Lo stemma di S.E. Mons. Tobia Patroni

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 luglio 2007, 21:17

antonio p. v. g. ha scritto:Grazie, frate, delle tue ottime spiegazioni!
Quella barba è davvero benedetta! :)

:wink:

Permettimi di chiederti ancora una cosa. Spero non sia una domanda sciocca quella che ti pongo ora :oops: ,

...faccio finta di :roll: non aver letto nulla... :wink:

ma non posso fare a meno di presentartela. Se dovessi imbattermi in un cielo araldico in una gradazione dell'arancio - colore che se non sbaglio è rarissimo e anche entrato piuttosto di recente in araldica - come dovrei blasonare un simile smalto? Di cielo aranciato? :shock: O più semplicemente d'arancio? 8) :wink:


Quando osservi una bibita, la definisci col suo nome o col suo colore? 8)

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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 13 luglio 2007, 21:21

Se si tratta di un'aranciata le cose quasi coincidono! :lol:

Ad ogni modo se ho ben capito dove mi vuoi condurre, allora anche nel caso di un cielo in tonalità aranciate dovrò parlare di cielo!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 luglio 2007, 21:26

...non :P solo! Rileggi con attenzione qui, specie le parole scritte in... aranciato scuro! :lol: :wink:
il barbuto (barboso!) fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Esistono cieli araldici realizzati in tonalità di un celeste brillantissimo, o nelle diverse gradazioni dell'arancio (per i rarissimi cieli mattutini o serotini), in ambo i casi :wink: tutt'altro che sbiaditi.

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Messaggioda Aesculapius » venerdì 13 luglio 2007, 21:29

Cari amici,
leggo solo ora l'interessantissimo post a cui avrei parteipato con piacere in corso d'opera.
Vorrei ricordare, a mo' di tiratore texano e cioe' solo dopo aver avuto conferma, che in genere nelle scienze documentarie vale la regola della "lectio difficilior" e cioe' presi due manufattim due scritti, due artefatti grafici che si somigliano o che si rimandano l'un l'altro è di norma considerato originale quello "piu' complesso" nel senso di "piu' ricco di elementi" perche' si immagina che con il tempo, con la copia servile o solo per dimenticanza dell'artefice che ne trae spunto, alcuni elementi vadano dimenticati. E' questo caso ne è la conferma laddove il manufatto marmoreo "perde" un pezzo che per l'artista era poco importante ma per l'araldista lo è... e molto...!!!
Per quanto riguarda il campo di cielo a sentire qualche studioso di araldica dovrebbe graficamente richiamare un cielo (tipo con nuvole o come chiaro sfondo paesaggistico) ed essere ricoperto di piccole "C"...
Ignoro se tale possibilità grafica fosse nota gia' nel passato.

Saluti
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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 13 luglio 2007, 21:33

Cielo mattutino o cielo serotino...
Quindi dovrei blasonare con questi termini. :)

Direi che sono molto poetici! In barba (per rimanere in tema :wink: ) a chi sostiene che blasonare sia arido e noioso! :lol:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 luglio 2007, 21:34

Aesculapius ha scritto:Cari amici, leggo solo ora l'interessantissimo post a cui avrei parteipato con piacere in corso d'opera.

...e difatti lo stai facendo, carissimo! :wink:

Vorrei ricordare, a mo' di tiratore texano e cioe' solo dopo aver avuto conferma, che in genere nelle scienze documentarie vale la regola della "lectio difficilior" e cioe' presi due manufattim due scritti, due artefatti grafici che si somigliano o che si rimandano l'un l'altro è di norma considerato originale quello "piu' complesso" nel senso di "piu' ricco di elementi" perche' si immagina che con il tempo, con la copia servile o solo per dimenticanza dell'artefice che ne trae spunto, alcuni elementi vadano dimenticati.

Giusto.

E' questo caso ne è la conferma laddove il manufatto marmoreo "perde" un pezzo che per l'artista era poco importante ma per l'araldista lo è... e molto...!!!

Se ti riferisci alla linea di partizione, è ininfluente anche per il buon araldista... :wink: 8)

Per quanto riguarda il campo di cielo a sentire qualche studioso di araldica dovrebbe graficamente richiamare un cielo (tipo con nuvole o come chiaro sfondo paesaggistico)

...di solito...

ed essere ricoperto di piccole "C"...

...in caso di tratteggio, alcuni teorizzano ciò...

Ignoro se tale possibilità grafica fosse nota gia' nel passato.
Saluti


É teoria nata in tempi vicini a noi.

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Messaggioda Aesculapius » venerdì 13 luglio 2007, 21:36

Caro Frate,
la linea di partizione è ininfluente per il buon araldista ? :shock:

Urge spiegazione per imbarazzato neofita!

Attendo
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 luglio 2007, 21:39

...per distinguere due labbra su un volto, hai bisogno di vederne delineati i bordi? :wink:

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Messaggioda Aesculapius » venerdì 13 luglio 2007, 21:42

Frate,
credo che il rigore tecnico e metodologico sia necessario: non sarebbe di per sè nemmeno necessario uno scudo "sensu sctrictiori" per avere uno stemma eppure senza quella delineazione netta possiamo addirittura traslare verso qualcos'altro !

Non pensa?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 13 luglio 2007, 21:49

Caro Antonio, ogni quadro ha bisogno della propria cornice, se è questo il discorso...

...ma dentro il quadro una figura la distingui sia se è resa delineandone il contorno, sia se l'autore ha seguito il metodo divisionista.

A meno che... 8)

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Messaggioda Aesculapius » venerdì 13 luglio 2007, 21:57

Caro Fra' Eusanio,
secondo me non è questo il punto del discorso: le partizione hanno un valore e non se ne puo' fare a meno, cosi' come della cornice: immagini come nel caso in questione, se avessimo uno stemma partito con lo stesso colore di fondo e diversi elementi (originariamente appartenenti ad esempio a due stemmi differenti poi fusi in un solo stemma) come farebbe a dire che si tratta di uno stemma partito o di uno stemma senza partizioni di sorta su cui "galleggiano" elementi vari ?

Credo che le regole siano fatte per essere rispettate... almeno in araldica :wink:

Saluti
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 luglio 2007, 10:05

Aesculapius ha scritto:Caro Fra' Eusanio, secondo me non è questo il punto del discorso: le partizione hanno un valore e non se ne puo' fare a meno, cosi' come della cornice:

Certo.
La partizioni hanno un valore, che prescinde dalle linee! A meno che...


immagini come nel caso in questione, se avessimo uno stemma partito con lo stesso colore di fondo e diversi elementi (originariamente appartenenti ad esempio a due stemmi differenti poi fusi in un solo stemma) come farebbe a dire che si tratta di uno stemma partito o di uno stemma senza partizioni di sorta su cui "galleggiano" elementi vari ?

Prendi come esempio lo stemma modellato a bassorilievo che ha dato inizio a questo topic.
La posizione stessa delle figure, simmetriche rispetto a due assi verticali paralleli fra loro e non rispetto all'asse verticale mediano dello scudo, già da sola fa intuire che lo stemma è partito...
...senza bisogno di vedere fisicamente realizzata la linea del partito!


Credo che le regole siano fatte per essere rispettate... almeno in araldica :wink:

Un tempo avevi saputo ascendere al rango di bone discipule...
...adesso sei tornato a credere nelle regole araldiche?! :shock:


Saluti


...il vecchio frate però sa che, in certi casi, anche su manufatti scolpiti ed acromi può dover essere necessario evidenziare le linee di partizione...

...te lo suggerivo ripetendo fino alla :roll: noia l'a meno che...

Quali possono essere codesti casi, caro Antonio?

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Messaggioda Aesculapius » sabato 14 luglio 2007, 18:16

A MENO CHE...

non siano stemmi matrimoniali o comunque sorti dalla fusione di stemmi pre-esistenti... :roll:

un amico di Esculapius 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 luglio 2007, 15:06

Aesculapius ha scritto:A MENO CHE...
non siano stemmi matrimoniali o comunque sorti dalla fusione di stemmi pre-esistenti... :roll:
un amico di Esculapius 8)


Caro Antonio,
quando vedi il tuo 8) amico digli che la "risposta" è assai meno contorta e complicata... :wink:

...ricominciamo: in stemmi acromi e modellati a basso- o altorilievo non occorre affatto delineare le linee di partizione, a meno che...

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