Elmi, elmetti e stemmi "innovativi"

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda Maramaldo » domenica 12 agosto 2007, 8:01

... e spero di non annoiarvi, cari amici, postando un altro stemma abbastanza particolare, scozzese... questa volta in stile celtico.


Immagine


Ed uno stemma molto meno insusuale nei tratti e nei temi

Immagine

ma del quale spero di non tediare alcuno riportandone la blasonatura... in gaelico :D :


Ar airgead, ar bhandàn dearg trì chrois leata cuasacha de lì an mhachaire, i mbarr na scéithe crann dara go. Dtorthaì agus go bhfréamhacha dualdaite...


Antonio
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Messaggioda adj » domenica 12 agosto 2007, 9:29

Maramaldo ha scritto:Ho trovato la blasonatura in Inglese... :oops: :wink:
Arms: Per pale Azure and Argent on a roundel nebuly of ten undulations a dianthus blossom (wild carnation) per pale Gules and Argent seeded Or


Antonio


Una blasonatura incredibilmente concisa!
Mi resta il dubbio di vedere che stemma produrrebbe un disegnatore araldico a partire da essa.
Comunque abbiamo accertato che il fiore appartiene al genere Dianthus, quello del garofano. Si tratta verosimilmente di una delle tante specie di garofanino selvatico (come dice la specifica wild carnation), anche se queste hanno 5 petali e non 10 (ma se notate nello stemma c'è un'alternanza fra 2 diverse forme di petali, che conducono a una sorta di sovrapposizione tra due fiori).

Per quanto riguarda lo stemma scozzese...
... se si può continuare con un tono scherzoso, direi che da Sturmtruppen siamo passati ad Asterix (anche se l'elmo ricorda più gli Achei).
adj
 

Messaggioda Maramaldo » domenica 12 agosto 2007, 9:43

Mi trovi parzialmente in disaccordo :wink: , io l'avevo preso come una citazione dell'elmo della sepoltura di Sutton Hoo...


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Messaggioda adj » domenica 12 agosto 2007, 10:55

Credo anch'io che il riferimento sia all'elmo tipico di un guerriero celta.
Solo il profilo mi ricordava certe immagini dipinte sui vasi greci.
adj
 

Messaggioda Maramaldo » lunedì 13 agosto 2007, 23:47

L'arma di S.E.R. Reginald Cawcutt, già Vescovo Ausiliario di Cape Town... con l'ancora in luogo della croce ...:?:

Immagine



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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 14 agosto 2007, 0:04

Circa questo stemma è stato aperto un topic apposito qualche tempo fa:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... ht=cawcutt

In quel contesto è anche riportata la motivazione della particolare scelta: il titolare aveva esercitato buona parte del suo ministero sacerdotale come cappellano sulle navi. :wink:

Un altro esempio di quell'araldica viva che produce frutti i quali possono piacere o no (personalmente una simile scelta non mi fa saltare di gioia :( ) ma sono in ogni caso degni di tutto rispetto, fosse anche semplicemente il rispetto dovuto alle motivazioni del titolare.

Certo, esempi del genere sono innumerevoli. Volendo, non si finirebbe più di osservare e commentare stemmi provenienti dal Canada o dalla Scozia o da qualunque altra parte del mondo. 8) :)
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Messaggioda Maramaldo » martedì 14 agosto 2007, 0:29

...ma è così piacevole... :D
Grazie per il gentile e puntualissimo suggerimento, Antonio,sono andato al topic è l'ho letto con vivo gusto!
Proprio dal Canada, se mi è concesso, viene lo stemma di Boulton D'Arcy, tra l'altro membro dell'Académie Internationale d'Héraldique e dell' International Commission for Orders of Chivalry.
Alla luce di tanta sapienza che io posso guardare solo da lontano a capo scoperto e con adeguato schermo, mi domando come interpretare lo stemma del gentiluomo, bello di sicuro, ma a mio sommesso avviso talmente carico di cri de guerre, motti, bandiere, sostegni, fiocchi, lambrecchini, coroncine, onorificenze, cappelli, da rendere difficoltoso trovare lo scudo... :D

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Antonio
Ultima modifica di Maramaldo il martedì 14 agosto 2007, 21:59, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda adj » martedì 14 agosto 2007, 11:53

Neobarocco (o rococò) canadese?
A forza di lambrecchini, bandiere et similia si è quasi edificato un padiglione. :wink:
adj
 

Messaggioda Maramaldo » martedì 14 agosto 2007, 12:38

Cari Amici, Gentili Signori,
non so quanto questo stemma possa essere "innovativo"... :D, ma mi permetto di ricorrere come ormai per me usuale al Vostro gentile aiuto:
la partizione nello stemma sotto riprodotto, ha un nome particolare?... o meglio, l'avrebbe se l'arco non fosse murato ma di un blu piano? Insomma...è una partizione sia pure "murata" e magari particolare -che io non ho trovata in alcun posto- o diciamo che il campo d'argento è caricato di un arco in muratura? E come si blasonerebbe? :oops: E ancora :oops:... questo campo blu, questo arco in muratura azzurra, potrebbe essere caricato di ulteriori figure? Ed a sua volta partito o magari troncato. o tagliato? magari di due smalti diversi?....
Un'altra domanda: il melo (immagino che tale sia) ha un significato particolare in araldica?... ed il suo frutto?

Grazie come sempre :D,


Antonio


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Messaggioda adj » martedì 14 agosto 2007, 13:47

Gentile Maramaldo,
bella domanda!
Io ho trovato la definizione "centrato", che dovrebbe applicarsi anche a ogni "pezza arcuata verso la punta dello scudo".
Se così è, potremmo parlare di un capo centrato.
Sorge però l'ulteriore dubbio se si tratti di un capo o di un troncato: se si considera il punto di intersezione dell'arco con i bordi esterni dello scudo, sembrerebbe in effetti più un troncato che un capo; se invece si considera il punto di volta, allora è un capo.
Questo sempre se la partizione fosse piena.
adj
 

Messaggioda Maramaldo » giovedì 23 agosto 2007, 15:59

La definizione di "centrato" pareva anche a me acconcia, caro adj... come condivido i dubbi se siamo di fronte ad un capo o ad un troncato... :roll: :roll:

Antonio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 23 agosto 2007, 20:29

antonio p. v. g. ha scritto:sono dell'idea che nello scudo araldico - fatte salve le regole del buon gusto e un minimo di oggettivo valore artistico - si possa rappresentare davvero quello che si vuole, tanto più se quanto rappresentato è espressivo del titolare dello stemma. :wink:

Giusto.

L'araldista deve innanzitutto prendere atto delle novità e studiarle, catalogarle, ragionarci sopra.

Può e deve commentarle, ci mancherebbe altro, anche dal punto di vista estetico.

Ma deve sempre tenere a mente che le novità, ogni novità, significano che l'araldica vive.

Belle o brutte che siano (ma rispetto a quali canoni? a quali ideali? a quali parametri?), sono la prova che la nostra scienza non è morta.

Prima o poi l'araldica finirà, come ogni cosa.

Fino ad allora, non perdiamo il nostro tempo a stracciarci i panni, e accogliamo i nuovi venuti con l'attenzione ed il rispetto che meritano.

Se non piaceranno e non troveranno emuli, allora sarà il comune sentire che li avrà confinati nei progetti mal impostati, nei tentativi abortiti, nei sogni da non realizzarsi.

Noi singoli appassionati studiamo, ragioniamo, valutiamo: non abbiamo il diritto di confinare, abortire, irrealizzare alcunchè a prescindere.

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Messaggioda Elendil » venerdì 24 agosto 2007, 15:32

distaccandomi dalla bellezza delle parole di fra' eusanio, volevo fare una considerazione di tipo storico-sociale

parto da un esempio: prendiamo una qualunque squadra di calcio europea, e una squadra di basket americana. Simboli, nome e colori della squadra europea sono di solito rappresentazione della città, del quartiere, della regione in cui la squadra ha sede... facile prendere la croce o il biscione milanesi e stamparli su inter e milan, il "liverbird" sulle casacche del liverpool, i pali aragonesi a barcelona, e vi dicendo. Millenni di storia hanno creato e consolidato quei simboli, e noi europei ne andiamo fieri. Ma cosa deve fare un popolo che ha sì e no un paio di secoli alle proprie spalle? Scopiazzare chi c'era prima, o reinventare su nuovi canoni? la seconda ipotesi è certamente la più difficilmente percorribile, ma anche la più originale. E così ecco nascere i tori di chicago, città che deve la sua fortuna alle transumanze delle mandrie dal texas, o i "supersonics" di seattle, che deve il suo sviluppo alle industrie della boeing, i celtics di boston, città del new england costruita da irlandesi e scozzesi, e via dicendo.

per quanto riguarda l'araldica, il discorso è simile... traendo base dall'araldica britannica, che già un po' si discosta dai canoni del resto del continente, ma che in fondo al suo interno non presenta grandissime innovazioni, nè grande fantasia, e applicandole nuovi canoni, basati in parte sulla vita moderna, e sulle tradizioni locali, in parte sul retaggio, europeo o nativo che sia, l'araldica canadese è riuscita a essere oggettivamente bella... strana, ma bella. E in certi casi è preferibile vedere un castoro alato, o un cervo marino, piuttosto che migliaia e migliaia di leoni tenenti armi, bastoni, fiori, bandiere, o stemmi raffiguranti la chiesa del paese, o uno scorcio di mare al tramonto.

certo, c'è il rovescio della medaglia, e cioè che l'esagerare nell'innovazione possa condurre alla creazione di stemmi e simboli che di araldico non hanno più nulla... ma è a mio parere il prezzo da pagare se si vuole percorrere la strada della novità, in araldica
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 24 agosto 2007, 16:25

Elendil ha scritto:l'esagerare nell'innovazione possa condurre alla creazione di stemmi e simboli che di araldico non hanno più nulla...

...certo, gentile amico, il ragionamento è corretto e porta a questa limpida conclusione, la quale è giusta...
...ma solo se ci si pone del punto di vista dell'araldica "antica".
Ieri castori alati negli stemmi non ce n'erano.
Oggi ci sono.
L'altro ieri negli stemmi non c'erano api.
Dopo Urbano VIII, ce ne sono :wink: intere arnie.


ma è a mio parere il prezzo da pagare se si vuole percorrere la strada della novità, in araldica


É il prezzo da pagare per rimanere una scienza viva.

É lo scotto del vivere.

Ciò che non vive, non muta più.

Non sono soltanto belle parole, ma l'esperienza quotidiana di chiunque.

Bene :D vale
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