mestieri degli antenati

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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mestieri degli antenati

Messaggioda AndreaFurlan » venerdì 21 settembre 2007, 15:29

Salve,

sapete per caso se negli archivi delle nascite dei secoli scorsi trovo scritto anche il mestiere degli antenati?

Grazie

Andrea Furlan
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Messaggioda Guido5 » venerdì 21 settembre 2007, 15:39

Caro Andrea,
"per omnia saecula saeculorum" non so, ma nei "Libri dei battezzati" i mestieri ci sono...

Ciao a tutti!
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Messaggioda santolina » venerdì 21 settembre 2007, 16:02

Ciao Andrea

Sul atto di nascita del mio bisnonno (1849) c'era scritto il mestiere
del padre : colono
Aprofitto di questo topic per chiedere se qualcuno mi puo spiegare che cosa era esatamente il mestiere di colono

Martina
santolina
 

Messaggioda Guido5 » venerdì 21 settembre 2007, 16:06

Ma chère Martina,
"colono" est un fermier...

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Messaggioda AndreaFurlan » venerdì 21 settembre 2007, 16:15

santolina ha scritto:Ciao Andrea

Sul atto di nascita del mio bisnonno (1849) c'era scritto il mestiere
del padre : colono
Aprofitto di questo topic per chiedere se qualcuno mi puo spiegare che cosa era esatamente il mestiere di colono

Martina


Azzardo. Penso che abbia colonizzato una terra, ma non prendermi in parola.

@Guido5: cosa cambia fra i due archivi da te citati? Li repersico tutti e due nelle parrocchie?
AndreaFurlan
 
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Messaggioda Guido5 » venerdì 21 settembre 2007, 16:49

Caro Andrea,
io ho citato solo il "libro dei battezzati" che trovi nelle parrocchie o negli archivi diocesani con copia - per alcuni anni e in alcune zone - in Comune. Ma già i nostri atti di nascita, in Comune, sono del secolo, anzi del millennio, scorso!

Ciao a tutti!
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Messaggioda santolina » venerdì 21 settembre 2007, 16:55

Ma chère Martina,
"colono" est un fermier...


Bellissimo il tuo francese !:2:
Ma altro che agricoltore, che cosa c'è di differente tra un colono e un braciante, era proprietario delle terre o non ?

@andrea: con una banda di carbonari ? :lol:
santolina
 

Messaggioda Guido5 » venerdì 21 settembre 2007, 17:06

Cara Martina,
dipende molto dai luoghi, dall'epoca e ... dalla cortesia dei parroci. Direi che "colono" era il contadino che divideva i prodotti della terra (e della stalla!) a metà con il padrone, insomma quello che poi è stato chiamato mezzadro, anche se la percentuale è cambiata. Bracciante (da alcune parti "bracciale") era chi lavorava la terra con le proprie braccia e veniva pagato a ore o a giornata. Salutami la Costa azzurra...

Ciao a tutti!
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Messaggioda L.de Bellis » venerdì 21 settembre 2007, 17:16

santolina ha scritto:
Ma chère Martina,
"colono" est un fermier...


Bellissimo il tuo francese !:2:
Ma altro che agricoltore, che cosa c'è di differente tra un colono e un braciante, era proprietario delle terre o non ?

@andrea: con una banda di carbonari ? :lol:


Gent.ma Santolina,

permettimi una digressione storica traContadini e Gentiluomini:

In Provincia di Bari, ma anche in Puglia il ceto contadino fu rappresentato da gli ummene de fore,ceto agricolo consolidatosi a partire dagli anni della dominazione francese,vedendo nel vigneto una attività primaria e non una forma di redddito integrativo. Questo ceto si contrappose e assorbì quello più antico dei Comunanzieri.

Questi ultimi erano concessionari senza assoluto dominio di Terre appartenenti all’Universitas Civium,che usavano pratiche zootecniche,esercitando i diritti civili sul demanio comunale e gli usi civici su quello feudale o regio.
Dopo l’appadronamento delle Terre Universali,il termine comunanziere passò poi ad indicare un lavoratore agricolo sottoposto a contratto stagionale e che veniva pagato con i prodotti della terra.

Il termine fore,in dialetto locale,indica sia la qualifica del lavoratore agricolo di un fondo appoderato,che la terra sul quale esercita il proprio diritto di trasformazione, fore o mi, per me esso certamente deriva da un contratto di affitto di origine medioevale tipico della Galizia, detto Fuero ,oggi invece, erroneamente si crede voglia dire fuori,extra-moenia,terre fuori la città.

A questo contratto ben definito nel diritto spagnolo ricorreva la Chiesa che concedeva ben definiti lotti di terreno,in possesso a piccoli coltivatori diretti, in una forma di enfiteusi ereditaria.

Anche i nostri foreros, ebbero in concessione dalle Enti ecclesiastici e dagli Ordini cavallereschi,la Terra,solo successivamente, nei secoli stipularono contratti ad meliorandum con i Galantuomini ,obligandosi a pagare l’annuo estaglio,quest’ultimi non disponevano di capitali da investire nelle trasformazioni colturali, poi nel tempo si passò alla mezzadria e alla colonia parziaria .La mezzadria (da un termine di latino tardo che indica colui che divide a metà) è un contratto agrario d'associazione con il quale un proprietario di terreni (chiamato concedente) e un coltivatore (mezzadro), si dividono (tipicamente a metà) i prodotti e gli utili di un'azienda agricola (podere). La direzione dell'azienda spetta al concedente.
Nel contratto di mezzadria, il mezzadro rappresenta anche la sua famiglia (famiglia colonica).

Una sottospecie della mezzadria è la colonia parziaria, dove il coltivatore (qui chiamato colono) contrae però obblighi solo per se stesso e non anche per la sua famiglia.

Il Tuo parente non era proprietario.

. In merito ai Galantuomini una precisazione, essi venivano divisi dal popolino in vecchie sciammerghe e prime sciammerghe, detti così perchè indossavano un abito caratteristico della nobiltà locale detto giamberga, i primi rappresentavano la nobiltà antica, i secondi la gente nuova ovvero la borghesia nascente fornita di capacità imprenditoriali che aveva scalato i primi gradini della scala sociale.

I Braccianti agricoli , ovvero i giornalieri o avventizi, in Puglia nei tempi antichi furono anche detti villani, termine derivato dalla antica villa rustica, di romana memoria,poi appellati cafoni ovvero operai agricoli che si reggevano i pantaloni ca'-fune( con la fune o spago)e in ultimo in periodo spagnolo vennero anche detti in dialetto barese cozzali, non perché mangiassero... le ottime cozze, ma perché questi lavoratori della terra portavano un caratteristico copricapo dell'epoca detto in spagnolo cociales.
All'interno della classe bracciantile c'erano delle specificità legate al lavoro u r'mnatore( potatore )u vignarul ( vignarolo),u zappator ecc

Sottoposti a questi ancora c’erano i ualani ,ovvero mozzi di stalla addetti al governo del bestiame e i vastasi per il trasporto a spalla di ogni merce, e le donne dette in dialetto locale i femene, ragazze o donne adulte sottopagate, adoperate in campagna per la raccolta del grano ,delle olive e dell'uva, invece sopra tutti la figura du 'Massar, ovvero il fiduciario del padrone ed amministratore della proprietà avita, in seguito furono questi ad acquistare i fondi rustici dai Galantuomi e a costituire la nuova borghesia rurale.

Cordialità

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda Lasa pur dir » venerdì 21 settembre 2007, 17:22

Ero arrivato alle vostre stesse conclusioni sul significato del termine bracciale, fino al giorno in cui, su un catasto onciario ho trovato un certo "bracciale" con un figlio medico chirurgo al cui nome era anteposto l'appellativo di Magnifico :shock: e pertanto suppongo a pieno titolo compreso nella nobiltà di privilegio...

Misteri delle carte.. o della vita delle persone. Sto ancora pensando ad una spiegazione plausibile, anche perchè, alemno nella mia zona, capifamiglia indicati come "bracciali" risultato anche proprietari di beni spesso non insignificanti.

Torno a studiare :oops:

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Messaggioda santolina » venerdì 21 settembre 2007, 17:24

dipende molto dai luoghi, dall'epoca e ... dalla cortesia dei parroci. Direi che "colono" era il contadino che divideva i prodotti della terra (e della stalla!) a metà con il padrone.......... Salutami la Costa azzurra...


Grazie Guido per la risposta
Il luogo era Roccapiemonte (salerno), l'época 1849.
Dunque mio bisnonno doveva godere di redditi corretti.

Un caloroso saluto di Cannes dove fa ancora molto caldo :1:
Martina
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Messaggioda santolina » venerdì 21 settembre 2007, 17:38

Grazie anche a Lorenzo e Domenico
No ho capito tutto, :shock: , pero adesso vado a prendere il tempo di tradurre. :wink:

Martina
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Messaggioda L.de Bellis » venerdì 21 settembre 2007, 17:49

santolina ha scritto:Grazie anche a Lorenzo e Domenico
No ho capito tutto, :shock: , pero adesso vado a prendere il tempo di tradurre. :wink:

Martina


Grazie per cortese attenzione, rileggi il mio testo con calma, è di fatto la storia del ceto contadino, per le spiegazioni sono a disposizione.

Il Caso di Domenico sfortunatamente non trova nel mio dire alcun riscontro, necessiterebbe di un approfondimento in quanto i braccianti erano detti anche bracciali ed erano degli avventizi o giornalieri.
Non erano nè possidenti o proprietari, lavoravano a giornata, venivano promessi la mattina in Piazza, oggi la sera precedente il lavoro, e si recavano nei campi dal proprietario dei fondi rustici. La promessa di lavoro veniva fatta dal caporale ovvero un fifuciario del Massaro o del Padrone stesso.

Cordialità

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Messaggioda corbus » lunedì 24 settembre 2007, 10:25

Io in alcuni registri parrocchiali non ho trovato l'indicazione del mestiere ne sul libro dei battezzati ne su quello dei matrimoni.
Si vede que questo modo di annotare gli atti variava da parrocchia a parrocchia.
Quod tibi fieri non vis, aliis ne facias
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 24 settembre 2007, 12:49

Voglio dare una doppia risposta senza contraddire Guido5 e tantomeno il caro sig. Lorenzo.

1) Nelle mie ricerche, come già le ho detto sig. Furlan, non ho mai riscontrato nei Registri dei battezzati nel periodo 1700 - 1900, l'arte del padre. A massimo ho trovato i luoghi di provenienza. Per tale motivo, a parte i dati del catasto onciario, nel periodo menzionato e specialmente tra il 1800 - 1900 l'arte o il mestiere dei suoi avi saranno certamente nomenclati negli atti di Nascita, di Morte, di Matrimonio conservati presso lo stato civile del comune ai suoi avi interessato.

Esempio di Atto di Battesimo depositato presso le Parrocchie

Ego d. Leonardus Vitus Belli Eco(no)mous Curatus Parocchia Santa Maria Maddalena Uggiano La Chiesa baptizavit infantem natum ex Fidele d ’ Aurelio, et Magdalenae Sunna Coniugibus, cui impositus est nomen Vitus Robertus, Casparus, Cataldus. P(adri)ni fuere Fidelis Accoto filius Paschalis Minervini, et Laura Costantini filia Cataldi, et Pa. Vincenti.

P.S. riguardo al metodo e modo di annotare c'è da dire che questi non sono standard per cui forse in altri registri di altre parrocchie puoi trovare l'annotazione del mestiere.

2) cara sig. Santolina,
nelle mie zone sino a pochi anni fa è esistita ancora la figura del colono che nulla centra con la parola colonizzatore. Il colono era, Lorenzo mi perdoni, una specie di affittuario che si impegnava dietro pagamento di un affitto (a volte anche in natura o parte in moneta e parte in frazione del raccolto ottenuto) a coltivare e comunque a sfruttare il terreno. Degli stessi frutti faceva commercio e quindi possiamo definirlo come un piccolo imprenditore agricolo che aveva preso in leasing i suoi mezzi di produzione! :D . Storicamente la figura del colono ha avuto la sua massima importanza con il c.d. "contratto di miglioria":
Il contratto di miglioria fu lo strumento di questa trasformazione che può così riassumersi: al colono era assegnato per una durata variabile tra i dieci e i venticinque anni uno dei tanti lotti di terreno derivanti dalla frammentazione dei grandi latifondi incolti. Il conduttore si impegnava ad introdurre nuove colture arboree o arbustive dei cui frutti però, molto difficilmente avrebbe potuto goderne a lungo sia per il canone molto elevato e sia per la possibilità riconosciuta al proprietario di rescindere il contratto e scacciare il colono senza risarcimento alcuno per le migliorie apportate nel caso di mancato pagamento per un anno del canone fissato. Il contratto già di per sé oppressivo divenne clamorosamente vessatorio e contribuì all’inizio della crisi agraria che colpì pienamente la Puglia nel 1880. La concorrenza con i vigneti francesi e le malattie parassitarie delle vigne segnarono la rovina definitiva della maggior parte dei contadini. Ben presto i proprietari scacciarono dai fondi i coloni indebitati non più capaci di pagare il canone pattuito riappropriandosi in pieno senza alcuna spesa di terreni messi a coltura e profondamente trasformati grazie ad una mole immensa di duro lavoro contadino non retribuito.
Mio nonno fu un colono come il suo e le lascio solo pensare il filo da torcere che gli stessi davano ai proprietari, tra l'altro sicuramente suo nonno si avvicinò ai socialisti. L'idea era buona togliere ai ricchi le terre per dividerle tra i poveri (ma guai a togliere ai poveri e dare ai poveracci :P ). ... Beh si, altri tempi ... non per niente la politica era ben poco interesse per i nostri nonni quando era la fame a tener il sopravvento su tutto.
Quanto al bracciale o detto anche Campagnolo era la figura del contadino (inteso nel senso più umile possibile) o meglio detto nel nostro dialetto "sciurnatiere" (giornaliero) e per questo ti rimando integralmente al prezioso scritto del sig. Lorenzo.

Ho scritto troppo. Scusate.
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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