Asseganzione titoli oggi

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda pierfe » mercoledì 19 settembre 2007, 12:00

Luca Marcarini ha scritto:
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto: Chi può concedere titoli è un sovrano effettivamente regnate: il Sommo Pontefice, il Gran Maestro del SMOM, la Repubblica di San Marino. Ma prima cosa non stiamo parlando di Italia, secondo poi essi non concedono più titoli da almeno una 50 d'anni (mi potrei sbagliare per quanto riguarda Giovanni Paolo II, di cui dicono aver concesso un titolo a qualcuno anni fa, ma non sono informato).


Circa il Sommo Pontefice, effettivamente circola la voce di una concessione effettuata alcuni anni or sono da Giovanni Paolo II, ma - a quanto a mia conoscenza - non c'è mai stata alcuna conferma di ciò.
L'ultimo Papa a concedere un titolo nobiliare mi pare fu Paolo VI (un titolo di Marchese ad un cittadino francese...ma vado a memoria!).
I Principi e Gran Maestri del Sovrano Militare Ordine di Malta non mi risulta abbiano, dopo la perdita della sovranità territoriale sull'isola, effettuato concessioni di titoli (le ultime dovrebbero risalire al XVIII secolo e furono fatte a favore di poche famiglie maltesi).
Ciò che fa tutt'ora il Gran Maestro dell'Ordine è ricevere (o promuovere) persone non nobili in classi tipicamente nobiliari: sul significato "nobilitante" o meno di tali provvedimenti si era peraltro già discusso altrove in questo forum.

Luca Marcarini


Il Santo Padre Giovanni Paolo II non ha mai concesso titoli nobiliari, la prova è semplice, non è stata data pubblicità all'atto e senza pubblicità la concessione non può esistere (è uno dei requisiti vaticani).
L'ultimo pontefice è stato Paolo VI con un titolo di barone ad personam (come la maggioranza dei titoli vaticani).

Le concessioni dall'esilio e da parte di discendenti di dinastie già sovrane, hanno solo un valore morale valido all'interno della dinastia che li ha conferiti e fra i propri sostenitori o partigiani.

La validità di un titolo nobiliare sta proprio nel fatto di poterlo usare almeno come onore riconosciuto dallo Stato il cui sovrano lo ha concesso.

Per gli ordini nobilitanti posso dire che oggi valgono agli effetti nobiliari solo quelli concessi da dinastie i cui stati li riconoscono.
Tutte le altre "nobilitazioni" provenienti da ordini già nobilitanti sono "sogni" che restano nella sfera del privato, e fanno felici i gratificati.

Personalmente ho consigliato ad un ex-sovrano, al figlio di un ex-imperatore un modo per gratificare i propri sostenitori con qualcosa di simile ad un titolo nobiliare.
Come pure mi sono detto favorevole (ma nel diritto privato) alla concessione di titoli nobiliari da parte di un Capo di una dinastia preunitaria (o meglio 2 capi).
Intanto restano sempre "sogni" che possono aiutare a fare del bene nella Società.
Ma queste cose sono per ora riservate...

Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda salstefio » mercoledì 19 settembre 2007, 15:24

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Mi perdoni ma il concetto stesso di fons honorum è in netto contastro con quello di "casa ex regnante" per un motivo, a dire la verità, formalmente di diritto. La fons honorum è una delle potestà del sovrano che regna legittimamente su un territorio, riconosciuto tale a livello internazionale dagli altri Stati. Pensi che si discute tutt'oggi se siano o meno validi i titoli concessi da Umberto II dall'esilio, poichè si obietta che egli non era più regnante al momento della concessione e di fatto aveva perso la fons honorum, mentre altri sostengono che la stessa regia prerogativa rimane alla persona in quanto ha regnato almeno 1mese su un territorio. Mi permetto di domandarLe allora, alla luce di quanto riportato (che, badi bene, non è un mio parere, ma quello che è obiettivamente nel mondo), come faccia un discendente di una dinastia exregnante a concedere dei titoli, non essendo detentore della fons honorum, non avendo mai regnato?
Se pensa che Vittorio Emanuele di Savoia abbia concesso dei titoli, al figlio, si sbaglia: egli gli ha semplicemente "passato" dei titoli di sua proprietà, cosa, come vede, ben diversa.

Alla luce di questo mi piacerebbe molto conoscere le sue considerazioni a livello di diritto positivo sul perchè potrebbero concedere dei titoli i dicendenti di case ex sovrane.

Con viva cordialità,
Michele Tuccimei


A questo punto, secondo il suo ragionamento, sorge una domanda: le sentenze emanate in epoca Regia e repubblicana dalla magistratura sono contestabili? Mi sembra che in quel link proposto, (http://www.consiglioaraldico.com/ita/3/index.php ) la situazione sia invece molto limpida e chiara, anche con una serie di riferimenti giuridici non indifferenti.
Cordialmente.
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Messaggioda MMT » mercoledì 19 settembre 2007, 15:39

In epoca regia i titoli nobiliari erano riconosciuti e protetti dallo stato, le sentenze emesse in tal senso avevano un logica. Le sentenze emesse dai tribunali repubblicani, incompetenti in materia per disposizione costituzionale, possono accertare qualsiasi cosa incidentalmente, ovvero a proposito di una lite sorta per un titolo, accertare se si ha tale titolo o meno, ma non dire che esiste e dare una sentenza in tal senso. Quello era il ruolo dell'appunto "cessata" Consulta Araldica. E' anche vero che i tribunali non possono conferire nobiltà alle persone dall'orgine, a limite -ma la cosa è molto contestata proprio per l'incompetenza in materia- riconoscere se la famiglia abbia o meno avuto un trattamento nobiliare nelle epoche passate. Tuttavia non esistendo un perito tecnico specializzato e riconosciuto fare i cd. "magheggi" davanti a chi non ha mai visto nemmeno una carta del '700 non è per nulla difficile.
Che valore ha tutto questo oggi? Nessuno! Lei con una sentenza del tribunale di Napoli, di Roma, di Milano, ecc che le dà ragione per una lite sorta circa la diffamazione pubblica di "non esser nobile" non le conferisce alcuno status*.
A questo si chiederà: come ottenere un titolo e come farselo riconoscere limpidamente. Per ottenere un titolo potrebbe in linea del tutto teorica rivolgersi ad un Sovrano straniero: sarebbe conte però in quello Stato, in Italia, che continua a non riconoscere i titoli nobiliari, sarebbe sempre considerato dall'ordinamento allo stesso modo. Per farsi riconoscere la nobiltà consiglio l'Ordine Sovrano di Malta, che è uno Stato Estero internazionalmente riconosciuto, che riconosce lo stato nobile per le proprie classi che prevedono prerogative nobiliari: bisogna ovviamente essere ammessi al cavalierato!

Cordialità,
Michele Tuccimei

*La mia spiegazione tecnica sulla giurisprudenza è purtroppo debole, poichè per trattare meglio l'argomento bisognerebbe spiegare bene degli istituti del diritto processuale civile. Ho cercato di rendere più semplice e comprensibile la questione sull'incidente probatorio. In caso di titoli nobiliari la questione è parecchio complicata ed intricata per questo chi sceglie la via del tribunale, via discutibile, spera nell'incompetenza dei giudici in materia di diritto nobiliare.
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Messaggioda salstefio » mercoledì 19 settembre 2007, 15:59

Onestamente, signor Michele Tuccimei di Sezze, rimango della mia opinione, dato che non considero la magistratura italiana incompetente nel trattare la questione. Come esempio possiamo vedere quello relativo a Totò, illustrato molto chiaramente sempre in quel link proposto e qui riportato parzialmente: Così, S. A. I. Don Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, Porfirogenito della stirpe costantiniana dei Focas Angelo Flavio Ducas Comneno, nato a Napoli il 15 febbraio 1898 e deceduto in Roma il 15 aprile 1967, principe imperiale di Bisanzio, principe di Cilicia, principe di Macedonia, principe di Tessaglia, principe di Ponto, principe di Illiria, principe di Moldavia, principe della Dardania, principe del Peloponneso, &c. &c., duca di Cipro, duca di Epiro, duca e conte di Drivasto e Durazzo, &c. &c., fu confermato dalle sentenze 18-07-1945, n. 475, IV Sezione, del Regio Tribunale Civile di Napoli, e 07-08-1946, n. 1138, IV Sezione, del Tribunale di Napoli ( repubblica italiana ), erede di Costantino I Magno Imperatore e discendente legittimo della più antica dinastia imperiale bizantina vivente. Infatti, la Regia sentenza 475/1945, cit., decise che il principe Antonio De Curtis-Gagliardi è “ discendente diretto mascolino legittimo della famiglia imperiale dei Griffo-Focas ( … ), con gli onori e diritti di Conte Palatino, oltre agli altri titoli, onori e diritti che gli competono per la predetta discendenza. ” La sentenza 1138/1946, cit., ordinò all’ufficiale dello stato civile di Napoli di rettificare l’atto di nascita di Antonio De Curtis-Gagliardi, annotando in calce allo stesso atto che “ compete al neonato la qualifica di Principe ed il trattamento di Altezza Imperiale, quale rappresentante, in linea diretta, mascolina e legittima, della più antica dinastia imperiale bizantina vivente. ” In seguito, il tribunale di Napoli, con sentenza 01-03-1950, definì S. A. I. Antonio “ erede e successore delle varie dinastie bizantine dell’Imperatore Costantino il Grande, ” ordinando all’ufficiale dello stato civile di Napoli di rettificare l’atto di nascita del Principe “ nel senso che vi si legga: Focas-Flavio-Angelo-Ducas-Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi Antonio. ”
Cordialmente.
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Messaggioda MMT » mercoledì 19 settembre 2007, 16:03

Se rimane della Sua idea, io non posso che rispettarla anche senza condividerla. Il mio invito è quello di prendere la Costituzione della Repubblica Italiana e leggere quanto riportato dalla XIV disposizione Transitoria, al comma 1°: "i titoli nobiliari non sono riconosciuti".

Con viva cordialità,
Michele Tuccimei
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 19 settembre 2007, 16:11

Cari amici,
credo che sia inutile andare oltre con la discussione. Il sito citato ha una sua caratterizzazione ben precisa e tesi conseguenti. Quanto alla modifica del cognome, se mi chiamassi "Credulone", potrei facilmente diventare "de Cesaris", magari con il dittongo æ...
Credo che non occorra altro. Chiudo di conseguenza il "topic".

Ciao a tutti!
Guido5
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