Credo sia necessario porre una chiara distinzione tra la prima e la seconda immagine qui postate.
Infatti nella seconda si può parlare tranquillamente (e direi positivamente

) di uno stemma
"innovativo nello stile grafico" (come suggerito da Maramaldo), con simboli e decorazioni che, pur rimanendo nel circolo di un'araldica che potremmo definire "tradizionale" (ma il termine fa acqua...), si ammantano di una sobria eleganza più adatta ai nostri tempi rispetto a quello che potrebbe offrire invece la odierna rappresentazione di gusto barocco di uno scudo sagomato ornato da lambrecchini frastagliati e svolazzanti.
Ma nella prima immagine stiamo parlando di uno stemma che è
rivoluzionario nel valore simbolico-raffigurativo, a motivo di un chiaro proposito di rendere l'arma decisamente - e mi permetto un giudizio: anche un pò
forzatamente - più aderente al contesto storico-sociale del suo possessore.
Se il possessore dello stemma con l'elmetto è un militare (ma il discorso potrebbe valere per chiunque), sicuramente non sarà sua abitudine porsi sul capo un elmo di fattura simile a quella dei copricapi che potevano esser usati in una battaglia del XII secolo o in un torneo del XIV secolo... Ma mi sembra semplicemente privo di significato (non dico "sbagliato" o "illegittimo"), e fors'anche (ma questo è ancor più soggettivo) di non felicissimo risultato grafico e di non reale utilità comunicativa, il timbrare con un elmetto contemporaneo uno scudo d'arme (che pure forse, nella realtà, non è attualmente in dotazione di un soldato...

). E questo è decisamente assurdo nel caso (come il presente) in cui l'oggetto in questione sia ornato con un cercine e un cimiero che su un elmetto non avrebbero motivo di esistere e che sono testimonianze figurative di un preciso modo (del passato

) di concepire e rappresentare uno stemma. Insomma... alla fine leggo in questa arma una certa "incoerenza araldica".
Non entro poi nella questione di quel sub... Personalmente non mi piace (neanche un pò

) ma sono dell'idea che nello scudo araldico - fatte salve le regole del buon gusto e un minimo di oggettivo valore artistico - si possa rappresentare davvero quello che si vuole, tanto più se quanto rappresentato è espressivo del titolare dello stemma.
