comite ha scritto:Carissimi amici,
nel presentare il mio saluto di neofita a tutti quanti sono parte di questo Forum cui anch'io - da quest'oggi - mi onorerò di fornire un mio modestissimo contributo, mi sia anzitutto consentito porgere qualche doveroso ringraziamento preliminare: a Tommaso Cravarezza, per la cortese sollecitudine con la quale ha provveduto all'accoglimento della mia domanda di iscrizione e alla conseguente attivazione del mio account, al gentilissimo Michele Tuccimei di Sezze, per l'impagabile disponibilità dimostratami nel replicare alla mia domanda di aiuto cui ha corrisposto addirittura mediante l'attivazione di un post apposito, a Fra Eusanio da Ocre, per il garbo e la puntualità con cui a sua volta ha voluto prestare attenzione ad una richiesta privatamente intervenuta e, in rigoroso ordine cronologico, a Lorenzo Longo de Bellis, per il generoso quanto tempestivo aiuto prestato mediante un'indicazione per me rivelatasi preziosissima.
Ciò posto, alieno da ogni piaggeria, posso soffermarmi (forse qualcuno dirà: finalmente!) sull'argomento come sopra introdotto. La mia difficoltà, segnatamente, deriva dal carattere frammentario del carteggio in mio possesso che, nel rappresentare il tentativo di una ricostruzione genealogica probabilmente condotta in maniera non estemporanea ove si considerino alcuni riferimenti - talvolta fin troppo minuziosi - di cui essa consta, è tuttavia chiaramente monca di alcune pagine e, come se ciò non bastasse, sembra corrispondere più alla bozza di un lavoro cui conferire successiva sistemazione che non ad un elaborato organico. Tuttavia, la precisione di alcune date ed i positivi riscontri che ho trovato in ordine ad alcuni particolari, mi inducono a bilanciare la prudenza dello studioso con l'attitudine speculativa del ricercatore. Risulta quindi molto interessante, in quest'ottica, l'indicazione fornita da Lorenzo Longo de Bellis che, difatti, si concilia ad un passaggio di quegli scritti in cui si afferma che da Matteo Comite (personaggio al quale viene riconosciuto un rilievo di obiettiva preponderanza) sarebbero derivati anche i Comite presenti a Bari ed ivi dimorati che, diramatisi pure in Rutigliano, avrebbero "mutato l'arme" ed assunto il seguente stemma: "un pino d'oro con un merlotto sulla cima, tre stelle anch'esse d'oro nel capo, il tutto in campo azzurro" (la blasonatura non è impeccabile, lo so, ma preferisco una citazione testuale che mi pare - comunque - intellegibile).
Ottimo, potrebbe dirsi ... Peccato, però, che alla notizia di tale cambiamento non si accompagni l'indicazione dell'arma originale da cui i presunti trapiantati in terra pugliese avrebbero voluto distinguere la propria, e nemmeno si dice se da quella fu derivata o si provvide ad una radicale innovazione. Certo, qualora si consideri che il pino, simbolo di nobiltà, è indicato dal de Bellis come sradicato e che in luogo dell'uccelletto si parla nel mio testo di un merlotto, sarei indotto a propendere per la seconda soluzione, ipotizzando l'assunzione di un'arma alludente con cui, in pratica, si sarebbe voluto indicare una famiglia di chiara nobiltà (il pino - e se in origine fosse stato piantato in un monte?), non oriunda ma sopraggiunta (l'uccelletto o il merlotto, che mi pare stiano ad significare viaggi o spostamenti), e diramatasi dalla casata forse indicata dalla simbologia rappresentata nel capo (e se le tre selle d'oro in fascia fossero la parte più importante dello stemma originario dei Comite?) ... presto a concludersi: ringraziando per l'attenzione e la pazienza, attendo con ansia lumi e commenti!
Giacomo Conte
Preg.mo sig. Conte,
la ringrazio per cortese attenzione alla mia persona, purtroppo non conosco l'arma originaria, se mai c'è stata, diversa da questa documentata ai nostri giorni,ma non escludo che una ricerca approfondita in Amalfi porti a risultati imprevedibili.
Ma veniamo all'arme, il Pino è uno degli alberi più pregievoli del blasone indica antica e generosa nobiltà, benignità e cordialità.Emblema di animo filosofico, si rappresenta terrazzato, sradicato, nodrito ecc.
Non di rado, in diverse armi, devo riferire, ho osservato il pino sormontato da tre stelle ordinate in fascia o male ordinate, in merito al volatile anche lui lo si vede posto sull'albero,se fosse il merlotto sta a significare i nemici vinti in battaglia.In conclusione, i simboli rappresentati nell'arme,non sono rari, alle volte cercare difficili significati può diventare una forzatura.
Rivolgo un augurio per le sue ricerche e certo in un suo gradimento rendo la breve nota.
Lorenzo Longo de Bellis