Reliquie dei Santi Martiri

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda malgoth » giovedì 28 giugno 2007, 23:15

Scusa l'ignoranza...
Ma vi erano, immagino, fylacterium non autentici...giusto?

Ciao,

Cris
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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 29 giugno 2007, 0:53

Sicuramente, vista la grande diffusione dei fylacteria, qualche reliquia in essi contenuta sarà stata di incerta provenienza... D'altra parte in diversi racconti di epoca merovingia e carolingia ci sono episodi relativi ai miracoli compiuti da questi reliquiari indossati o portati con sé. Queste storie anche se più frequenti tra il VII e il IX secolo, proseguirono anche dopo il 1000. Certo non è sempre facile definire in simili racconti il confine tra realtà e pura immaginazione. Resta il fatto che la gente era convinta di poter vincere, con l'aver addosso una reliquia, il pericolo e le avversità: era certa che i poteri del santo fossero in quel minuscolo resto mortale da portare al collo. Nel Medioevo, anche grazie ai fylacteria, il culto delle reliquie raggiunse il proprio apogeo, tanto che per proteggere le città o fare miracoli, si invocavano i santi più che Dio. Forse, al di là dell'auteticità o meno delle reliquie portate dalla gente, il vero problema erano simili abusi... Anche se non mancarono voci che si levarono al di fuori del coro di plauso generale durante il Medioevo. Tra questi Agobardo di Lione (+840), il quale si appellò ai Padri della Chiesa che già avevano criticato una ostentazione farisaica dell'uso dei reliquiari addosso (tra questi Giovanni Crisostomo e Girolamo), per ridimensionare anche ai suoi tempi l'abuso superstizioso dei fylacteria.
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Messaggioda malgoth » venerdì 29 giugno 2007, 12:32

A prescindere aver visto stamattina il mio errore notturno col plurale latino :cry: , ti ringrazio caro Antonio per la spiegazione semplice e puntuale.....

Cris
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Messaggioda Guido5 » venerdì 29 giugno 2007, 18:05

Caro Cris,
se scrivi in italiano non c'è alcun obbligo di coniugare nomi e aggettivi o di declinare i verbi latini... Pensa a quanti si sentono in dovere di scrivere "status quo" (invece di "[in] statu quo [ante]") facendo un'accoppiata nominativo-ablativo che non ha senso.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda malgoth » sabato 30 giugno 2007, 14:14

Caro Guido,
è vero non c'è obbligo, ma possiamo dire che forse sarebbe buon costume? :wink:
Per la mia crescita lo studio del latino come quello della matematica sono stati fondamentali.....mi hanno fatto comprendere l'importanza della logica....
Ergo....rispetto la nostra antica lingua con tutte le sue declinazioni :lol:
Un abbraccio,

Cris
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Messaggioda Luca Bracco » domenica 1 luglio 2007, 22:32

In merito alla Reliquia della Santa Croce mi permetto di ricordare che esistono anche le reliquie a contatto per cui non è escluso, anzi, che legni venissero appoggiati al Santo Legno per renderli sacri a loro volta.

Luca Bracco
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Messaggioda Aesculapius » domenica 1 luglio 2007, 22:36

A proposito di relique da portare seco: ho letto che il Caudillo portasse sempre con se le ossa dela mano di santa Caterina... c'e' qualcuno che puo' confermare o smentire tale notizia.

Grazie a quanti sapranno dirmi di piu'

Saluti
dott. Antonio Russo, MD
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Vorrei capir cos'è questo strano desio di saper oltre
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Messaggioda malgoth » martedì 3 luglio 2007, 10:58

Caro Luca,
credo che pur contando solamente le numerose reliquie della Santa Croce, escludendo quindi i legni divenuti sacri per contatto dovremmo avere un manufatto di enormi dimensioni.
Spero di sbagliarmi....

Ciao a tutti,

Cris
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Messaggioda giugo » lunedì 23 luglio 2007, 13:37

Da Wikipedia:
"nel 1870 Rohault de Fleury, nel suo libro Mémoire sur les instruments de la Passion (Memorie sugli strumenti della Passione), stese un catalogo di tutte le reliquie conosciute della Vera Croce, dimostrando che, al contrario di quanto affermato da altri autori, i frammenti della Croce, raccolti insieme, ammontano al volume di soli 0.004 metri cubici. Rohault calcolò: supponendo che la Croce fosse stata di legno di pino (in base alle sue analisi al microscopio dei campioni) e assegnandole un peso di circa settantacinque chilogrammi, possiamo calcolare il volume originale della croce essere 0.178 metri cubici. Resta quindi un volume di 0.174 metri cubici di legno ancora dispersi, distrutti o non conteggiati. In effetti non abbiamo informazioni credibili sulla struttura della croce, che di solito non era in un pezzo unico, ma costituita da un palo (fisso) e da un'asse (mobile) a volte costituita dal chiavistello di una porta; quindi il volume stimato da Rohault potrebbe essere errato. Questa incertezza deriva dal fatto che abbiamo un'idea insufficiente sulle dimensioni e volume degli strumenti per la crocefissione in epoca romana. In ogni caso 0.004 metri cubici, pari a un cubo di circa 16 cm di lato, oppure a un palo lungo un metro e del diametro di soli 7 cm circa, sono certamente molto meno del volume che la croce poteva avere.

La quantità di legno della croce presente nell'antichità impressionava comunque anche i credenti, e coloro che credevano all'autenticità della reliquia, e se ne davano diverse spiegazioni. Ad esempio Paolino invoca il miracolo della "reintegrazione delle croce": ovvero, per quanti pezzi e schegge se ne possano togliere, la Vera Croce resta sempre integra. ""

Certo che se tali credenze erano molto diffuse, si spiega facilmente come potè nascere un "mercato" di reliquie false senza che nessuno sospettasse di essere ingannato. Comunque, a mio parere, se proprio bisogna essere squilibrati è meglio aver troppa fede che troppo poca.

Cordialmente
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Messaggioda Tilius » lunedì 23 luglio 2007, 21:12

Tilius ha scritto:Mi sembra che qualcuno (ma non rammento davvero chi) in passato abbia fatto delle ricerche in merito, secondo le quali, sommando tutti i frammenti (spesso piccolissimi: schegge infinitesimali o al più stecchetti di pochi centimetri..) della "Vera Croce" sparsi per chiese e conventi nel mondo, si dovrebbe ottenere un volume complessivo ancora ampiamente inferiore a quello ragionevolmente presumibile per una croce da supplizio di età romana.
L'aspetto più inquietante è piuttosto dato dal fatto che i frammenti sono costituiti da legni di specie arboree diverse... :roll:


...(auto)citazione ( :mrgreen: )
Giusto per amor di verità, non ci si stancherà mai di ribadire che il luogo comune secondo cui "mettendo assieme tutti i pezzi della Vera Croce si otterebbe una quantità di legno spropositata, pari allo scafo di un'intera nave o ad altri altrettanto ameni termini di paragone" è una leggenda metropolitana citata tanto spesso quanto a sproposito.
Sono già tanti e tali gli argomenti a riprova della falsità della maggior parte delle reliquie (quantomeno di quelle anteriori al 1000, o per meglio dire presunte tali... Sindone, Sudario di Oviedo, Titulus Crucis, vesti sante di Aquisgrana in testa...) che usarne di infondati fa solamente il gioco dei sostenitoria oltranza dell'autenticità delle reliquie...
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 24 luglio 2007, 13:51

Sul discorso delle reliquie (e in generale su ogni discorso che coinvolga modi di pensare "antichi" o comunque differenti dal nostro di oggi) però bisognerebbe sempre cercare di :wink: staccarci il più possibile da noi, e calarci per quanto possibile nella mentalità dell'epoca.

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 25 luglio 2007, 16:55

Sono pienamente d'accordo con te, carissimo Frate! :)

Vorrei solo notare una differenza sostanziale tra le reliquie indicate dal gentile Tilius e le reliquie della Santa Croce (in generale, senza poter entrare nel merito dell'autenticità della singola "scheggia"). Infatti mentre per la Sindone, il Sudario della sepoltura e il Titulus Crucis la cosiddetta età radiocarbonica corriponde a quella della documentazione storica medievale (ad esempio per il Titulus il risultato ottenuto col metodo del C14 è stato 1020 circa), frammenti della Santa Croce cominciarono a circolare e ad essere traslati in varie chiese d'Occidente già a partire dal V secolo! Si tratta davvero di testimonianze antichissime!

Lo staccarci il più possibile da noi diventa tanto più necessario e fruttuoso ai fini di una giusta comprensione del discorso delle reliquie, quanto più le reliquie (e relative testimonianze) di cui si parla si allontanano da noi nel tempo. :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 25 luglio 2007, 17:04

antonio p. v. g. ha scritto:Lo staccarci il più possibile da noi, diventa tanto più necessario e fruttuoso ai fini di una giusta comprensione del discorso delle reliquie, quanto più le reliquie (e relative testimonianze) di cui si parla si allontanano da noi nel tempo. :wink:


Certo, perchè :wink: aumenta di conseguenza la lontananza e la differenza fra il nostro modo di vedere le cose, e quello di chi ci precedette sul palcoscenico del mondo.

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