da San Marco » venerdì 31 agosto 2007, 14:34
Marchese
Non crediamo utile riferire tutto quanto è stato scritto sulle origini della famiglia Marchese, non essendo mai provato quanto gli autori hanno sostenuto. Ci limitiamo soltanto a dire di essa famiglia quanto risulta dai documenti sino a noi pervenuti. Godette nobiltà in Messina, Palermo, ecc.; possedette il principato di Scaletta, il marchesato di Rajata, le baronie di Bambina, Bonalgergo, Casalotto, Castelluzzo, Foresta di Taormina, Graneri, Guidomandri, San Marco lo Celso, Nissoria, Rapisi, Gauteri, ecc. ecc.Un Salimbene fu uno dei giudici della Gran Corte e condannò Andrea Chiaramonte conte di Modica, suo benefattore, fu stratigoto di Messina, maestro razionale e Protonotaro del Regno e primo barone di Castelluzzo per privilegio del 13 febbraro 1397, primo barone di Scaletta in sua famiglia, per conferma ottenutane a 15 febbraio 1398 come nipote di Niccolò Patti, e di Guidomandri per permuta fatta col priore dell’ordine di Malta in Messina a 21 luglio 1404; un Giovanni fu cavaliere dell’ordine di Malta nel 1439; un Giovanni Salimbene, pronipote di Salimbene, nel 1453 otteneva conferma e nuova investitura di dette baronie di Scaletta e di Guidomandri; un Francesco, con privilegio dato a 25 aprile esecutoriato a 27 agosto 1512, ottenne il titolo di regio cavaliere; un Giovan Tommaso fu senatore di Palermo nel 1512-13; un Salimbene Marchese, barone della Scaletta, fu strategoto di Messina nell’anno 1523-24; un Salvo tenne la stessa carica nel 1536-37; un Bartolomeo, nel 1561-62-63; un Andrea, un Giovanni, un Francesco fu Giuseppe ed un Giuseppe fu Salimbene sono ascritti alla mastra nobile del Mollica; un Giuseppe, fu giudice pretoriano di Palermo nel 1602-3, e giudice delle Appellazioni nell’anno 1611-12; un Francesco, con privilegio dato a 22 luglio 1614 esecutoriato a 4 febbraro 1615, ottenne il titolo di principe di Scaletta; un Marcantonio fu giudice pretoriano di Palermo negli anni 1627-28-29, 1631-32, giudice della Gran Corte Criminale del Regno nel 1636-37 e 1640-41; un Andrea, con privilegio dato a 9 febbraio esecutoriato a 6 luglio 1630, ottenne il titolo di Don e forse egli stesso fu quell’Andrea Marchisio che, con privilegio del 12 ottobre 1668, ottenne il titolo di barone di Oronte; un Antonio fu giudice della corte pretoriana di Palermo negli anni 1694-95, 1699-1700, della gran corte criminale nel 1705, 1710-11, della civile nel 1717 e maestro razionale giurisperito del tribunale del Real Patrimonio nell’anno 1722; un Placido Marchese e Strazzeri con privilegio del 7 giugno 1709 ottenne il titolo di barone di Criato o Ripadimare; un Gaspare regio secreto di Palermo, luogotenente di corriere maggiore del regno, maestro razionale del tribunale del Real Patrimonio, con privilegio dato a 26 dicembre 1744 esecutoriato a 20 aprile 1749, ottenne il titolo di marchese di Raiata; un Francesco fu giurato di Messina nel 1745-46; un Diego (qualificato conte non sappiamo con qual diritto) fu governatore della Tavola di Messina nel 1792-93 ed egli stesso è notato nella mastra nobile di detta città del 1798-1807, nella quale mastra vediamo anche notati un conte Francesco Marchese del fu Francesco Marchese e Natoli; un Francesco Marchese barone di Pietrogoliti ed un Nicolò del fu barone Gregorio, un sacerdote Giuseppe ed un Giovambattista, figli di Francesco Marchese e Nescion.
Arma: d’oro, alla fascia d’azzurro, caricata da una stella di otto raggi del campo
Questo è quanto riportato nel Nobiliario di Sicilia.
N.B. La blasonatura è quella corrispondente all' Arma della Nobile Famiglia Marchese del Ramo della Scaletta.