domanda ricorrente : è nobile la mia famiglia?

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domanda ricorrente : è nobile la mia famiglia?

Messaggioda vincenzocimino » venerdì 14 settembre 2007, 22:42

Carissimi tutti
sono Vincenzo Cimino da poco iscritto e molto inesperto; ho letto molti dei vostri mess e delle volte sembra di camminare sopra una lasctra di specchio per questo spero che con quello che scrivo nessuno si senta offeso.
Vorrei raccontarvi la mia esperienza sulla ricerca se la mia famiglia ha rami nobili o no.
Dopo avere saputo dei famosi libri sulla nobiltà calabrese scritti da LOBSTEIN, Franz von. Settecento Calabrese mi sono chiesto se vi fosse una simile opera sulla nobiltà siciliana. Ammetto forse di avere iniziato la mia ricerca nella maniera sbagliata contattando l'archivio di stato della cità di Enna, la più vicina a calascibetta paese dove vivevano i miei bisnonni. mi viene risposto che abreve sarebbe uscito un nobilario siciliano che vi cito di seguito

Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA
inserisco il mio cognome ed ecco di seguito cosa trovo

Cimini o Cimino.

Il Galluppi la vuole originaria di Orvieto, e dice che godette nobiltà in Messina nel secolo XIV.

Il Minutolo, che la chiama Cimino, dice che godette nobiltà in Noto, in Licata ed in Terranova. Questa famiglia è passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia in persona di Francesco-Maria Gregni-Guccio-Donzella-Cimino 1616.

Arma: d’azzurro, a tre piante di cimino al naturale, nodrite sovra un monte di tre cime d’oro, movente dalla punta.

(Qui potete vedere lo stemma http://www.regione.sicilia.it/benicultu ... cimino.htm)
da qui parto alla ricerca della storia della mia famiglia.
Sul posto dicono che la mia famiglia era nobilissima alcuni dicono Baroni e che in una casa colonica venduta dai miei parenti c'era ancora lo stemma della famiglia (la casa è stata rasa al suolo per far posto ad una villa in stile hollywood).
Metto insieme tutti i pezzi della storia della mia famiglia e dico che forse per quei tempi era una famiglia un pò all'avanguardia.
La mia bisnonna proveniente da Caltanissetta nella seconda metà dell'800 aveva preso il diploma (o similare di insegnate) si sposa poi con il mio bisnonno (Mariano Cimino) e si trasferisce a Calascibetta dove la famiglia cimino aveva due miniere di zolfo e tre feudi (ne possedevena altri due in affitto a Barrafranca paese vicino).
Più volte la mia bisnonna vine invitata ad insegnare nel paese sia da quello che credo fosse il Podestà, sia dall'allora Vescovo di Piazzarmerina (Così raccontavano le mie zie), ma lei non lo ha mai fatto almeno fino a quando non ha smesso di fare figli. Infatti dal matrimonio sono nati ben sei figli:
Benedetto (Laureato in Ingegneria navale a Napoli Università federico II)
(Chissà se allora dalle alte vette di Enna si vedeva anche il mare)
(poi Direttore del Catasto centrale di Roma)

Raimondo (Licenza Classica prima e perito tecnico dopo)
(Funzionario tecnico del Comune di Enna)

Ottavio (Laureato in Economia)
(Dirigente dell'ECA Ente comunale Assistenza)

Linda (Diploma Magistrale e poi Laurea in Lettere)
(Insegnante prima poi direttrice didattica è stata tra le istruttrici nelle scuole per maestre durante la dittatura mussolini ha contribuito poi alla fondazione delle case per insegnanti di Silvi Marina , Chianciano terme e Fiuggi) (Anche il Marito Ernesto Montemagno era Direttore didattico, veniva da una famiglia di militari il fratello fu prima assistente del ministro della guerra e poi finì la sua carriera come Generale di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano)

Emilia (Licenza Classica Prima poi Laurea in Lettere)

Esterina (Diploma Magistrale poi Laureata in Lettere a Roma nel 1919)

Antonietta (Diploma magistrale poi Laurea in Lettere poi Laurea in Legge)
(Funzionario della Corte dei Conti)

Se palravi con loro tutti dicevano di essere nobili ma di non sapere come io credevo che erano solo impaccati di soldi.

Di tutta la famiglia possiedo numerosissime foto con indicato luogo data, di tutti raccolgo gli attestati di Laurea custodendoli come cimeli.

Decido che vista la strana storia per l'epoca , permettersi di fare studiare tutti e sei i figli sotto la guerra addirittura matenerne una roma nell'immediato dopo guerra ho creduto che fosse un motivo per non mollare.
Ma andando avanti nella ricerca scopro che in Italia di famiglie Cimino nobili ve ne sono almeno sei ciascuna con il suo stemma

Che fare a questo punto?

Consigliatemi
Vincenzo Cimino
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Messaggioda MMT » sabato 15 settembre 2007, 0:50

Che fare?
Continuare la ricerca all'indietro, superare i bisnonni, i trisavoli, e cercare di capire cosa facessero prima i Suoi antenati, che tenore di vita avessero, che mestieri svolgessero e via dicendo, vedere in che modo erano appellati. Potrà così riscontare se la Sua famiglia appartiene o meno a quelle da Lei trovate sugli almanacchi.

Cordialità,
Michele Tuccimei
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Messaggioda Gian » sabato 15 settembre 2007, 1:26

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Che fare?
Continuare la ricerca all'indietro, superare i bisnonni, i trisavoli, e cercare di capire cosa facessero prima i Suoi antenati, che tenore di vita avessero, che mestieri svolgessero e via dicendo, vedere in che modo erano appellati. Potrà così riscontare se la Sua famiglia appartiene o meno a quelle da Lei trovate sugli almanacchi.

Cordialità,
Michele Tuccimei

ben detto. una cosa mi sento di dirLe: ricordi che nobile non vuol dire ricco e viceversa...
a presto e buona fortuna!
Gian
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Messaggioda Lord Acton » sabato 15 settembre 2007, 1:44

Benvenuto nel nostro forum, buon lavoro e buona fortuna per le sue ricerche e se ha bisogno di consigli e spiegazioni chieda pure che cercheremo di aiutarla.

Lord Acton
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Messaggioda vincenzocimino » sabato 15 settembre 2007, 8:36

Sono proprio contento che ho trovato subito degli amici qui...
Volevo chiedervi se era possibile darci del tu come prima cosa e poi secondo voi può essere utile andare all'archivio araldico di stto di roma?
Grazie dell'accoglienza
Vincenzo
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Messaggioda MMT » sabato 15 settembre 2007, 10:47

Può essere utile andare all'Archivio di Stato, se vi è un carteggio relativo alla famiglia in questione. Ovvero se la famiglia ha fatto domanda di riconoscimento sotto il Regno, allora dovrebbe esserci il fascicolo relativo alle prove nobiliari, nell'archivio della Cessata Consulta Araldica a piazzale degli Archivi all'EUR. Se, invece, tale pratica non venne portata avanti ritengo del tutto superfluo andare all'Archivio di Stato di Roma, semmai a quello dei paesi siciliani d'origine.

Michele Tuccimei
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Messaggioda FP » sabato 15 settembre 2007, 11:41

Benvenuto,
come primo passo deve chiedere all'Ufficio di Stato Civile del Comune di Calascibetta l'atto di nascita completo del suo bisnonno; inoltre deve provvedere ad ottenere, anche telefonicamente pel momento, l'atto di battesimo del medesimo bisavolo. Una volta ottenuti i nominativi dei genitori del suddetto, deve procedere allo stesso modo. Durante la ricerca nell'archivio parrocchiale, su tutti gli atti che troverà, dovrebbero essere indicate le varie titolature (D.=Don; Baro=Barone; Exc.mo=Eccellentissimo; M.co= Magnifico ecc.). Ciò la aiuterà a capire se le convinzioni dei suoi parenti abbiano qualche fondamento (e c'è buona probabilità che sia così, visto che ha parlato di feudi ). Dopo la ricerca genealogica deve recarsi nell'Archivio della Diocesi di Caltanissetta e richiedere le Sacre Visite (inizi pure da quelle della fine del Cinquecento) per verificare se i suoi avi abbiano goduto di privilegi ecclesiastici su qualche altare della chiesa madre. Solitamente per una famiglia nobile ciò era essenziale. Fatto questo, si rechi nell'Archivio di Stato di Enna e chieda gli atti notarili di Calascibetta; cominci dalla metà del XIX secolo. Inoltre, se trova (in archivio di Stato, magari) le cedole o le patenti inerenti i feudi posseduti dai suoi avi, non manchi di esaminarle o, se vuole, di sottoporcele. Cercheremo tutti di darle una mano :wink:

Grazie per averci reso partecipi della sua vicenda.
Francesco
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FP
 
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Messaggioda FP » sabato 15 settembre 2007, 12:19

Nell'inventario dell'Archivio di Stato di Enna trovo:

Notai di Calascibetta (estremi cronologici 1502 - 1892) voll. 978.

Stato civile I° versamento, 1820 - 1865, regg. 2108. Elenco

Stato civile 2° versamento, 1866 - 1960, regg. 4895, bb.(circa 2000). Non ordinato. Microfilm 1820 - 1910, bobine 297 di 16 mm., fotogrammi 314836


Ciò significa che per gli avi nati, sposati e morti tra il 1820 ed il 1866 può rivolgersi allo stesso archivio di Stato. E' molto fortunato, perchè in questi atti sono anche indicate le professioni delle persone (possidenti, gentiluomini, braccianti, contadini, pastori ecc.). Tutto sta ad avere delle date approssimative dalle quali cominciare e richiedere gli atti di Calscibetta.

Trovo poi:

Catasto terreni 1° vers., 1843 - 1942, regg. 1137. Elenco

Consulti l'archivio, anche per vedere se esisteva qualche notaio della sua famiglia:
Via Scifitello,20
94100 Enna
Tel: 0935/37347
Tel: 0935/37257

Per quanto riguarda la diocesi, credo che non possa rivolgersi all'Archivio Diocesano di Caltanissetta, in quanto questa diocesi è stata costituita solo nel 1844. Credo che la diocesi originaria fosse Agrigento:

Can Infantino Calogero Fausto, Direttore
tel. 0922.490048
E-mail: archivio@diocesiag.it
http://www.diocesiag.it/uffici/archivio.htm
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FP
 
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Messaggioda MMT » sabato 15 settembre 2007, 12:44

Francesco Pompili ha scritto:Benvenuto,
come primo passo deve chiedere all'Ufficio di Stato Civile del Comune di Calascibetta l'atto di nascita completo del suo bisnonno; inoltre deve provvedere ad ottenere, anche telefonicamente pel momento, l'atto di battesimo del medesimo bisavolo. Una volta ottenuti i nominativi dei genitori del suddetto, deve procedere allo stesso modo. Durante la ricerca nell'archivio parrocchiale, su tutti gli atti che troverà, dovrebbero essere indicate le varie titolature (D.=Don; Baro=Barone; Exc.mo=Eccellentissimo; M.co= Magnifico ecc.). Ciò la aiuterà a capire se le convinzioni dei suoi parenti abbiano qualche fondamento (e c'è buona probabilità che sia così, visto che ha parlato di feudi ). Dopo la ricerca genealogica deve recarsi nell'Archivio della Diocesi di Caltanissetta e richiedere le Sacre Visite (inizi pure da quelle della fine del Cinquecento) per verificare se i suoi avi abbiano goduto di privilegi ecclesiastici su qualche altare della chiesa madre. Solitamente per una famiglia nobile ciò era essenziale. Fatto questo, si rechi nell'Archivio di Stato di Enna e chieda gli atti notarili di Calascibetta; cominci dalla metà del XIX secolo. Inoltre, se trova (in archivio di Stato, magari) le cedole o le patenti inerenti i feudi posseduti dai suoi avi, non manchi di esaminarle o, se vuole, di sottoporcele. Cercheremo tutti di darle una mano :wink:

Grazie per averci reso partecipi della sua vicenda.
Francesco


Attenzione: per essere considerati nobili non basta avere un Don davanti al nome di un avo e un patronato di un altare! Questi elementi dimostrano che la famiglia fosse benestante e considerata nella comunità doveva viveva. La nobiltà poi comprendeva altre cose, come i matrimoni tra famiglie titolate ed importanti, considerazione nelle cerimonie, ammissioni in ordini cavallereschi, amicizie e frequentazioni con l'aristocrazia, stemma più volte ostentato (non solo sull'altare con una corona fittizia, per intenderci), palazzi signorili di rilevanza storica, vaste proprietà terriere ed immobili, feudi, ecc.

Michele Tuccimei
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Messaggioda FP » sabato 15 settembre 2007, 14:44

Esattamente. Ci sono numerosi topic dai quali il sig. Cimino può attingere per farsi un'idea del concetto di nobiltà
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Messaggioda vincenzocimino » sabato 15 settembre 2007, 23:49

Oggi sono andato avanti con le ricerche ho trovato numerosi preti e suore e che i miei bisnonni sono seppelliti nella cattedrale di calascibetta
Vincenzo Cimino
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Messaggioda vdaurelio » lunedì 17 settembre 2007, 12:07

Caro Sig. Vincenzo,
scusi la franchezza ma ritengo utile farle questa osservazione. Da quanto ho letto Lei sta cercando se i suoi antenati fossero nobili o meno senza ancora conoscere perfettamente la sua ascendenza. Come Lei ben sa, specialmente nella Sicilia, l'appellativo "Don" significava uomo ricco e rispettabile, a volte più rispettabile che ricco. Spesso questo appellativo era legato a grandi latifondisti, anche nel mio Salento è esistita questa usanza, ma Don come già detto non significa nobile. Anche vero che i Baroni in Sicilia hanno pollulato qua e la, spesso proprietari di vaste terre, e il cui titolo spesso veniva "aggiunto". Molto importante è il fatto che i suoi antenati fossero "litterati" perchè questo significa che vi era la possibilità economica di pagare un istutore, cosa molto rara alcuni secoli fa. Ciò però non presuppone, come lo è per me che porto no stemma creato ad hoc quest'anno, che la sua famiglia fosse nobile ma impone pensare che fosse comunque notabile (ricchi proprietari e comunque famiglie di primaria importanza). Per tale motivo faccia in questo modo:
1. Creare il suo albero genealogico;
2. Ricercare documenti anagrafici quali nascita, morte e matrimonio;
3. Ricercare atti notarili;
In questa maniera, come già le hanno detto, troverà molti aggettivi, date, persone e momenti con i quali riuscirà ad immaginare la vita dei suoi antenati di qualche anno fa.
Poi se è nobile ben venga ma ricordi che la nobiltà è nell'animo poi tutto il resto.
Saluti
Vincenzo DAurelio
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Messaggioda corbus » lunedì 17 settembre 2007, 12:53

La penso esattamente come il sig. DAurelio.
Ma alla fine, se ci pensa bene, quanto ha importanza scoprire se i suoi antenati fossero nobili o meno...?

Leggendo qua e la nel forum ho visto che spesso si perde un pò quello che dovrebbe essere il fine ultimo di una ricerca
di questo tipo: l'inquadramento degli eventi famigliari in quello piu vasto della storia.

E questo lo può solo fare andando indietro nel tempo per singola generazione, dove vedrà le varie vicessitudini della sua
famiglia le pieno contesto del suo tempo.
Non è più emozionante avere come antenato, un poverisso frase che ha donato la sua vita per salvarne un altra?
Oppure sapere che un suo antenato ha combattuto nell battaglia di "Lepanto" (ne dico una a caso)?
che avere 10 generazioni che si rinchiudevano in un palazzo d'oro a vegetare per le rendite?

Se è veramente fortunato, scoprirà storie incredibili.

Buona fortuna!!
Quod tibi fieri non vis, aliis ne facias
corbus
 
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Messaggioda Roberto Filo della Torre » lunedì 17 settembre 2007, 15:47

Scusatemi,
ma non è assolutamente detto che se avete il cognome uguale, siete la stessa famiglia.
Es: In Napoli , se guardiamo l'elenco Telefonico ci sono 200 d'Aquino; ma non sono tutti della Famiglia Principesca .
Roberto Filo della Torre
 

Messaggioda oliver » giovedì 20 settembre 2007, 23:10

Io penso che per la maggior parte delle famiglie chi è veramente nobile lo sa senza fare ricerche.
L'esistenza di titoli nobiliari tra gli antenati non è un fatto che si dimentica facilmente!!
Ultima modifica di oliver il venerdì 21 settembre 2007, 17:49, modificato 1 volta in totale.
oliver
 
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