L'elemento di maggiore interesse, che rende unico questo palazzo gentilizio tutelato dal vincolo della Soprintendenza di Ancona, è rappresentato dal gruppo scultoreo di straordinaria fattura e bellezza che occupa un'intera parete della camera da letto ed è parte integrante di una ex alcova. Per l'opera, si fa il nome del palermitano Giacomo Serpotta, 1650 c.a. -1732. Il manufatto è interamente eseguito in stucco bianco e rappresenta due figure femminili che, a guisa di cariatidi, sorreggono l'arco a sesto ribassato che separa la camera dall'alcova vera e propria, oltre a varie coppie di putti (sempre a grandezza naturale), che reggono conchiglie e stemmi. L'opera è stata sicuramente commissionata, per un matrimonio tra questi due casati (ANCORA DA IDENTIFICARE); ciò si evince dalla scritta in latino sul cartiglio in alto:
"HIQ.REQVIES.FESSO.GRATA.LABORIS.ERIT" (QUI SARA' GRADITO IL RIPOSO ALLO STANCO DEL LAVORO).


