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Lasa pur dir ha scritto:Certo!
I Fiore si estinsero nella seconda metà del '700 nella famiglia Gigliani di Agnone (dove però pare che non ve ne sia traccia). I Gigliani a loro volta nei Salomone e nei Mastrocola...omissis..
È un avvenimento accaduto nel 1273 a Lanciano ed è la storia di Ricciarella e del marito Giacomo Stasio, carrettiere, i quali passavano giornate fra continui litigi.
La donna, per riconquistare la pace familiare, si fece convincere da una fattucchiera a trafugare l’ostia consacrata durante la comunione mattutina per mescolarla nei cibi del marito e, dopo aver a lungo meditato, la pose su un coppo arroventato per polverizzarla. A questo punto avvenne il prodigio perché l’ostia si trasformò in brandelli di carne ed il sangue incominciò ad uscire così copioso tanto che la donna fu costretta a tamponare il coppo, sul quale aveva posto l’ostia, con una tovaglia domestica.
Presa dal rimorso seppellì tutto nella stalla sotto il letame ma, alla sera, quando il marito tornò dal lavoro, il mulo si rifiutò di entrare nella sua dimora. Solo dopo ingiurie e percosse il mulo entrò nella stalla, ma si inginocchiò con il muso rivolto verso il luogo dove erano sepolti i resti dell’atto sacrilego.
Siccome la scena si ripeteva tutte le sere e l’armonia fra i coniugi diventava sempre più precaria, la donna confessò tutto a fra Giacomo Diotallevi, priore del convento agostiniano, il quale prese i resti del miracolo e, nel 1280, li portò ad Offida.
I consoli ed i religiosi offidani, dopo aver ascoltato il racconto del priore, decisero di onorare degnamente il miracolo e commissionarono ad un valente orafo veneziano una croce d’argento all’interno della quale furono posti i resti del prodigio (sec.XIV).
Durante il viaggio di ritorno verso Offida le reliquie sfuggirono miracolosamente alle navi del doge il quale, venuto a conoscenza che un monaco della Marca trasportava via mare delle cose prodigiose, aveva deciso di impadronirsene per arricchire Venezia di un altro tesoro.
Da allora le reliquie sono conservate nella chiesa di S.Agostino.
Dove anticamente si trovava la stalla di Ricciarella, a Lanciano, oggi si trova l’attuale chiesa di S.Croce nel quartiere di Lancianovecchia.
Curiosità: Dopo questo secondo Miracolo Eucaristico a Lanciano si spiega il perché i lancianesi siano anche chiamati “frijacriste”.



Lasa pur dir ha scritto:Una Gigliani, Caterina, nata intorno al 1682 fu madre di Domenico Ravizza.
Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.
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