Aquile imperiali, stelle, corone, api fanno parte del repertorio di simbologie adottate dalla propaganda napoleonica per costruire la nuova immagine, interna prima ancora che internazionale, del nuovo Stato Francese, trionfante nella sua aulicità imperiale ma anche efficiente e laborioso.
Premesso questo punto fermo, possiamo osservare che la varietà delle forme e dei temi che si riscontrano nella coeva faleristica europea denota comunque una certa uniformità di stili e simboli: quasi una vera e propria "moda" che darà luogo a imitazioni e riprese delle insegne cavalleresche meglio riuscite nell'eleganza del disegno e nella chiarezza del messaggio simbolico.
Tutto questo a maggior ragione lo si ritrova nell'ambito dell'Impero Francese & Stati satelliti vari, dove le "menti pensanti" che istituivano e disegnavano e realizzavano le decorazioni per la nuova (o riciclata...

) nobiltà napoleonica stavano tutte a Parigi.
Giusto per proporre qualche esempio, possiamo citare l'Ordine Reale delle Due Sicilie (Napoli, Giuseppe Bonaparte, poi Gioacchino Murat, 1806)...
[Re Gioacchino,
al secolo Joachim Murat, con il collare di gran Maestro dell'Ordine]
...poi brevemente ripreso (fino al 1819) da Ferdinando I (già IV) durante la restaurazione (sottoponendo l'insegna ad una adeguata epurazione: via l'aquila napoleonica, rimpiazzata da un bel giglio borbonico...
Giuseppe Bonaparte, trasferendosi in Spagna (1808) si porta dietro la sua beneamata

stellina... nasce l'Ordine Reale di Spagna:
A riprova che i modelli più originali e riusciti non si buttano ma si riciclano, Francesco I (già II) d'Austria istituisce per il Lombardo Veneto il nuovo Ordine della Corona Ferrea, ricalcato nel disegno, oltre che nel nome, in maniera quasi imbarazzante sull'esempio napoleonico del Regno Italico (financo nel disegno del nastro... rimane addirittura l'aquila!... che per decenza viene almeno trasformata in una asburgica aquila bicipite...

)
Maggiore originalità (pur rimanendo nell'ambito della forma stellata: nella simbologia napoleonica è deliberata l'esclusione, a partire dall'esempio più illustre della Legion d'onore, della forma a croce, i cui richiami cristiani mal si accordavano con la laicità del nuovo Stato Francese, costantemente "ai ferri corti" con la Santa Sede) dimostra Luigi Bonaparte nel concepire il suo Ordine Reale dell'Unione d'Olanda (nato in due titoli distinti nel 1806, poi unificati l'anno successivo: notare la profusione di api... giusto per ribadire il concetto dell'onesta laboriosità... paradosso ideologico interessante se si pensa che l'Impero Napoleonico non fu certo esente dal praticare brutalità e ruberie...

)
Il francese Ordine della Riunione (1811) ricalca molto da vicino il suo quasi-omonimo franco-olandese (e, giusto per non ammosciarsi troppo col lavoro operoso, le operose api vengono rimpiazzate da ben più guerreschi fasci di frecce...

)
Gli scopiazzamenti non avvenivano a senso unico: è noto che l'Empereur vagheggiò (1809, anche se poi non è ben chiaro fino a che punto il progetto venne portato avanti) l'istituzione di una versione francese del Toson d'Oro, dove all'acciarino borgognone era sostituita l'onnipresente aquila imperiale coronata.
Per concludere, anche Luigi XVIII riprende la forma a stella tanto usata in ambito napoleonico (e l'ex Conte di Provenza finalmente arrivato a diventare Re di Francia certamente era esente da sospetti di bonapartismo...

) per il suo Ordre de la Fidélité (1816).
