Origine del termine "Crest"

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Origine del termine "Crest"

Messaggioda cassinelli » lunedì 23 luglio 2007, 22:07

Cari Amici,

qual è l'esatta origine della parola "Crest"? Grazie!

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Alessio Cassinelli Lavezzo
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Messaggioda Tilius » lunedì 23 luglio 2007, 22:28

In lingua Inglese, "crest" (letteralmente cresta, intesa di montagna, di onda, di gallina, esattamente come in Italiano) significa anche elmo, cimiero, ovvero, in senso lato, scudo araldico, da cui per estensione di questo (sotto)significato araldico si è passati a denominare "crest" questi scudetti di legno con sovrammessa insegna di ordini cavallereschi (oggettini di gusto peraltro abbastanza discutibile... :roll: e questo limitandosi a un delicato eufemismo).
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Messaggioda micniosi » martedì 24 luglio 2007, 0:35

Il termine "crest" è sicuramente di origine anglosassone, originariamente rappresentava gli stemmi delle varie Casate Nobiliari. Col passare del tempo, ma in particolare dopo l'avvento a bordo delle navi militari dei cannoni a retrocarica, è divenuto consueto l'uso, da parte dei Comandanti di identificare la nave con lo "scudo" araldico della propria Casata, durante il loro periodo di comando.
Così lo "scudo araldico" racchiuso in un tondo di pari dimensioni del calibro del cannone, diventava il "tappo di volata".
Questo "tappo di volata", montato su uno scudo in legno, era un "gadget" di scambio ad uso esclusivo del Comandante. Ma agli inizi del secolo scorso, il "tappo di volata" muta di stile ed allo scudo araldico del Comandante, si preferiva istituzionalizzare il nome della nave ed al limite, un anonimo simbolo. Continua così la tradizione del "crest".
Oggi quel "tappo di volata" resiste e persiste nonostante i cannoni.

Cordiali Saluti
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Messaggioda cassinelli » mercoledì 25 luglio 2007, 22:57

Ringrazio entrambi per le interessanti risposte!

Cordialità.
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Messaggioda Lord Acton » domenica 12 agosto 2007, 23:54

micniosi ha scritto:Oggi quel "tappo di volata" resiste e persiste nonostante i cannoni.

E, infatti, mentre i reparti delle altre Forze Armate fanno crest policromi e di svariate fatture per i crest delle navi si continua a prediligere la forma tonda e il color bronzo.

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Messaggioda alfabravo » lunedì 13 agosto 2007, 7:21

Vi trascrivo la storia dei Crest tratta da un articolo dell'Ammitaglio Gino Galuppini pubblicato su un fascicolo della rivista Yacht Digest, risalente alla fine degli scorsi anni Ottanta

"La tradizione dei "Crest" nella Marina italiana non è molto antica e si può datare intorno all'anno 1960.
Prima della seconda guerra mondiale, durante tale guerra e per oltre un decennio dopo la sua cessazione, non se ne conosceva l'uso.
Le navi e gli enti, a quell'epoca, avevano invece una propria medaglia che era offerta ai visitatori e alle signore invitate alle feste a bordo; in questo caso la medaglia era ornata con un nastrino azzurro col nome della nave mentre, ornata da un fiore in oro, era donata agli ufficiali al termine del periodo d'imbarco.
Viceversa, nella Marina britannica e statunitense il Crest era diffuso da molti anni, quando nella Marina italiana non si conosceva.
Certamente è entrato nell'uso in seguito ai contatti con tali Marine, suIle cui navi i Crest adornavano le pareti dei quadrati ufficiali.
Tuttavia la remota origine del Crest nella Marina italiana si può far risalire alla Circolare N. 419 - datata Torino, 2 febbraio 1865, quando la città era ancora la capitale del Regno - che riguardava l'istituzione dei "tappi di volata".
Tale circolare stabiliva che: "Ogni nave abbia per dotazione fissa un numero di difense di legno per cannoni, eguale a quello delle bocche da fuoco della batteria scoverta, e che queste difense siano costruite giusta il modello ... che verrà approvato dal Ministero".
Si parlava dunque di tappi di legno, ma non di ornamenti da apporvi sopra.
Nel 1865 la flotta italiana era ancora composta prevalentemente di navi con cannoni in batteria, e solo l' "Affondatore" aveva due cannoni da 254 mm in due torri, una a prora e una a poppa.
Fu solo dopo l'adozione dei cannoni in torre sulle corazzate "Italia" e "Lepanto" del 1880-82 che i tappi di volata, da semplici coni di legno, si trasformarono in oggetti più elaborati, sulla cui superficie esterna si metteva un medaglione di bronzo con uno stemma più o meno attinente al nome della nave.
La costruzione delle navi in ferro aveva portato come conseguenza che anche le bitte fossero in ferro, e che fossero normalmente chiuse superiormente da un tappo circolare di ottone o di bronzo, ornato con lo stemma della nave.
Oltre che sui tappi di volata e sui coperchi delle bitte, lo stemma della nave era riportato sui "medaglioni" applicati sui due lati della prora delle imbarcazioni appartenenti alla nave.
Probabilmente, agli inizi, tali stemmi erano applicati secondo le semplici direttive del comandante della nave; ma in epoche successive la loro forma e dimensione fu regolamentata dalla Direzione Generale delle Costruzioni Navali e Meccaniche del Ministero della Marina, con la pubblicazione "Norme riguardanti Emblemi, Distintivi e nomi da applicare sulle Regie Navi", che disponeva:

IMBARCAZIONI, BITTE, TAPPI DI VOLATA DEI CANNONI

a) di corazzate e incrociatori che abbiano un nome che si riferisca a uno stemma araldico: stemma araldico del nome.

b) di tutte le altre unità: fregio marino di 1a , 2a e 3a grandezza.

Nota - Lo stemma araldico ed il fregio marino delle imbarcazioni sarà sistemato sui fianchi della prora.

Da notare che gli stemmi per le imbarcazioni erano applicati solo a quelle della nave, vale a dire lance a remi, pirobarche, diesel-barche, motobarche, motoscafi dei comandanti, ma non sui motoscafi degli ammiragli, per i quali era prescritto un fregio costituito da un'insegna ammiraglio, cioè da una bandiera azzurra con il numero di stelle gialle competente per il grado rivestito.
Per tutta la durata della seconda guerra mondiale e per il decennio successivo queste norme furono osservate; ma nessuno pensò ai crest che, come già detto, erano da tempo in uso nelle marine britannica e statunitense.
Chi introdusse, come fu introdotto e come si sia diffuso questo genere di "ricordo navale" non è facile a determinarsi. L'Autore di questa nota ricorda che negli anni 1957-58, quando era destinato all'Arsenale di Taranto, gli furono espresse le prime richieste da parte di Comandanti per ottenere la costruzione di crest per le loro navi.
Come per le medaglie, anche per la realizzazione dei crest non esistono norme ufficiali, quindi figure, iscrizioni e fregi che li ornano sono frutto della fantasia dell'artista che viene incaricato di disegnarle.
I più antichi esemplari erano semplici fusioni in bronzo, costituite da un medaglione sul cui contorno correva una fascia con la scritta del nome della nave, e nel cui centro si trovava un simbolo più o meno attinente al nome della nave o alla sua attività.
Vi sono state poi fusioni di alluminio colorato e infine, in epoche molto recenti, delle vere e proprie composizioni, accompagnate da targhette con il numero delle stelle, e talora la firma dell'ammiraglio cui si riferiscono (Capo di Stato Maggiore, Comandante di Dipartimento ecc.) Quelli propri delle navi, a quanto risulta allo scrivente, non sono fregiati di queste "appendici".
La diffusione dei crest è stata generalizzata: oltre alle navi, li hanno adottati enti a terra come Accademia Navale, Arsenali, Comandi di Dipartimento, Comandi Marina, Ente Circoli, Circoli delle varie sedi, Direzioni di Commissariato, Centri di addestramento, Capitanerie di Porto, fino a enti civili assortiti.
Mentre esistono collezioni più o meno complete delle medaglie delle navi, preziose perché prevalentemente costituite da medaglie d'oro, non risulta che esistano raccolte ufficiali dei crest finora costruiti, i quali rimangono semplicemente una "tappezzeria" per decorare pareti di abitazioni, circoli e uffici".

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Messaggioda Lord Acton » lunedì 13 agosto 2007, 10:22

L'ammiraglio Galuppini non finisce mai di stupirmi con la sua cultura e con la sintetica precisione di ciò che scrive.

Lord Acton
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Messaggioda Elmar Lang » giovedì 23 agosto 2007, 15:21

Salve,

per discutere dei crests, crdo che qualche nostro collega ben ferrato in araldica possa darci ogni delucidazione.

Nel mio piccolo, ricordo che nella biblioteca di mio papà c'era un'opera inglese in due volumi, di fine '800, il cui titolo era "Fairbairn's Book of Crests". In quell'opera erano trattati tutti i cimieri posti al di sopra degli stemmi di famiglie nobili del Regno Unito.

Penso che il termine "Crest" che noi usiamo per definire uno stemma intero (tipo quelli dei nostri reparti militari, montati su scudo in legno), sia un po' inesatto.

Gli inglesi, da tanti anni producono gli stemmi dei reparti montati su scudo (ligneo e non) e so che loro li chiamano "Heraldic Shields".

A presto,

Elmar Lang
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