Si sa che ancora oggi un vescovo diocesano può esser tranquillamente sepolto nella sua chiesa cattedrale (
CIC 1242)...
Per quanto ricordi (ma potrei sbagliare: purtroppo non ho sotto mano la documentazione necessaria per controllare) Sant Ambrogio aveva già dedicato una basilica detta 'romana' prima di quella che poi vide la sua sepoltura.
Quest'ultima fu costruita a partire dal 379 in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane, per questo venne dedicata ai martiri ed era chiamata
Basilica Martyrum. Lo stesso Ambrogio voleva riporvi tutte le reliquie dei martiri: oltre ai già citati Gervasio e Protasio, San Satiro, Vittore, Nabore, Vitale, Felice e Valeria. Sant'Ambrogio stesso vi venne sepolto e da allora cambiò nome, assumendo quello attuale.
La chiesa fu inizialmente piuttosto piccola: di tre navate senza transetto. Probabilmente il santo Vescovo non avrà pensato che poi quella basilica sarebbe stata intitolata proprio a lui e notevolmente ingrandita e arricchita nei secoli successivi... In questo senso sicuramente "le ragioni fondative non coincidono con le funzioni che poi l'edificio ha assunto ma che probabilmente non erano nelle intenzioni del fondatore..."
Ma la mia espressione, forse problematica - me ne rendo conto - aveva una sfumatura precisa: "in vista della propria sepoltura" (avvenuta nel 397) è leggermente diverso dal dire: "per la propria sepoltura". Almeno credo

. Per Ambrogio quella era essenzialmente una chiesa in onore dei Martiri e non certo il suo mausoleo.
Ad ogni modo grazie per l'invito alla spero utile precisazione.
Antonio