Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
curiosa ha scritto:Cara Silvia,
con lo "scaccato" ci ho già provato a suo tempo...e non va!![]()
Per il Frate che attendeva la blasonatura, ripropongo quella già data:
Partito, nel 1° d'oro al monte di sei cime all'italiana d'azzurro (con verzura ma non so come scriverlo) sormontato da un'aquila di nero, nel 2° al tiglio() nodrito dalla pianura, il tutto al naturale.
Partito, nel 1° d'oro al monte di sei cime all'italiana d'azzurro (con verzura), sormontato da un'aquila di nero, nel 2° d'oro, all'aquila di nero, nascente da un fasciato controdoppiomerlato d'azzurro di quattro pezzi.
Ho sbagliato, avrei dovuto blasonare prima l'aquila e poi il monte...
Aiutami frà!!! (senzacorniolo, please)
Sigillum1 ha scritto:Il dibattito sul linguaggio mi stimola ad intervenire, tardivamente, su un tema , vedo, molto gettonato...e, credo, a ragione, perchè è il linguaggio araldico, quando condiviso, che ci consente di continuare a dialogare così piacevolmente e fruttuosamente e, non credo dovremmo dimenticarlo, di comunicare questa disciplina che tanto ci piace a tutti gli altri...coloro che non ne sanno e pure con essa devono confrontarsi. Al caro e vecchio frate vorrei dunque dire che, in entrambi i casi ora prospettati, rischia di venir meno la nostra capacità di comunicare con chiarezza una disciplina già poco compresa dai più.
Il vecchio frate si permette, in parte, di dissentire.
Un conto è comunicare in forma piana e comprensibile i contenuti dell'arte del blasone.
Un altro è ragionare scientificamente sui lemmi e sui concetti esprimibili per loro tramite.
In questo topic in cui ci troviamo, le due cose sono risultate più vincolate l'una all'altra.
E se scarsa chiarezza in merito c'è stata, venga detto.
Siamo qui apposta per migliorarci.
Tutti quanti.
Non ho la soluzione in tasca e ometto il mio parere sul caso specifico, in fondo irrilevante, ma credo che una riflessione sia opportuna. Con l'occasione, e spero non sia ancora un problema di linguaggio, dovendo blasonare lo stemma in oggetto, senza avere una descrizione dell'originale (non conosciamo il titolare, giusto?) avrei qualche perplessità a definirlo fasciato.
Ogni stemma si blasona per come lo si vede, non per il "prototipo" da cui deriva.
Se il merlato è una linea di contorno, in due casi su tre non vedo la pezza merlata...ma piuttosto uno scaccato...Un cordiale saluto a tutti. Silvia
si arriva in cielomcs ha scritto:fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Attenzione, però: un conto è, come dici, quando "...gli stessi lemmi vengono utilizzati per esprimere concetti differenti...".
Un altro, quando gli stessi concetti vengono espressi con lemmi differenti.
Benevale
Soprattutto quando uno stesso lemma in due dizionari corrisponde a due figure diverse, ed una stessa figura nei medesimi dizionari ha due lemmi diversi, ma che non corrispondono tra loro......creando una triangolazione che crea ancor più confusione di quella che ho (volontariamente) messo in atto in questo momento...
mcs
si arriva in cielocuriosa ha scritto:Cara Silvia, con lo "scaccato" ci ho già provato a suo tempo...e non va!![]()
Ribadisco.
Per il Frate che attendeva la blasonatura, ripropongo quella già data:
Partito, nel 1° d'oro al monte di sei cime all'italiana d'azzurro (con verzura ma non so come scriverlo) sormontato da un'aquila di nero, nel 2° al tiglio() nodrito dalla pianura, il tutto al naturale.
Partito, nel 1° d'oro al monte di sei cime all'italiana d'azzurro (con verzura), sormontato da un'aquila di nero, nel 2° d'oro, all'aquila di nero, nascente da un fasciato controdoppiomerlato d'azzurro di quattro pezzi.
Ho sbagliato, avrei dovuto blasonare prima l'aquila e poi il monte...
Beh, non è detto...
Aiutami frà!!! (senzacorniolo, please)
si arriva in cieloSan Marco ha scritto:Caro Fra' , ma " Fra' " lemmi e dilemmi è un tiglio?....
si arriva in cieloSigillum1 ha scritto:A voi tutti, ma soprattutto al buon frate...(sfido il corniolo...?)
Assolutamente no.
e a commento del suo "mentre il secondo mostra palesi incertezze realizzative nel suo 2° (certo dovute alla complessa forma di partizione in esso presente)" che ho molto apprezzato.
Doveroso commentare così, visto che si tratta di uno stemma "difficile".
Proprio questo intendevo, quando mi dichiaravo perplessa su una blasonatura che presentava certamente qualche problema. Concordo: si descrive quel che si vede, ma in presenza di oggetti ambigui credo sia necessario presentare le problematicità:
Com'è stato fatto.
le fasce, correttamente (o quasi) rappresentate, con linea di contorno merlata sono due, l'ultima e la penultima verso la punta. Le altre due, osservate separatamente, sarebbero state descritte da ogni araldista come scaccate.
...certo, ma è illogico ipotizzare di blasonare ogni singola figura di uno stemma con descrizioni separate...
Era dunque la mia, una proposta di metodo, come del resto quella relativa al linguaggio, ispirata da ulcune recenti questioni terminologiche che ho trovato un pò bizantine...
Ogni scienza ha la sua terminologia specifica e dedicata.
Della quale è ovvio e lecito che si parli e si discuta, quando necessario.
Ciò può essere un "bizantinismo".
Ma solo in funzione del modo in cui se ne parla e se ne discute.
Non altro.
Fermo restando che nessuna terminologia scientifica può (per definizione) essere "facile" come la normale lingua parlata.
Ma credo che avremo occasione di riparlarne...se lo riterrete opportuno. Un cordiale saluto. Silvia
si arriva in cielocuriosa ha scritto:Ringrazio il frate per le doverose e utilissime correzioni alla blasonatura dei due stemmi affrescati.
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