Ricerco notizie su Giovanni Bonanno, principe di Petrulla, duca di Castellane e di Angiò e ministro plenipotenziario di Napoli in Vienna.
Il link è su
http://www.bonannidocre.com/bonannogiovanni.html NEQUE SOL PER DIEM NEQUE LUNA PER NOCTEM
Andrea Pacchiarotti
andrea@pacchiarotti.biz http://www.pacchiarotti.bizGentile Sig. Andrea Pacchiarotti vedo con dispiacere che Lei insiste a cercare un legame tra la Famiglia Bonanno di Linguaglossa e Cattolica ed i Bonanni d'Ocri.
Lei insiste ad affermare che questo Giovanni Bonanno, Principe di Petrulla (Sarà vera questa investitura e da chi?) abbia inviato una lettera in cui menzionava che lui Bonanno ed i Bonanni di Ocri erano parenti. Non so se esiste una simile lettera ma é ininfluente, perché le Investiture erano e sono solo e sempre per Grazia Sovrana o per successione dinastica. Non é certo un fantomatico Principe e Ministro Plenipotenziario della Corte di Napoli che può riconoscere una parentela che non c'é.
Ho passato due mesi Marzo Aprile 2013 presso l'Archivio Araldico Nobiliare di Roma.
Nell'Archivio non compare nessun Bonanno Principe di Petrulla etc. Almeno nella Genealogia di Casa Bonanno Ramo siracusano. E nemmeno d nel Libro della Consulta Araldica del Regno del 1935.
Infatti:
I due Rami di Casa Bonanno (Linguaglossa e Cattolica) provenienti da Caltagirone 1090 - battaglia di Cerami - e 1140 presa del Castello di Judica (Vedere la mia ricerca su giuseppebonannodilinguaglossa.info) (Può sentire anche la Professoressa Francesca Gallo dell'Università di Pisa che ha fatto lunghe ricerche nel nostro Archivio privato depositato presso l'Archivio di Stato, provengono da uno stesso albero genealogico come Bonanno Giovanni Battista Bonanno Barone di Canicattì e Ravanusa, in Siracusa a fine 1400 primi del 1500.
1605 Horazio Bonanno primo Principe di Linguaglossa, Duca di Floridia, Barone del Belvedere etc.
Ecco la specifica: Ricerca in fieri della Famiglia Bonanno nei due Rami di un unico Albero Genealogico di Casa Bonanno
Stemma per i due rami di Casa Bonanno
Motto: "Neque sol per diem neque luna per noctem"
Ricerca in fieri della Famiglia Bonanno nei due Rami di un unico Albero Genealogico di Casa Bonanno.
1504 Cesare Bonanno comprò il feudo di Friddani *
Francesco Calogero Bonanno primo Barone di Canicatti e Ravanusa
1539 Filippo Bonanno Figlio di Francesco Barone di Canicatti e Ravanusa , per la prima volta
eletto Giurato della Città di Siracusa
Giovanbattista Bonanno +1597 a Siracusa di cui fu più volte senatore a partire dagli
anni 1570, nel 1558 comprò da Minniti I mulini di Aretusa.
in prime nozze aveva sposato Isabella La Rocca figlia del Signore di Militello
Figli del primo letto:
a) Filippo sp. Antonia Romano Colonna (portò in dote la Baronia di Montalbano (centro agricolo nella Val di Demone) che pasò in Casa Bonanno. Alla morte del Padre ebbe I Feudi di Montalbano, Canicattì e Ravanusa di cui Filippo ebbe il diritto di edificarla e popolarla), ebbe il potere giurisdizionale su feudo di Canicatti dal vicere Maqueda.
b) Pietro m. Maria Romano Colonna ebbe I feudi di Casalgerardo e Longarini
c) Sorelle Eleoniora e Maria.
in seconde nozze aveva sposato Giovanna Gioeni , vedova del Barone Romano
Colonna Barone di Montalbano
a) Horatio nel 1607 comprò il feudo di Linguaglossa diventandone il primo
Principe.
A partire del 1925 la successione dei titoli é ammessa solo per via maschile per legge confermata nel 1935 e nel 1943. Su decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri é quindi abolita la successione Femminile nel territorio della Monarchia Italiana; per accordo tra le Case Regnanti Europee non possono essere riconosciuti titoli per territorio che dalla Monarchia competente.
Mi meraviglia che Lei utilizzi il motto di Casa Bonanno che é "Neque Sol per Diem Neque Luna per Noctem". Le ricordo che Lei si chiama Pacchiarotti e non Bonanno.
Inoltre: La Consulta Araldica del Regno d’Italia ha emesso vari provvedimenti per la successione dei titoli che dovrebbero essere acquisiti per agnazione dei rami secondogeniti:
L'attuale legislazione tutt'ora vigente in materia di successione dei titoli nobiliari con Decreto Reale del 7 giugno 1943 n.651 art. 45 dispone: (ordinamento della Stato nobiliare Italiano) che non potevano più essere oggetto di successione per via femminile, ma dovevano " passare all'agnazione maschile della famiglia alla quale appartenevano nel giorno della promulgazione delle leggi abolitive della feudalità (avvenute in Sicilia con lo Statuto Costituzionale del 25 marzo 1812)" - anno della morte del Giuseppe Bonanno e Branciforte, sp. Moncada, Principe di Cattolica e Roccafiorita - , cioé - se esistente- a maschio direttamente discendente da altra linea maschile ultrogenita rispetto alla linea primogenita .. la suddetta legislazione all'art. 45 conferma gli artt. 59 e 60 del R.D. del 21 gennaio 1929 n.61 (Approvazione dell'Ordinamento dello Stato nobiliare italiano), che a sua volta riprende l'art. 5 del R.D. 16 agosto 1926, n.1489, (Statuto delle concessioni ai titoli e agli attributi nobiliari). Tale Decreto sostituiva espressamente con le proprie, abrogandone la proattività, le"antiche disposizioni che con norme diverse, nelle singole regioni d'Italia, regolano tuttora l'ordine delle successioni riguardo ai titoli nobiliari concessi dai sovrani degli antichi stati prima dell'unificazione politica" Anche le norme sulla successione femminile nei feudi siciliani dovevano quindi intendersi non più operanti dopo il predetto decreto n.1489. Il decreto del 1929 all'art. 2, introduceva, infatti il principio generale inderogabile della successione esclusivamente maschile in tutti i titoli nobiliari per ordine di primogenitura, senza limitazione e con preferenza alla linea del grado. Estinte le linee maschili, il titolo torna previe Patenti di Regio assenso , all'agnazione maschile superstite della Famiglia alla quale appartenevano nel giorno della promulgazione delle leggi abolitive della feudalità.
Pertanto l'invito a non utilizzare un "motto" che non le compete e che Lei potrà facilmente constatare dall'Almanacco di Gotha, da quello del Sovrano Militare Ordine di Malta e dal Libro d'Oro della Nobiltà Italiana spetta solo al mio Casato.
Cordialità
Principe Don Giuseppe Bonanno di Linguaglossa e Cattolica (Per estinzione di questo Ramo e ritorno dei Titoli al Ramo principale Siracusano dei Bonanno), Barone del Maeggio e della Delia
Cavaliere di Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, Grande Ufficiale dello stesso pro Merito Melitense, Ambasciatore di Rango dello SMOM presso le Agenzie delle Nazioni Unite Roma, Cavaliere del Reale ed Illustre Ordine di San Gennaro, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio