Confidando che, gira e rigira, prima o poi

ti ritorni la favella e

ti si sciolga l'eloquio, vado a mantenere la parola data:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...(omissis)...Ho posto in evidenza il termine "rotto", giacché mi riservo di dargli l'esatto corrispettivo nella nostra terminologia.
Bene

vale
La nostra terminologia blasonica usa, per lo
scaglione, i seguenti aggettivi:
-
brisato o
spezzato,
"quando è rotto e diviso al vertice" (
Crollalanza, Enciclopedia araldico-cavalleresca, ad vocem "scaglione"), cioè insomma quando ha il vertice fesso e non acuminato;
-
mancante, quando lo è in uno dei bracci, che va blasonato;
-
rotto, quando lo è in più punti ed in maniera scomposta e imblasonabile.
E basta. Ciò riflette la limitatezza di modificazioni che la nostra araldica applica a tale pezza, e difatti in Italia uno
scaglione come quello proposto dal tuo libro... non l'ho visto mai!
Di sicuro, esso è
spezzato, ma ha anche
la punta rialzata... e meglio di
"Uno scaglione spezzato e con la punta rialzata" non mi riesce di blasonarlo.
Bene

vale