Mi sembrerebbe poco realistico, ragionando per assurdo, stabilire che solo XY abbia potuto dare adito a sospetti circa la sua condotta e la sua moralità nell'_intera_ storia di un casato.
Basti pensare che commenti e sentimenti di disprezzo, ad esempio,furono rivolti ai Savoia già alle origini del Trono Italiano da quelle persone che considerarono l'unificazione un violento e disonorevole abuso, un "atto terroristico" (diremmo oggi) contro la corona a cui avevano espresso sentimenti di fedelà e devozione... Accuse pesanti derivanti dai modi in cui l'unificazione fu raggiunta e poi,in seguito, dai modi con cui fu amministrata. Eppure, mi pare che nessuno si sognasse di mettere in discussione addirittura la legittima discendenza dei nuovi sovrani...
Non vi sembra che si possa cadere nell'eccessivo desiderio di "mettere a votazione" quel che più ci aggrada? Compresa la dignità della discendenza?
Allora perché decidere arbitrariamente di cambiare "partito" a favore di un parente , perché a questo punto, non eleggere come principe di fiducia un Signor Rossi senza alcun legame con quel casato, stimato e dalla condotta irreprensibile da almeno _una_ generazione.
Siamo forse abituati troppo alla Repubblica, e quel che taluni chiamano Monarchia rischia di essere un'idea edulcorata da idealismo e utopia...
La devozione per un casato, dovrà necessariamente scontrarsi, nel tempo, anche con i difetti o gli errori di alcuni suoi rappresentanti. Ecco perché la necessità di un giuramento di fedeltà... e in generale della sola fedeltà, sarebbe troppo facile essere fedeli solo quando le cose vanno a meraviglia, no?

