L'Aspettativa per Riduzione di Quadri (A.R.Q.), prevista dalla legge di avanzamento degli anni '50 ma ancora in vigore, esiste ed è in pieno effetto ai nostri giorni per i gradi della Dirigenza militare (Colonnelli e Generali). Il numero totale degli ufficiali in servizio effettivo (s.p.e.) è "chiuso" nel senso che non può superare quello previsto dalla legge che regola la dirigenza. A causa degli automatismi delle promozioni annuali al grado superiore, in presenza di un'uscita per limiti d'età, prepensionamenti o... cause naturali

inferiore alle promozioni, si può verificare un soprannumero nei gradi della dirigenza. Al 31 dicembre di ogni anno, pertanto, le eccedenze vengono transitate d'autorità nell'ARQ, in questa posizione l'ufficiale rimane in attesa dei limiti d'età naturali, raggiungendo i quali transita prima nell'Ausiliaria, poi nella Riserva ed infine nel congedo assoluto. Per il trattamento economico, oltre alle indennità non percepite, l'ufficiale prende uno stipendio ridotto.
Il "fenomeno" dell'ARQ si è presentato con irruenza in questi ultimi anni per effetto dell'innalzamento dei limiti d'età previsti da un allegato alla legge Dini sulle pensioni, che proprio in questi periodo sta andando a pieno regime.
Dal punto di vista storico, un tempo l'ARQ era applicata in modo molto più estensivo di oggi (anche per ten. colonnelli non promossi al grado superiore dopo la terza valutazione) e quindi non meraviglia il caso prospettato dal sig. Durazzo, al quale rispondo che la promozione al grado superiore quando si va in pensione (c.d. "alla vigilia", ovvero il giorno prima) è prevista solo se si va per limiti dì età e non a domanda. Si applica anche algli ufficiali in ARQ se non optano per il pensionamento a domanda ma permangono in ARQ fino al limite d'età.