AndreaFurlan ha scritto:Salve,
sapete per caso se negli archivi delle nascite dei secoli scorsi trovo scritto anche il mestiere degli antenati?
Grazie
Andrea Furlan
Signor Andrea Furlan,
non esistono "archivi delle nascite" semmai Archivi ove si custodiscono i registri degli atti di nascita.
Il mestiere dei nostri antenati è riportato in tanta documentazione cartacea, lapidea, manufatturiera.....come è stato riportato.
Bisogna conoscere la località il territorio di appartenenza dei nostri antenati.
A Padova, dove Lei risiede non conosco che documentazione possa esistere.
Ad esempio in Veneto lo Stato Civile italiano iniziò solo e solamente nel settembre 1871. Dalle nmie parti nelle Puglie ed in tutto il Regno di Napoli nel 1809 in Sicilia nel 1820...Negli atti di Stato Civile era indispensabile inserire la professione negli atti di nascita dei genitori del nascituro, nel matrimonio invece degli sposi dei genitori degli sposi dei testimoni ed idem nell'atto di morte tranne in quest'ultimo dse i genitori fossero già defunti.
Certamente cvi sono gli atti di Battesimo, Matrimonio e Morte ecclesiastici.
Non sempre è segnato il mestiere del soggetto. Tranne per gli U.JD. ovvero i Dottori nell'una e l'altra Legge Civile ed Ecclesiastica, a volte anche per i MASTRI che naturalmente non sapremo mai se sono Mastri ferrai, Mastri falegnami, Mastri muratori, specie se sono battesimio del milleseicento. Ci sono gli Atti notarili in cui ad esempio possiamo sapere se questi Mastri erano Falegnami, muratori o quant'altro.
Nel Regno di Napoli, ma non è il caso di Padova vi è la fonte oggi tornata in voga ed utilissima anche sotto questo aspetto degli antichi mestieri de Catasti Onciari voluti da Re Carlo di Borbone nel 1741.
Nati come documento finanziario, paragonabbili all'attuale denunzia dei redditi, in essi compare il mestoiere del Capofuoco ossia Capofamiglia ed anche a volte dei suoi figli o parenti compresi nel nucleo famigliare.
Vi sono certo gli Stati delle Anime. Quest'ultimi venivano compilati da parte delle autorità ecclesiastiche per fini spirituali uniti anche ad un controllo numerico dei fedeli o filiani o Anime residenti in una determinata località dipendente da una determinata Parrocchia. In essi era segnata non sempre la professione dei capifamiglia. Importante per il Parroco era sapere l'età del soggetto se fosse comunicato (avesse ricevuto la prima comunione) se fosse cresimato e soprattutto se era o meno sposato e coniugato, infatti raramente, ma si trovano dei concubini o conviventi in questi stati delle anime figli illegittimi o solo figli naturali.
Bisogna aggiungere che i cosidetti Stati delle Anime non erano obbligatori. Essi furono resi obbligatori con la Costituzione Apostolicae Sedi nel 1614 di Papa PaoloV nel 1614. E' da aggiugere che gli Stati delle Anime venivano scartati, ossia venivano distrutti, ogni qual volta ne veniva compilato uno nuovo ed aggiornato, quelli precedenti. Ecco perchè è difficile trovarne in gran numero negli Archivi Parrocchiali.
Nel Regno di Napoli esistevano, sem,pre per motivi fiscali e finanziari , le cosidette "numerazioni dei fuochi" compilate sin dal millequattrocento. La maggior parte di esse fu distrutta dalle truppe tedesce presso Nola(NA) nelle TRAGICHE vicende dell'anno 1943.
L'italia è lunga ed è diversa, tanto diversa anche nella documentazione cartacea, sopratutto per quella ante 1861.
Scusate per la lungaggine e la prolissità dell'intervento.
Nel dare il Benvenuto a CORNELIA porgo i miei soliti e cordiali
Saluti