Conte, a chi?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 22 marzo 2007, 16:02

:wink:

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Messaggioda Qohelet » venerdì 29 giugno 2007, 2:04

Cari amici,
piemontese anch' io, pur se mezzo lombardo (sto sul lago Maggiore, ma vivo ormai a Milano), confermo assolutamente che "sciur Cunt" era sia il conte propriamente detto, ad esempio il conte Della Porta di Suno, ma anche il Signore o Cosignore (se ci fermiamo allo stretto diritto araldico, difficilmente recepito dai vignaioli novaresi, il concetto che feudalmente egli fosse irrilevante non raccoglieva grande successo) che conducesse vita contraddistinta dal more nobilium. Mio nonno era Signore di un nonnulla che contava, forse, trent' anime e un numero assai più ragguardevole di quadrupedi, ma siccome aveva una Fiat 520 sei cilindri blu (berlina tre luci, tendine di seta ai finestrini e sedili in broccato...da non credere, nel 1928), una parvenza di castelletto e la panca in prima fila in chiesa con lo stemma inciso nel rovere "l' era el sciur Cunt de san Giorgio" e tutti si toglievano il cappello al suo passaggio. Nel 1946, siccome essere "il sciur Cunt" voleva dire anche aver responsabilità dei propri contadini, vendette fino all' ultima posata di casa per rimettere in piedi le stalle del paese, il tetto della chiesa di San Giorgio ma soprattutto il Circolo, che diamine! Che bello che oggi l' araldica sia una scienza, ma che meraviglia che una volta sia stato il sottile equilibrio che resse l' Europa per qualche secolo, con maggior equità e maggior condivisione di responsabilità di quanto la cultura postgiacobina ci abbiano insegnato a credere. Cerea

Andrea Boezio
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Messaggioda Antesterione » sabato 30 giugno 2007, 3:15

Voglia gradire un cordiale benvenuto in questo bel forum, che offre sempre continua e preziosissima occasione di confronto e di apprendimento reciproco. Nelle informazioni, nelle competenze reciproche ed anche (e conseguentemente, aggiungerei), come in questo caso, nel confronto sul piano delle proprie esperienze e del proprio vissuto.

Cordialità,

Andrea
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Messaggioda L.de Bellis » sabato 30 giugno 2007, 7:00

Nel porgere un benvenuto al Gent.mo Andrea,

ho raccolto piacevolmente il suo bellissimo racconto perchè evoca in me un nomignolo del mio paese: il Contino.

Egli era un nobile vero, sua madre era figlia dei Conti..., il Popolino sapendo che Conte non fosse ,lo chiamava in forma riduttiva il Contino anche perchè poi divento il Podestà del Paese...ma questa è un altra Storia...

Nel mio territorio il titolo di Conte da secoli lo ha sempre portato un personaggio che il solo nome incuteva terrore: Il Conte di Conversano.

Rinasce sulle vestigia di Norba, intorno al V secolo, una borgata chiamata: Casale Cupersanem, e grazie alla discesa dei normanni, intorno all’XI secolo, Goffredo d’Altavilla comes Cupersani, ne fece il centro di quella contea che si estenderà da Castellana a Polignano a Mare sino alle porte di Brindisi ,Lecce e Nardò.

Da questa datazione (1054 circa), e per i 4 secoli a segiure, si avvicendarono diversi blasoni: dagli Altavilla ai Bassavilla i Brienne , i d’Enghien , i Lussemburgo, che contribuirono anche all’ampliamento del castello. Siamo intorno al 1422 e la contea passò agli Orsini, poi a Giovanni Antonio Orsini del Balzo (Principe di Taranto e duca di Bari) che, nel 1455, la dette in dote alla figlia Caterina andata in sposa a Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona duca d’Atri e conte di Teramo. Inizia così il susseguirsi dei Conti aragonesi in Conversano (19 in 4 secoli ), tra un distinguo di eroismi e tresche amorose, fino a giungere a Girolamo II D’Aragona, VII duca di Nardò, conte di Castellana e XXXII conte di Conversano, più comunemente conosciuto come “Guercio delle Puglie”, croce e delizia della contea (vedi jus primae noctis, da cui il nomignolo dei conversanesi: figli del conte). Costellato da molte leggende, il “Guercio”, uomo colto e crudele tenne in “scacco” la contea per circa 40 anni ( 1626 – 1645).

Ho reso la nota storica certo del vostro gradimento.

Lorenzo Longo de Bellis
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Messaggioda Gian » domenica 1 luglio 2007, 20:05

Qohelet ha scritto:Cari amici,
piemontese anch' io, pur se mezzo lombardo (sto sul lago Maggiore, ma vivo ormai a Milano), confermo assolutamente che "sciur Cunt" era sia il conte propriamente detto, ad esempio il conte Della Porta di Suno, ma anche il Signore o Cosignore (se ci fermiamo allo stretto diritto araldico, difficilmente recepito dai vignaioli novaresi, il concetto che feudalmente egli fosse irrilevante non raccoglieva grande successo) che conducesse vita contraddistinta dal more nobilium. Mio nonno era Signore di un nonnulla che contava, forse, trent' anime e un numero assai più ragguardevole di quadrupedi, ma siccome aveva una Fiat 520 sei cilindri blu (berlina tre luci, tendine di seta ai finestrini e sedili in broccato...da non credere, nel 1928), una parvenza di castelletto e la panca in prima fila in chiesa con lo stemma inciso nel rovere "l' era el sciur Cunt de san Giorgio" e tutti si toglievano il cappello al suo passaggio. Nel 1946, siccome essere "il sciur Cunt" voleva dire anche aver responsabilità dei propri contadini, vendette fino all' ultima posata di casa per rimettere in piedi le stalle del paese, il tetto della chiesa di San Giorgio ma soprattutto il Circolo, che diamine! Che bello che oggi l' araldica sia una scienza, ma che meraviglia che una volta sia stato il sottile equilibrio che resse l' Europa per qualche secolo, con maggior equità e maggior condivisione di responsabilità di quanto la cultura postgiacobina ci abbiano insegnato a credere. Cerea

Andrea Boezio

Colgo l'occasione per darLe il benvenuto esprimendo anche la mia simpatia per la bella storia da Lei narrataci...
Gian
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Messaggioda Qohelet » domenica 1 luglio 2007, 20:39

Gentiluomini,
ero certo di trovarmi in un salotto di amici, me ne date conferma con la Vostra amabilità nell' accogliermi. Certo che, pur con l' umilità di colui che è arrivato domani, possiamo tutti assieme crescere, Vi ringrazio per i cenni di saluto e benaugurio, che naturalmente contraccambio chinando il capo

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