Nobiltà civica

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda RFVS » domenica 9 settembre 2007, 11:26

Possiamo affermare, dunque, che nell'epoca post-napoleonica fu la cooptazione nei decurionati pontifici a determinare la divisione tra il ceto nobile, quello civile e quello popolare?


per le famiglie che prima non vi avevano mai fatto parte, sì! almeno per i casi da me riscontrati

Ho notato che all'inizio del XIX secolo, i membri delle famiglie da tempo ritenute viventi more nobilium, si trasmettevano, "de facto", la carica di Consigliere Comunale. Ci sono casi, nella mia famiglia, riguardanti questi passaggi di cariche (in una Comunità libera da vincoli feudali dal 1602). Quando il padre usciva dalla scena politica subentrava il figlio. Questo però accadeva solo per le famiglie del Primo Ceto e non per le altre; tuttavia non credo che una simile prassi fosse stata mai formalizzata, ritengo piuttosto che fosse "fisiologica" di una comunità.


porto ad esempio la mia famiglia (solo perchè ne conosco bene le vicende!), trovatasi con una situazione traballante in un periodo traballante (da fine '700 a fine '800) ed in un comune non ancora divenuto città e con divisione di ceti e di consigli ben definita e regolata..ma non ancora ufficiale per lo stato.
praticamente in modo interrotto, a partire dal 1798 al 1913 i miei sono stati nell'amministrazione comunale...un po' in tutte la cariche maggiori..che a Castelfidardo variavano a seconda dei governi: quando c'erano 4 Priori + i consiglieri, quando 1 Gonfaloniere 3 Savi ed i consiglieri, quando un Sindaco vari anziani/assessori e vari consiglieri.
In modo particolare la carica di Consigliere (a prescindere dal grado di consigliere a cui si era ammessi: in Castelfidardo erano 3, mi sembra) era tacitamente (ma spesso neppure tanto) ereditaria...e ciò l'ho trovato scritto anche in alcune verbali consiliari. Spesso le persone venivano chiamate d'ufficio ad assolvere i doveri amministrativi.
per i miei v'è stata una quasi ereditarietà anche per la carica di Sindaco nel 1873/'74.
Ciò è accaduto a noi che eravamo una famiglia forestiera (arrivata nel 1780 c.ca) navigante in acque non buone da almeno un secolo.
Pensa che per alcune famiglie antiche, come per esempio Ghirardelli, Massucci, Sciava, Tomassini e Silva l'ereditarietà in consiglio c'era già dalla fine del 1500 ed è rimasta tale sino ai primi del 1900!!


Tra l'altro, gli appartenenti al Decurionato Pontificio in questione facevano contrarre numerosi matrimoni tra i loro figli, dividendosi ancor più dagli altri ceti.


Caspita! nei paesetti piccoli poi le parentele molteplici erano un'enormità e spesso avvenivano anche tra parenti di parenti non necessariamente dello stesso paese :wink:
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Messaggioda MMT » domenica 9 settembre 2007, 14:34

Comunque sia che nel XIX secolo le cinghie dei rigidi canoni di ammissione alle cariche pubbliche si erano allentate e molti consiglieri venivano anche estratti dal terzo ceto, poichè spesso erano venuti a mancare i membri del primo, estintisi o trasferitisi nelle città più grandi.
Tanto più che a un certo punto dell'800, mi sembra in relazione all'annessione al Regno d'Italia, ma forse anche prima, i patriziati vennero chiusi definitivamente, eccetto quello romano, a cui continuano, di fatto ed in teoria, ad esserne annoverati i nipoti del papa felicemente regnante. Tutti gli altri patriziati vennero chiusi del tutto, anche se poi alla fin fine (ma non sempre ed in tutte le città, specie quelle più grandi) le persone appartenevano sempre alle stesse famiglie.

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Messaggioda RFVS » domenica 9 settembre 2007, 14:40

Vero! e la mia famiglia, traballante e decaduta, ne è l'esempio.

..i patiziati chiusero, mi sembra, già prima del 1860. Se non erro forse proprio in relazione al MP del 1827...mi par di ricordare che patriziato e nobiltà civica vennero incorporati in un unica classe nobiliare.
Cosa che in buona parte dello Stato Pontificio dette origine ad auto-titolature di Conte da parte degli ex-patrizi per differenziarsi dalle altre famiglia "minori".

..sono solo ricordi però..le informazioni precise non le ricordo bene...quindi utilizzate le pinze! :wink:
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Messaggioda MMT » domenica 9 settembre 2007, 19:33

Si quella delle autotitolatura di conte è cosa davvero strana, tra l'altro non ho mai trovato nulla che suffragasse questa prerogativa. Sarebbe interessante leggere qualcosa in proposito.

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Messaggioda RFVS » domenica 9 settembre 2007, 19:35

...forse ho qualcosina di stringato di Squarti Perla, ma da qual che ricordo non è gran cosa.

magari avessi notizie più approfondite, te le passerei volentieri! :D
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Messaggioda MMT » domenica 9 settembre 2007, 19:39

:wink:

Sono propenso a credere che questa cosa dell'autoattribuzione del titolo comitale sia successo in rarissimi casi, per altro non riconosciuti, e quindi è come tutti quei signori chiamati dal popolo "baroni". Fa parte credo, del più ampio discorso sui titoli di cortesia, che sono sempre stati quasi privi di fondamento. Poi magari qualcun altro vedendo che una famiglia lo faceva liberamente si mise a farlo anche lui, e così, tacitamente si cercò meramente di dare vita ad una consuetudine. Ma no credo fosse cosa che abbia attecchito in tutto lo Stato Pontificio, nè vastissima, rimanendo al limite d'usurpazione di titolo! :wink:

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Messaggioda RFVS » domenica 9 settembre 2007, 19:42

in totale accordo con te.
io ho riscontrato qualche caso tra Umbria e Marche, ma non certo un fenomeno di massa come certe volte sembra essere stato.
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Messaggioda Lynx » domenica 9 settembre 2007, 20:13

Vi faccio una domanda stupida, perchè temo di essermi perso tra le elucubrazioni:

se volessi trovare questa documentazione di richiesta di riconoscimento come famiglia di nobiltà civica (comprovanti la non appartenenza a mestieri infimi, le parentele nobili ecc...)
dove dovrei cercare??

cordialità
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Messaggioda Roberto Filo della Torre » domenica 9 settembre 2007, 20:34

credo allo S.M.O.M.
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Messaggioda eugubino » domenica 9 settembre 2007, 22:59

Lynx ha scritto:Vi faccio una domanda stupida, perchè temo di essermi perso tra le elucubrazioni:

se volessi trovare questa documentazione di richiesta di riconoscimento come famiglia di nobiltà civica (comprovanti la non appartenenza a mestieri infimi, le parentele nobili ecc...)
dove dovrei cercare??

cordialità



Io proverei nell'archivio comunale (ove esista) o nell'Archivio di Stato di competenza.
Cercherei tra quello che in gergo archivistico si chiama "Carteggio Comunale".

Oltra al riconoscimento della nobiltà, del patriziato e della cittadinanza, le città sopra elencate (io parlo per la mia, Gubbio, che faceva parte dello Stato Pontificio) concedevano pure le assegnazioni e le promozioni dei gradi civici: ne esistevano 7 o 8!!!

Nel carteggio comunale devono esserci anche i rapporti epistolari con le autorità superiori sia per la concessione della nobiltà, sia per le variazioni normative intervenute nella prima metà del XIX secolo.
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Messaggioda Lynx » lunedì 10 settembre 2007, 0:25

"Carteggio comunale"

temo che non sarà una ricerca facile.... soprattutto nella prima parte:
- spiegare agli addetti (impiegati capitati lì per caso, con la competenza di avventori) di che si tratta - :lol:

grazie
Lynx

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Messaggioda MMT » lunedì 10 settembre 2007, 1:19

In realtà la ricerca non dovrebbe essere poi così difficile: in molte città esisteva il libro d'oro, dove erano elencate tutte le famiglie nobili. Se si è citati su questo libro, o se è citato un avo, la cosa è semplice: basta provare la legittima discendenza da tale personaggio. Lo stesso se si ha avuto un Sindaco, un Gonfaloniere, un Consigliere o qualunque altra carica riservati ai nobili in una città libera, con un suo patriziato riconosciuto dalla Consulta. Anche lì basta ricreare il filo genealogico diretto (per atti di battesimo, matrimonio e morte) tra primo inscritto o a ricoprire cariche di prestigio, e il pretendente. Attenzione a contestualizzare sempre: è ovvio che un sindaco avuto in famiglia nel 1890 non comporta l'annovero tra i nobili patrizi.
Per il riconoscimento come ha detto Roberto Filo della Torre bisogna rivolgersi all'Ordine Sovrano di Malta, se si vuole anche divenire cavaliere, oppure ad organi come il CNI.

Cordialità,
Michele Tuccimei
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Messaggioda MMT » lunedì 10 settembre 2007, 1:21

Lynx ha scritto:"Carteggio comunale"

temo che non sarà una ricerca facile.... soprattutto nella prima parte:
- spiegare agli addetti (impiegati capitati lì per caso, con la competenza di avventori) di che si tratta - :lol:

grazie


Dei consigli pratici:
1-capire se si ha un antenato consigliere, decurione, sindaco
2-trovare il preiodo storico in cui è vissuto (tramite atti di nascita ecc.)
3-accertare che si tratti di un proprio avo e non di omonimo (tramite filo genealogico)
4-richiedere in comune i carteggi relativi alla carica pubblica ricoperta dall'avo.
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Messaggioda equites » lunedì 10 settembre 2007, 2:04

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Lo stesso se si ha avuto un Sindaco, un Gonfaloniere, un Consigliere o qualunque altra carica riservati ai nobili in una città libera, con un suo patriziato riconosciuto dalla Consulta.


Chiedo scusa, mi sapreste dire se negli stati preunitari vi fossero anche cariche militari riservate ai nobili (immagino nella categoria degli ufficiali), ovvero se diventare ufficiali negli eserciti o nelle marine militari degli stati prenuitari fosse motivo sufficiente per diventare nobili?





P.S. Chiedo scusa se sono andato fuori tema, essendo questa una discussione dedicata alla nobiltà civica....
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Messaggioda RFVS » lunedì 10 settembre 2007, 7:58

Eugubino docet!

faccio notare che, come mi è capitato per due famiglie parenti, nell'atto di aggregazione alla nobiltà civica, che poi è in realtà un aggregazione ad un grado comunale (per il mio caso il gonfalonierato), non si fa il minimo accenno alle caratteristiche necessarie alla persona/famiglia per essere aggregata. Queste caratteristiche ritengo possano trovarsi più facilment negli Statuti Comunali.

in molte città esisteva il libro d'oro, dove erano elencate tutte le famiglie nobili. Se si è citati su questo libro, o se è citato un avo, la cosa è semplice: basta provare la legittima discendenza da tale personaggio


...in otto anni di ricerche per lo Stato Pontificio devo ancora trovarne uno.... :shock: o son tutti andati..oppure comincio a pensare ad una leggenda. Per adesso ho trovato solo delle cose che gli si avvicinano ad Ancona, Perugia ed Orvieto... :? :?
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