Grazie a te caro Ferrante, perchè proponi sempre composizioni simboliche molto ricche e comunicative!
Effettivamente forti sono le corrispondenze tra le due immagini, non solo a livello delle figure usate ma anche per quanto concerne il profondo messaggio comunicato (o almeno quello che ragionevolmente possiamo presupporre sia il messaggio comunicato...

).
Magari sono diversi i punti di partenza... Lo stemma episcopale partiva dalla contemplazione di una pacifica scena isaiana: la felice convivenza di deboli e forti (lupo e agnello o quello che siano quegli animali rappresentati), e la scomparsa di ogni scontro bellico (la spada trasformata in aratro = grano). Il sigillo presenta ad un primo impatto una immagine più dura, "battagliera": la spada c'è e resta pronta a recidere qualunque ramo si dimostri infruttuoso. Una spada comunque di valore diverso: si tratta della spada della buona battaglia, la "spada dello Spirito" di cui parla l'Apostolo (Ef 6,17) e non il simbolo delle lotte distruttive degli uomini.
Ma il messaggio di fondo sembra essere lo stesso: la comunione acclesiale, che si realizza nella fede per mezzo della Croce del Cristo (centrale in entrambe le composizioni!), è il bene più prezioso. Quella è la vera pace (richiamata tanto dalle lettere del rebus che dall'ulivo del sigillo) che, al di là della debolezza e degli errori umani, nessuno potrà mai togliere al credente.
Poche figure messe una accanto all'altra possono avere davvero una grande forza comunicativa. E' il bello dell'araldica e delle arti e scienze ad essa affini e collegate!
Grazie ancora!
