Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
http://www.luceraweb.net/Giornale.asp?ID=11793 ha scritto:Nell’occasione di una visita di cortesia al suo predecessore Francesco Zerrillo, il vescovo eletto della diocesi Lucera-Troia Monsignor Domenico Cornacchia nella giornata di ieri ha visitato la sua futura dimora del Palazzo Vescovile di Piazza Duomo. L’incontro tra i due prelati, molto cordiale e già ricco di scambi di opinioni e informazioni, è stato anche il momento per la presentazione dello stemma del nuovo pastore con il relativo motto Servire Domino in Laetitia (Servire il Signore con gioia) già indicativo dell’approccio di Cornacchia verso il suo imminente episcopato.
Si tratta di uno scudo gotico dall’impostazione classica e usato spesso nell'araldica ecclesiastica, con una croce in oro, quattro piccoli lobi lanceolati all'inserzione dell'asta con il traverso per indicare i raggi e gemmata con cinque pietre rosse a simboleggiare le piaghe di Cristo. Lo scudo, tripartito, presenta al centro un pellicano con la sua pietà al naturale, sanguinoso di rosso, alla destra una stella del campo e a sinistra una fiamma.
http://www.luceraweb.net/Giornale.asp?ID=11794 ha scritto: Descrizione dettagliata dello Stemma Episcopale
Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Vescovo è tradizionalmente composto da:
- Uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all'ambiente di vita, o ad altro;
- Una croce astile ad un braccio traverso, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;
- Un cappello prelatizio (galera), con cordoni a dodici fiocchi, pendenti, sei per ciascun lato (ordinati, dall'alto in basso, in 1.2.3.), il tutto di colore verde;
- Un cartiglio inferiore recante il motto scritto abitualmente in nero.
Nel nostro caso si è scelto uno scudo di foggia gotica, classico e frequentemente usato nell'araldica ecclesiastica, e una croce in oro, con quattro piccoli lobi lanceolati all'inserzione dell'asta con il traverso per indicare i raggi e gemmata con cinque pietre rosse a simboleggiare le piaghe di Cristo.
Descrizione araldica (blasonatura) dello scudo del Vescovo Cornacchia
D'oro, calzato ritondato di rosso: nel 1° al pellicano con la sua pietà al naturale, sanguinoso di rosso; nel 2° alla stella (7) del campo, a destra, e alla fiamma dello stesso, a sinistra.
Interpretazione
Il rosso è il colore dell'amore, della carità e del sangue: un amore così forte da indurre il Padre ad inviare il Figlio, che versa il Suo sangue per l'umanità tutta. Questo concetto viene ripreso dal pellicano, che - in assenza di cibo - nutre i suoi figli con il proprio sangue. Il Pie pelicane, simbolo cristologico usato dagli antichi e spesso richiamato nelle composizioni medievali, è citato da San Tommaso d'Aquino nel celebre inno Adoro Te devote: «Pie Pelicane, Iesu Domine, me immundum munda Tuo sanguine»
L'oro, metallo più nobile, simboleggia la prima virtù, la Fede: infatti, è grazie alla Fede che possiamo comprendere il messaggio d'amore estremo del pellicano, del Cristo. Inoltre, la scelta degli "smalti" rosso e oro esprime un segno di filiale devozione al santo padre Benedetto XVI, che ha chiamato Don Domenico a far parte del Collegio dei Successori degli Apostoli: tali smalti, infatti, caratterizzano anche lo stemma del Papa.
La stella, classico simbolo mariano, simboleggia l'Assunta, a cui sono dedicate le Cattedrali di Altamura, diocesi di origine di Mons. Cornacchia, di Lucera-Troia. Alla materna protezione di Maria Assunta, il nuovo Vescovo affida il suo ministero.
Lo Spirito Santo, infine, è rappresentato nella forma pentecostale della fiamma.
Il motto:
SERVIRE DOMINO IN LAETITIA
Le parole scelte da Mons. Cornacchia per il suo motto episcopale sono tratte dal libro dei salmi (cf. Sal 100,2) ed esprimono la sintesi del programma pastorale su cui si articolerà il suo ministero episcopale: accompagnare quotidianamente il servizio al Signore con il sentimento della letizia e del gaudio, così come proposto da San Bernardo di Chiaravalle ai giovani che abbracciano la vita monastica: «Non onus est, sed honor, servire Domino in laetitia» (Epistola CDXII), «Non è un peso, ma un onore servire il Signore in letizia».



Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:la cosa che più mi ha incuriosito considte nella particolare partizione dello scudo: un "calzato ritondato" che sinceramente poco mi convince dal punto di vista della blasonatura.
si arriva in cielo
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Il dubbio da me espresso sul blasone dello stemma episcopale segnalato dal gentile Paolo, nasce dal fatto che ho sempre considerato "calzato ritondato" quel "calzato" che in luogo delle linee rette di partizione ha due linee curve (esattamente come se capovolgessimo l'attuale stemma pontificio). Nel caso in questione, invece, mi sembra di scorgere nel disegno due linee di partizione, la prima ad "S" rovesciata e la seconda ad "S" diritta.
Osserva gentilmente lo stemma e dimmi sevado errando....
Ferrante
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:(...) Piuttosto, il blasone dato contiene un'imperfezione ben più notevole...
...osserva gentilmente lo stemma e dimmi se vadoerrando a mia volta...



Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:è evidente, infatti, l'errore commesso nella blasonatura "ufficiale" relativamente alla numerazione delle partizioni del "calzato ritondato" o "calzato ricurvo" in questione che, a rigor di logica, dovrà effettuarsi sempre da sinistra verso destra.
...nonsolo...
...qual è la parte principale del campo?![]()
Rimango, tuttavia, scetticosull'effettiva forma delle linee divisorie...
si arriva in cielo
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:...se togli l'altalenanza fra campo principale e pezze riscrivendo il blasone secondo una sequenza omogenea, funzionerà...![]()

si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e il 2° dov'è?

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Nel "calzato" come nel "calzato ritondato", così come accennato prima, la numerazione delle partizioni dovrebbe seguire il senso di lettura da sinistra verso destra.
In virtù di ciò, dunque, il 2° dovrebbe coincidere con il "campo" che, menzionato per primo, si omette dalla numerzione successiva.
E' così?
...e perchè dovrebbe essere così!?![]()
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Ferrante
P.S.: E' mai possibileche nessun buon samaritano circoli da queste parti....per prestare soccorso ad un povero abitante di Gerusalemme!!!????
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