da San Marco » domenica 1 luglio 2007, 14:18
Carnevale. Linea di Stilo
genealogia parziale, stralci e appunti
(estinta)
Il cognome deriva dal predicato nominale Carnelevario, forma volgare del latino Carnelevarius, presente nel Catanzarese fin dal 1226. Il processo di cognominizzaziòne terminerà nel ‘600 nella forma moderna Carnevale che, a sua volta, tramutandosi sotto gli influssi dialettali calabresi del ‘700, originerà localmente la forma corrotta Carnovale, tuttora presente in Calabria.
Antica famiglia ricordata da Vito Capialbi fra le «più doviziose illustri, e rinomate della Calabria» e menzionata nel registro di Federico II dove si numerano i Baroni incaricati di custodire gli ostaggi Lombardi fatti portare al Sud dall’imperatore. Capialbi inoltre scrive che «La città di Stilo sarà sempre grata ai beneficii di questa famiglia, la quale, e col danajo, e collo studio, e col sangue difese unquemai la patria libertà, ed il suo Regio Demanio avverso le strane pretese, ed acerrime vessazioni usatele da Luise, e Gio. Francesco Conclubet, e dai loro aderenti, e partegiani». Franz von Lobstein riporta che i Carnevale di Stilo ebbero dalla regina Giovanna I l’ambitissimo privilegio del godimento della Regia Familiarità. Mario Pellicano Castagna elenca la famiglia fra quelle appartenenti al Seggio dei Nobili di Stilo fin dal secolo XVI. Gabriele Barrio annota: «Familia Carnevalius habet baronatum Styli oppidi». L’appartenenza della famiglia alla nobiltà civica è illustrata dal possedimento dei suffeudi Grillo o Sanfili in territorio di Stilo, presso Stignano, dall’aver ricoperto i suoi componenti più volte la carica di Sindaco dei Nobili e dagli incarichi di alta responsabilità loro assegnati dal Parlamento cittadino, dal godimento di giuspatronato nella Cappella del Sangue di Cristo nella Parrocchia di S. Biagio nel Borgo Maggiore di Gerace ed infine dalla presenza in famiglia di un vescovo. I rappresentanti della famiglia furono stimati amici ed alleati del filosofo Tommaso Campanella, assumendo un ruolo importante in sua difesa nelle vicende giudiziarie che lo videro coinvolto a cavallo dei secoli XVI e XVII. Trasfusa in Stilo nella famiglia Crea e in Monteleone nella Capialbi, ora estinta.
Nicolaus (in Stilo e Napoli intorno al 1343-8).Aceti: «Roberto Regi acceptissimus et a Regina Joanna Ciambellanus renuntiatus, ut ex inscriptione quae extat in Ecclesia SS. Annuntiationis». Lobstein: «Nicola Carnelevario fù fidelis, et familiaris del Rè Roberto, e del suo figliuolo Carlo Duca di Calabria, e per la grazia presso loro acquistata venne creato Podestà della Terra di Santa Croce: e quindi dalla Regina Giovanna suo Ciambellano, e famigliare».
Arma: ? (attribuita: Troncato, nel primo d’oro a tre fasce di rosso, nel secondo d’azzurro al cane passante al naturale sormontato da tre stelle (8) d’argento).
Il sito sul quale ho trovato tali notizie cita come fonti:
M. Pellicano Castagna, “Araldica moderna della Locride”, in Scritti storico-nobiliari, Frama Sud, Ciaravalle Centrale, Catanzaro 1984.
F. von Lobstein, Settecento calabrese ed altri scritti, Vol. III, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1990.
T. Aceti, In Gabrielis Barrii francicani De Antiquitate et situ Calabriae Libros Quinque Prolegomena, Additiones, et Notae. Roma 1737.