Nobiltà civica

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Messaggioda Morello » lunedì 10 settembre 2007, 9:00

Gentili Forumisti,
in merito al concetto di "nobiltà civica" vorrei porVi un quesito relativo, alla mia città, Ortona. Spero di essere conciso ma esauriente. Ortona fu infeudata dal 1526 al 1734 e quindi, mi sembra di aver capito, niente nobiltà civica. Nel 1765 ridiventata, dunque, demaniale tornando sotto la Corona, venne riformato con Regio Decreto, il Decurionato cittadino, suddividendolo in 1° Ceto, 2° Ceto dei Civili e 3° Ceto del Popolo, con 45 decurioni, 15 per ogni ceto. Ai primi due ceti spettava le cariche dei due Sincaci, al terzo quelle di mastrogiurato e camerlengo. Nel primo ceto furono comprese sia le famiglie feudali o che lo erano state, che le famiglie, allora, di distinta civiltà. Ma per il primo ceto non fu utililizzato il termine "nobile", non fu utilizzato alcun termine. Quesito: se dopo l'Unità le famiglie superstiti del primo ceto si fossero adoperate per ottenere il riconoscimento del titolo di Nobile di Ortona, secondo il Vs. parere, l'avrebbero ottenuto?
Grazie in anticipo per le risposte.

Nicola Serafini

________________
IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS
Morello
 
Messaggi: 1083
Iscritto il: lunedì 19 settembre 2005, 8:42

Messaggioda eugubino » lunedì 10 settembre 2007, 9:13

Per la concessione della cittadinanza, l'aggregazione al patriziato e anche per il riconoscimento della nobiltà, potrebbe essere utile consultare gli atti del Consiglio del luogo.
Dalle mie parti, questi atti, ovviamente antecedenti all'Unità d'Italia, si chiamano Riformanze (o Riformagioni).

Nei documenti del carteggio eugubino ho trovato alcune richieste di registrare talune concessioni in un "libro d'oro", ma questo libro io non l'ho mai visto.
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

Messaggioda MMT » lunedì 10 settembre 2007, 10:56

RFVS ha scritto:...in otto anni di ricerche per lo Stato Pontificio devo ancora trovarne uno.... :shock: o son tutti andati..oppure comincio a pensare ad una leggenda. Per adesso ho trovato solo delle cose che gli si avvicinano ad Ancona, Perugia ed Orvieto... :? :?


In effetti i libri d'oro sono tipici delle grandi città nello Stato Pontificio, mentre lo s usava in quelle più piccole nel Regno di Napoli (come il libro d'oro del patriziato di Ravello: http://www.chiesaravello.com/patriziato/ ).

Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda Guido10 » lunedì 10 settembre 2007, 12:50

Mi fa molto piacere che la mia proposta abbia contribuito alla nascita di questo topic che sta destando tanto interesse e ringrazio tutti i partecipanti dei rispettivi contributi.

Vorrei, però, allargare un pò l’ambito di discussione alla situazione degli altri centri non ricompresi nella lista riportata da Michele Tuccimei.

Vi sono stati, infatti, paesi e città che non chiesero (o non ottennero) il riconoscimento sabaudo del proprio patriziato, situazione non rara nel ex Regno delle Due Sicilie, ma che pure avevano un proprio ceto nobiliare.

Vi è poi la vasta categoria dei centri che ricadevano nell’ambito di un dominio feudale, tra questi non mancavano paesi di discreta rilevanza, comprese talune sedi vescovili. Come riportato da fonti d’epoca, una qualche nobiltà locale era già presente anche in queste città non prive di presenza feudale. Cosa accadde poi dopo l’eversione della feudalità? Non vi fù forse una nobiltà locale che resse le sorti di quei centri, ricoprendo di volta in volta le cariche di Sindaco, Decurione, ecc.?

Un saluto

Guido
"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mc 2,17)

Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
Guido10
 
Messaggi: 255
Iscritto il: martedì 9 gennaio 2007, 13:09
Località: Napoli

Messaggioda RFVS » lunedì 10 settembre 2007, 13:06

Castelfidardo rientra proprio in quei centri che non ottennero riconoscimento del rango di città e di conseguenza neppure il riconoscimento della locale nobiltà, pur essendo un libero comune già dal XIV° secolo retto da un'oligarchia di famiglie, alcune delle quali continuarono ad esercitare il loro potere per secoli e secoli.
I motivi che portarono al non-riconoscimento erano svariati.

Posso dirti che Castelfidardo, sia dopo il MP di Leone XII del 1827, sia dopo il 1860 continuò ad essere governata dalle medesime famiglie presenti nel governo ante 1800, con l'aggiunta di famiglie nuove che sino al 1827 venivano ammesse ai ceti civici maggiori.

da quella data in poi, non essendo una città riconosciuta, non potè più fare aggregazioni in quanto queste potevano esser fatte solo in città e col vaglio dello Stato, come Michele ha ben spiegato qualche post fa.

Apparte questo sbarramento formale del 1827 furono molte le famiglie nuove che presero parte al governo cittadino, molte elevatisi nel tessuto sociale paesano, come per esempio tanti contadini o bottegai arricchitisi col tempo..le cui famiglie divennero molto in vista per tutta la seconda metà del 1800 ed anche oltre.
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda mct » lunedì 10 settembre 2007, 14:45

L'argomento è assai interessante!
Complimenti!

Credo che NON si possa generalizzare, infatti ogni Città aveva le sue usanze, e non credo che esistesse un "regolamento" da seguire ne prima ne dopo l'unità d'Italia.

Mi sbaglio?
M. :wink:
"Bóg nam radzi"
Avatar utente
mct
 
Messaggi: 598
Iscritto il: lunedì 7 aprile 2003, 13:28
Località: Roma

Messaggioda AndreaSperelli » lunedì 10 settembre 2007, 17:13

In base alle discussioni fatte fino ad ora mi è sorto un dubbio, un tempo (come del resto oggi) vi erano decine di paesini sotto ogni feudo o dominio. Questi paesini erano chiamati “comunità” ed erano tipicamente “controllate” da un capitano (credo si trattasse di un capitano delle forze armate) che riferiva tutto ciò che accadeva ad una podesteria o al proprio signore. Il discorso delle “comunità” credo non rientri nella questione della nobiltà civica (visto che non erano città), ma penso che alcune famiglie locali, quali le antiche famiglie che annoveravano capitani, sacerdoti ecc., godessero di un certo prestigio. Mi chiedevo quindi se queste famiglie rientrassero all’interno di una sorta di nobiltà locale (de facto) o no.

Grazie,
A.S.
Avatar utente
AndreaSperelli
 
Messaggi: 870
Iscritto il: sabato 13 gennaio 2007, 1:33

Messaggioda MMT » lunedì 10 settembre 2007, 19:05

Queste famiglie di cui parla sono le stesse di cui una parte hanno ottenuto il riconoscimento del titolo di "nobile" e basta di cui parlavamo poco più sopra. E' ovvio che l'aver avuto un arciprete piuttosto che un avvocato, non era chiaro segno di nobiltà, specie in un posto dove la maggior parte delle persone erano contadini. Come dice il buon Massimiliano bisogna necessariamente contestualizzare e per la città e per la famiglia che vengono prese in considerazione.

M.M.T.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda AndreaSperelli » lunedì 10 settembre 2007, 19:35

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Queste famiglie di cui parla sono le stesse di cui una parte hanno ottenuto il riconoscimento del titolo di "nobile" e basta di cui parlavamo poco più sopra. E' ovvio che l'aver avuto un arciprete piuttosto che un avvocato, non era chiaro segno di nobiltà, specie in un posto dove la maggior parte delle persone erano contadini. Come dice il buon Massimiliano bisogna necessariamente contestualizzare e per la città e per la famiglia che vengono prese in considerazione.

M.M.T.

Non avevo colto la precedente osservazione, comunque intendevo famiglie con capitani e parroci tra i loro discendenti, quindi non solo una figura di spicco, ma varie nel corso dei secoli (per singola famiglia), direi che comunque ci siamo capiti e la sua risposta è esauriente :wink: .
Avatar utente
AndreaSperelli
 
Messaggi: 870
Iscritto il: sabato 13 gennaio 2007, 1:33

Messaggioda MMT » lunedì 10 settembre 2007, 19:46

ottimo! :wink:

M.M.T.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda AndreaSperelli » martedì 11 settembre 2007, 16:00

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Queste famiglie di cui parla sono le stesse di cui una parte hanno ottenuto il riconoscimento del titolo di "nobile" e basta di cui parlavamo poco più sopra. E' ovvio che l'aver avuto un arciprete piuttosto che un avvocato, non era chiaro segno di nobiltà, specie in un posto dove la maggior parte delle persone erano contadini. Come dice il buon Massimiliano bisogna necessariamente contestualizzare e per la città e per la famiglia che vengono prese in considerazione.

M.M.T.

Altra curiosità...queste famiglie hanno ottenuto il titolo di "nobile" prima o dopo l'unita' d'Italia ? mi pare di aver capito che questo titolo è nato grazie ai Savoia, in tal caso, prima del loro avvento che “titolo” ricoprivano queste persone ? Secondo dubbio…queste famiglie sono oggi iscritte sul libro d’oro ? personalmente credo che non tutti i nomi delle "piccole casate" siano contenute nel libro d'oro della nobiltà italiana, e per trovarle sia necessario leggere i libri d'oro delle varie città italiane. :?
Avatar utente
AndreaSperelli
 
Messaggi: 870
Iscritto il: sabato 13 gennaio 2007, 1:33

Messaggioda MMT » martedì 11 settembre 2007, 19:43

Queste famiglie di nobiltà generica, hanno ottenuto il riconoscimento dopo il Regno, come del resto anche le altre titolate: il Riconoscimento di nobiltà era dato solo dal Regno e de iure (non de facto) la nobiltà era quella riconosciuta dalla Consulta, gli altri non erano considerati giuridicamente nobili ed erano potenzialmente multabili (ma non so quanto venisse applicata la multa). Sul libro d'oro del Regno (quello ufficiale) ci sono solo le famiglie che si sono fatte riconoscere dal Regno, che ovviamente non sono tutte, mentre sulla pubblicazione privata che vendono anche oggi ci sono anche quelle famiglie che hanno ottenuto il riconoscimento dall'Ordine di Malta, da S.M. il Re dopo il '46, dal CNI. Di fatto non esiste e non esisterà mai un elenco completo di tutti i nobili italiani, è un'utopia, porprio perchè dimostrare la nobiltà non è semplice per nulla, noi qui, in discorso puramente di fumo, l'abbiamo minimizzata come cosa, ma di fatto è cosa molto articolata e complessa.
Prima dell'annessione al Regno la nobiltà delle famiglie era certificata dai regnanti sugli Stati pre unitari, però nel caso delle nobiltà civiche non sempre vi era un censimento sicuro, nè tutti gli Stati si adoperavano per censire i nobili. Così in campagna spesso qualcuno veniva chiamato impropriamente "conte" e andando a cercare bene non si troverà mai una concessione da parte di qualche sovrano di tale titolo! E allora perchè ce lo chiamavano? Consuetudine popolare, e magari al giorno di oggi, i discendenti di quel "conte" non riuscerebbero nemmeno ad ottenere un riconoscimento formale per chissà quale motivo. Che paradosso!
Sbaglia dunque chi dice che all'infuori della nobiltà censita dal Regno (o dal Libro d'Oro per traslato) non ne esiste altra? E' ormai appurato che questa è un'esagerazione in negativo.... eppure come dare torto a chi sostiene la tesi "restrittiva" del meglio pochi ma buoni quando in Italia si abusa di ogni titolo basta aver avuto un lontano prozio aquisito figlio di una contessina per diventare nobili?

M.M.T.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda AndreaSperelli » martedì 11 settembre 2007, 22:34

Propongo ai gentili partecipanti del forum una altra delle mie “curiosità”…tempo fa un archivista mi spiegò che un Duca (regnante, come ad esempio il Duca di Modena) poteva fornire titoli nobiliari dal grado di Marchese in giù (considerando l’ipotetica gerarchia: Principe, Duca, Marchese, Conte, Barone). Mi chiedo innanzi tutto se questo è corretto, e se questo vale solo per un “Duca regnante” o in generale, suppongo infatti che ogni Duca abbia avuto il suo ducato, ogni Marchese il suo marchesato, ogni Conte in suo contado ecc., dunque non potevano anche essi elargire titoli all’interno dei loro territori ?

Grazie,
A.S.
Avatar utente
AndreaSperelli
 
Messaggi: 870
Iscritto il: sabato 13 gennaio 2007, 1:33

Messaggioda Lasa pur dir » mercoledì 12 settembre 2007, 0:04

Mi sembra interessante proporvi quel che riferisce il Pacichelli, nella seconda metà del '600, sulla "nobiltà" lancianese.

Al ruolo de' Nobili vengono infin registrati i Signori Arcangeli, Berenga, Caccianini, Barone di Frisa, Cannella, Capuccini, Caramanico, Carinci, Chiaverone, di Fiore, Liberatore, Mancini, Monte, Mozzagrogna, Negrieri, Palizzi, Ravizza, Santella, Realti, Ricci, e molti altri, anche per Privilegio, frà quali senza i quaranta Decurioni particolari che ascesi al Governo, fuor di ogni dritto, si considerarebbono nella linea bassa, o comune.


Delle famiglie citate solo i Caccianini erano titolati in quanto Baroni di Frisa.
I 40 decurioni in parola erano quelli del primo ceto, tra i quali venivano eletti sindaco e mastrogiurato, per cui già a quei tempi vi erano delle anomalie rispetto al panorama generale.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.
"Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella" - Buccio di Ranallo.

Nescire quid ante quam natus sis acciderit, id est semper esse puerum (Cicerone)

QVOD NON EST IN ACTIS NON EST IN MVNDO
Avatar utente
Lasa pur dir
 
Messaggi: 373
Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 17:52
Località: Lanciano (Ch)

Messaggioda eugubino » mercoledì 12 settembre 2007, 8:39

Uno piccola nota documentaria.

La Legazione di Urbino e Pesaro, della quale faceva parte la città di Gubbio, con Rescritto del 20 dicembre 1833, prot. n. 9905, concesse al Consiglio Comunale eugubino la facoltà di conferire tutti i gradi di cittadinanza fino al Civico.

Il conferimento della nobiltà, ovviamente, restava prerogativa papale.
Avatar utente
eugubino
 
Messaggi: 1567
Iscritto il: mercoledì 17 agosto 2005, 15:29
Località: Gubbio

PrecedenteProssimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 5 ospiti