titoli era originariamente equivalente ad– Augusto (o Augoustos) ed utilizzato unicamente dagli Imperatori. Dopo la creazione del titolo di protosebastos (durante il regno di Alessio I Comneno) tale titolo cadde in disuso. La forma femminile è sebasta.

Pansebastohypertatos, panoikeiotatos, protoproedros

Esempio di alcuni titoli creati aggiungendo prefissi. Questi titoli furono concessi a membri della Famiglia Imperiale dopo il regno di Alessio I Comneno e stavano ad indicare una relazione di parentela con il monarca, ma non comprendevano alcun reale potere.

Protovestiarios

Era normalmente un lontano parente dell’Imperatore, che si occupava in particolar modo del suo guardaroba, specialmente durante le campagne militari. A volte il potere del protovestiario si estendeva anche alla supervisione su alcuni membri del seguito imperiale e addirittura alle finanze personali dell’Imperatore. Il termine precedente, risalente ai tempi di Giustiniano I, era curopalate (o kouropalates in greco): esso derivava da kourator (curatore) un ufficiale responsabile degli affari economici. Il vestiarios era un ufficiale di grado subalterno. Il termine protevestiaria e vestiaria indicava naturalmente le medesime funzioni svolte al seguito dell’Imperatrice.

Nell’Impero Bizantino venivano inoltre usati altri titoli nobiliari per i membri minori della Famiglia Imperiale e per i membri della piccola nobiltà, solitamente derivati da quelli latini e, pertanto, molto simili a quelli utilizzati nell’Europa Occidentale. Tali titoli erano prinkeps (principe), doux (duca) e komes (conte). Altri titoli usati erano kleisourarka, apokomes e akrita, più o meno corrispondenti ai più noti marchese, visconte e conte e barone.Alcuni membri della piccola nobiltà, infine, potevano fregiarsi di altri titoli connessi alle mansioni da loro svolte presso la Corte Imperiale, come ad esempio parakoimomenos (guardia del corpo), pankernes (coppiere) e megas konostaulos (gran conestabile).

I TITOLI MILITARI

I TITOLI DELL’ESERCITO

Prefetto del Pretorio

Questo era il titolo utilizzato al tempo dei– Romani, per indicare il comandante delle truppe nella parte orientale dell’Impero. Fu abolito nel VII secolo quando ormai era caduto in disuso (in quanto non esisteva più una parte occidentale del medesimo Impero). Nell’Impero Bizantino successivo al VII secolo tale titolo evolse in quello di domestikos.

Domestikos i domestikoi

Erano in origine le guardie dell’Imperatore e solo in seguito tale titolo indicò alti ufficiali (generali) che avevano giurisdizione in un Tema. I tre specifici titoli correlati a domestikos erano:

- Megas Domestikos (Gran Domestico) il comandante supremo delle forze armate;
- Domestikos tou Scholai (Domestico delle Scholae) il comandante delle Scholae, in origine una delle più prestigiose divisioni dell’esercito, poi un Tema che forniva truppe alla stessa divisione.

Questo era uno dei titoli militari più prestigiosi che comportava anche un reale (e notevole) potere.

- Domestikos tou Thema (Domestico del Tema) il comandante (nonché organizzatore) di un Tema militare; ne esisteva uno per quelli europei ed uno per quelli asiatici.


Strategos

Era così chiamato il comandante militare di un Tema, che, normalmente, portava anche il titolo di doux. Il termine può comunque essere paragonato al nostro generale.

Protospatharios il comandante della guardia imperiale. Gli spatharios erano i suoi subalterni.
Protostrator alto ufficiale dell’esercito (titolo a volte utilizzato per indicare il comandante supremo).
Stratopedarch un comandante militare che poteva avere anche funzioni di magistrato.
Protokentarchos e kentarchos comandante di una reparto di piccole dimensioni. Tale titolo deriva dalla forma latina centurione.
Merarches comandante di una divisione di cavalleria.
I TITOLI DELLA MARINA

Megas Doux il Gran Duca

Egli era una sorta di Grande Ammiraglio, cui competeva il comando della flotta imperiale e l’organizzazione dei Temi navali. Il megas doux era uno delle pochissime persone che conoscevano il segreto della composizione del cosiddetto fuoco greco.

Drungarios

Subalterno del megas doux cui competeva il comando degli ufficiali della marina.
Drungarios ufficiale navale minore. A volte un ufficiale di rango– inferiore (ma con mansioni superiori al drungarios) veniva chiamato drungarokometes.

Katepanos
Così era chiamato il Governatore di un Tema marittimo, titolo di cui si ha notizia solo dopo il X secolo.

ALTRI TITOLI MILITARI

Konostaulos

Era il termine greco di conestabile e rappresentava il comandante dei mercenari francesi.

Aiteriarch

Comandante dei mercenari barbari.

Akolythos

“Accolito”, il comandante delle truppe variaghe.

Spatharokandidatos

Altro titolo utilizzato per le truppe variaghe.

Manglavites

Altro titolo utilizzato per le truppe variaghe.

I TITOLI BUROCRATICI

L’imponente burocrazia dell’Impero Bizantino comprendeva numerosissimi titoli che si differenziavano sia da quelli aristocratici che da quelli militari. A Costantinopoli, in qualunque periodo della storia dell’Impero, vivevano e lavoravano centinaia, se non addirittura migliaia, di burocrati. Qui di seguito sono riportati alcuni dei titoli più noti e di uso comune, compresi i titoli che non comportavano nobiltà di sorta ma che indicavano comunque funzionari al servizio dell’Imperatore.

Protoasecretis

Uno dei più antichi titoli assegnato al capo della cancelleria imperiale, responsabile della corretta stesura ed archiviazione dei documenti ufficiali del governo. Il secretisa era un suo subalterno, proprio come il chartoularios (che si occupava dei documenti imperiali), il kastrisios (ciambellano del Palazzo Imperiale), il mystikos (una sorta di segretario personale) e l’eidikos (funzionario della tesoreria).

Logothetes

Genericamente un segretario, le cui funzioni mutavano però in base alla propria posizione ed alla specificità del proprio titolo. La carica di logoteta era comunque una della più importanti di tutta la burocrazia imperiale e comprendeva:

- Megas Logothetes (Gran Logoteta) il capo dei logoteti, personalmente responsabile di fronte all’Imperatore del sistema legale e della tesoreria, aveva funzioni molto simile ad un cancelliere dell’Europa Occidentale.

- Logothetes tou Dromou (Logoteta delle Poste) il capo della diplomazia imperiale e del “servizio postale”.

- Logothetes ton oikeiakon (Logoteta Domestico) il capo degli affari interni, della sicurezza di Costantinopoli e dell’economia della capitale.

- Logothetes tou Genikou (Logoteta Generale) responsabile delle tasse.

- Logothetes tou stratiotikou (Logoteta Militare) civile responsabile della distribuzione della paghe ai soldati.

Nel corse dei secoli il Logoteta accentrò tali e tanti poteri nelle proprie mani da riuscire ad esercitare una vera influenza sulla persona dell’Imperatore e quindi sul governo dell’Impero, ma, con il passare del tempo, tale titolo perse di importanza e si limitò quasi ad essere una carica onorifica; nel tardo impero, addirittura, il Gran Logoteta divenne un semplice mesazon cioè un responsabile dell’amministrazione imperiale.

Prefetto funzionario minore

Competeva l’amministrazione di governatorati locali.

Quaestor

Originariamente un pubblico ufficiale, il cui potere venne però drasticamente ridotto con la creazione del Logoteta.

Tribounos

Equivalente del tribuno dell’antica Roma, responsabile– della manutenzione delle strade, dei monumenti e degli edifici della capitale.

Magister (magister officiorum, magister militum)

Antico termine romano (maestro degli uffici e maestro dell’esercito) che, dal tempo dell’Imperatore Eraclio, era puramente onorifico.

Sacellarios

Durante il regno di Eraclio, supervisore (senza reali poteri) dell’amministrazione del Palazzo Imperiale.

Praetor

Originariamente funzionario che si occupava delle tasse; con l’avvento al trono di Alessio I, il termine indicò invece il governatore civile di un Tema.

Kephale

Letteralmente “capo”, governatore civile di una città bizantina.

Dragoman

Termine di derivazione turca, che stava ad indicare il traduttore facente parte del seguito di un ambasciatore.

Horeiarios

Funzionario cui competeva la distribuzione del grano contenuto nei granai dello stato.

Protoasecretis, logoteta, prefetto, pretore, questore, magister e sacellarios erano, insieme ad altri funzionari, membri del Senato Imperiale, fino a quando questo non divenne uno strumento di governo poco utilizzato dall’Imperatore.

Certo di fsare cosa gradita rendo la nota.

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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 12:08

Caro Lorenzo mio,
io non so quanto è immensa la tua cultura.
Tutto ciò che hai scritto è perfettamente uguale a ciò che succedeva nella mia piccola Maglie agli inizi del 1800. Certamente non vi erano guardie che vigilavano porti ma esistevano tutte quelle altre figure pubbliche che tu sapientemente hai scritto. Ho letto che tra le varie funzioni dei pubblici amministratori vi era quella di vigilare sui pesi e sulle misure.
Leggo sempre nelle delibere queste misure in ordine crescente:

1. Stuppeddhu (trad. Stoppello)
2. Picciulu (trad. Picciolo)
3. Tummulu (trad. Tommolo)
4. Vascata (trad. una Vasca)

Sapresti dirmi la corrispondenza in kg visto che il tommolo era circa kg 33 ed il picciolo pari a 2 tommoli?

Inoltre mi completi questa equivalenza?
1 ducato = 100 grana = carlini (?)

Scusami se ne approfitto.
Saluti carissimi.
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 29 ottobre 2007, 12:14

vdaurelio ha scritto:Caro Lorenzo mio,
io non so quanto è immensa la tua cultura.
Tutto ciò che hai scritto è perfettamente uguale a ciò che succedeva nella mia piccola Maglie agli inizi del 1800. Certamente non vi erano guardie che vigilavano porti ma esistevano tutte quelle altre figure pubbliche che tu sapientemente hai scritto. Ho letto che tra le varie funzioni dei pubblici amministratori vi era quella di vigilare sui pesi e sulle misure.
Leggo sempre nelle delibere queste misure in ordine crescente:

1. Stuppeddhu (trad. Stoppello)
2. Picciulu (trad. Picciolo)
3. Tummulu (trad. Tommolo)
4. Vascata (trad. una Vasca)

Sapresti dirmi la corrispondenza in kg visto che il tommolo era circa kg 33 ed il picciolo pari a 2 tommoli?

Inoltre mi completi questa equivalenza?
1 ducato = 100 grana = carlini (?)

Scusami se ne approfitto.
Saluti carissimi.



Vincenzo, per cortesia, non mettermi in imbarazzo, io leggo e riporto molto spesso cose già studiate da chi ci ha preceduto, nella Storia, ti assicuro di mio c'è ben poco.

VI RIPORTO,DA APPUNTI DEL CAV.DR LORENZO DE BELLIS INTEGRATI A NOTE DEL CAN. PROF. LORENZO CARDASSI, LA TABELLA DELLE ANTICHE UNITÀ DI MISURA LOCALI IN VIGORE A RUTIGLIANO( BARI) DAL 1750 FINO ALL’800, MA GIÀ RAPPORTATE ALLE NUOVE UNITÀ DI MISURA METRICHE DECIMALI,:

MISURE ANTICHE DI LUNGHEZZA

DENOMINAZIONE VALORE

IL PALMO LINEARE MT.0,265
LA CANNA MERCANTILE DI 8 PALMI MT.2,120
IL PASSO DI 6 PALMI MT.1,590
IL MIGLIO DI 7000 PASSI KM1,855


MISURE ANTICHE DI SUPERFICIE

IL PALMO QUADRATO CMQ. 696
IL PALMO QUADRATO DI VITE O VITE MQ. 2,5200
LA CANNA QUADRATA MQ. 7,0200
LA CANNA OTTAVA MQ. 4,4900
L’ORDINE DI 50 PASSI QUADRATI ARA 1,26
IL VIGNALE DI 50 ORDINI ARE 62,64


MISURA ANTICA DI VOLUME


IL PALMO CUBO MC. 0,018
LA CANNA CUBA DI 512 PALMI MC. 9,481
LA CANNA CUBA DI 1000 PALMI MC18,518

MISURA ANTICA DI CAPACITÀ DEGLI ARIDI

LA QUARTOLLA LT. 1,152
LA MISURA LT. 2,304
LO STOPPELLO LT. 6,912
IL TOMOLO LT. 55,515
IL TOMOLO DI GRANO CG. 14

MISURE ANTICHE DEI LIQUIDI

LA CARAFFA DI VINO,DETTA VENDITA A MINUTO LT. 0,619
LA CARAFFA DI VINO,DETTA DI BOTTE LT. 0,720
LA CANNATA LT. 10,906
LA SALMA DA VINO LT.174,500
LO STAIO LT. 17,120
LA SALMA DA OLIO LT.158,600


MISURE ANTICHE DI PESO

IL TRAPPESO GR. 0,89
L’ ONCIA GR. 27,15
LA LIBBRA GR.320,80
IL ROTOLO GR.891,00
IL CANTAIO LT. 89,10
IL CANTAIO DI OLIO LT. 79,34

ANTICO VALORE MONETARIO

1 DUCATO (10 CARLINI) LIRE 4,248
1 CARLINO (10 GRANI) 0,424
1 GRANO (12 CALLI) 0,042
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 12:52

Caro Lorenzo,
non voglio metterti in imbarazzo ma ci fu un tuo omonimo che fu detto MAGNIFICO :wink: .
Leggo con piacere che esiste anche il Rotolo tra le unità di misura. Francamente ho incontrato questa dicitura e pensavo di aver trascritto ed interpretato male ed invece è esatto :o .
Grazie grazie grazie.
Saluti cari
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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 29 ottobre 2007, 13:33

vdaurelio ha scritto:Caro Lorenzo,
non voglio metterti in imbarazzo ma ci fu un tuo omonimo che fu detto MAGNIFICO :wink: .
Leggo con piacere che esiste anche il Rotolo tra le unità di misura. Francamente ho incontrato questa dicitura e pensavo di aver trascritto ed interpretato male ed invece è esatto :o .
Grazie grazie grazie.
Saluti cari


Gent.mo Vincenzo,

nuovamente ti ringrazio per cortese attenzione alla mia persona e gentile pensiero.Magnifico fu don Angelantonio Longo, Regio Tavolario 1754 / 1828, don Nicola Longo, professore di medicina *1789+1877 ,don Lorenzo de Bellis , possidente (*1789+1886) , come vedi neanche i miei furono immuni da questo titolo, di fatto però rispecchiano quanto detto da altri Autori in questo topic.
Vedo che hai gradito la Tabella, bene.

Lorenzo
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 29 ottobre 2007, 13:48

Non pensavo ci fosse proprio un M.co Lorenzo de Bellis, però ci ho <<azzeccato>>.
Caro Lorenzo grazie infinite.
Vincenzo DAurelio
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