Mons. Salvatore Visco, nuovo vescovo di Isernia-Venafro

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda Lucio81 » giovedì 7 giugno 2007, 22:43

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Capovolgerei il discorso, carissimo Lucio: con un disegno così volutamente anaraldico, che senso ha un blasone?

Bene :D vale


Sono d'accordissimo!
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Messaggioda giuseppe.q » venerdì 8 giugno 2007, 0:48

Faccio appello alla Congregazione dei Vescovi che, dopo la nomina di un qualsiasi vescovo, voglia, nel periodo che passa tra la nomina e l'ordinazione episcopale (circa 2 mesi), istruire gli eletti con un mini corso di araldica.
Almeno le nozioni principali... affinchè tutti siano coerenti e rispettosi verso questa nobile scienza.

Serena notte a tutti. :roll:

Giuseppe
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 8 giugno 2007, 14:21

... :roll: ...

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Messaggioda Antonio Pompili » domenica 10 giugno 2007, 15:07

Credo che il problema non sia soltanto e principalmente relativo alla formazione araldica che può avere o meno un ecclesiastico... Qui il problema è circa la preparazione araldica degli artisti. Molto opportunamente il nostro frate poneva, in qualcuno dei messaggi precedenti, la distinzione tra artista araldista e artista non araldista. Il primo a differenza del secondo - affermava Fra Eusanio - è capace di far ragionare il "padrone".
Il problema di fondo resta dunque quello di far riferimento a una persona che oltre a necessarie doti artistiche sia davvero competente nel campo della nobile scienza del blasone. Non si può affidare - come evidentemente a volte accade - la realizzazione di uno stemma a qualcuno semplicemente in base alla sua buona volontà o ai legami affettivi che possono legarlo al titolare. :oops: Si intende... se si vuole avere davvero uno stemma e non un "quadretto", o "logo", o rappresentazione simbolica di qualunque genere. :)
Nei miei viaggi in internet alla ricerca di qualche nuovo stemma ecclesiastico mi sono imbattuto nell'arma di Mons. Antonio Riboldi, Vescovo emerito di Acerra, che mi permetto di presentare come esempio illustrativo di quello che intendo affermare.

Immagine

Nel suo sito personale, lo stesso Vescovo dà la spiegazione della genesi di questo stemma: è stato realizzato per lui - che non aveva inizialmente un proprio stemma - da un giovane che, avendo da lui ricevuto la Cresima, volle rappresentare con esso ciò che il suo Vescovo stava facendo. "Nello stemma - cito testualmente dal sito - è dipinto come base un deserto: al centro una colomba traccia un sentiero. Sotto la scritta 'Aprirò nel deserto una strada' ". Lo stesso prelato afferma di custodirlo da allora gelosamente come "segno della sua opera pastorale".
Personalmente non mi permetterei - neanche nel pensiero - di giudicare negativamente una simile scelta da parte di Mons. Riboldi (un Vescovo che tra l'altro ammiro moltissimo, soprattutto da quando una volta, qualche anno fa, ebbi la fortuna di incontrarlo personalmente). E se un giorno mi capitasse di incontrare il giovane (forse ora un pò più maturo) autore dello stemma, non potrei che complimentarmi con lui per la delicatezza del gesto compiuto verso il suo Pastore e anche per le discrete capacità grafiche dimostrate. Ma certo avrei difficoltà nel definire un simile disegno - tutto sommato anche esteticamente piacevole - davvero corretto dal punto di vista araldico. 8)
Anche se - questo mi permetto di dirlo con tutta sincerità e rispetto - mi sembra comunque più accettabile di quello postato inizialmente nel presente topic. :wink:
Ultima modifica di Antonio Pompili il martedì 25 settembre 2007, 19:58, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda g.iaia » lunedì 11 giugno 2007, 15:42

Mi scuso se ho tardato a rispondere alle vostre domande, tutte pertinenti.

Conosco personalmente mons. Visco, in quanto è stato (o meglio è ancora, fino al 24 p.v.) il mio vicario generale (come molti sanno, sono sacerdote incardinato proprio nella diocesi di Pozzuoli).

All'atto della sua nomina episcopale ha affidato allo studio grafico che normalmente collabora con la Curia l'elaborazione del suo stemma, indicando alcuni "simboli" che voleva rimarcare (la nave, il golfo di Pozzuoli, la palma del martirio, la stella - Cristo e/o Maria).

So per certo, come nel caso di ogni stemma episcopale, che anche questo è stato sottoposto alla congregazione (e credo di conseguenza all'ufficio araldico della congregazione stessa) per l'approvazione, che è stata data.

Anche a me lo stemma - lo confesso! - piace poco, soprattutto perché è più un "quadro" che non uno stemma araldico, ed è proprio per questo che chiedevo lumi...

Per il discorso del "timone" della barca, o di quello che sembra tale, pare che non sia un timone, ma semplicemente il "rostro" di cui le navi romane erano dotate.

Di più, oltre a quello che vi dicevo in apertura, non so.

Comunque, grazie ancora!!!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 11 giugno 2007, 16:24

g.iaia ha scritto:So per certo, come nel caso di ogni stemma episcopale, che anche questo è stato sottoposto alla congregazione (e credo di conseguenza all'ufficio araldico della congregazione stessa) per l'approvazione, che è stata data.


Carissimo, siamo sicuri che un tale ufficio esista? Son serissimo nel chiederlo, ed ancor più serio nell'ammettere che ne ignoro l'eventuale esistenza.

Potremmo appurare meglio la faccenda? :wink:

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Messaggioda g.iaia » lunedì 11 giugno 2007, 16:26

Caro fra' Eusanio,

nessun problema: mi informo e Vi fo' sapere!!!!

:D

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 11 giugno 2007, 16:28

Grazie anticipate!
:wink:
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 11 giugno 2007, 18:56

g.iaia ha scritto:
So per certo, come nel caso di ogni stemma episcopale, che anche questo è stato sottoposto alla congregazione (e credo di conseguenza all'ufficio araldico della congregazione stessa) per l'approvazione, che è stata data.


Io invece, carissimo, ammetto di ignorare la effettiva procedura per l'approvazione di uno stemma da parte della Congregazione (da te non specificata ma credo si tratti ragionevolmente di quella dei Vescovi). Soprattutto sono nel dubbio che si tratti di una effettiva "approvazione". Penserei semplicemente a una "registrazione". Ti sarei grato se riuscissi a informarti anche su questo.

Grazie fin da ora. :wink:
Antonio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 11 giugno 2007, 19:05

É probabile che si tratti di una verifica globale, magari mirata a verificare l'assenza di eterodossie formali nel disegno fornito...

...ma questa è solo l'ipotesi di un vecchio frate :oops: estraneo all'organizzazione ecclesiale.

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 11 giugno 2007, 20:24

Pur abitando vicino i sacri palazzi vaticani, anch'io non frequento molto l'ambiente... Ma devo dire che ti ci vedrei proprio, caro Frate, alla guida della Congregazione dei Vescovi... Se non altro un ufficio araldico relativo sarebbe sicuramente attivato e funzionante al massimo! Solo... poveri Vescovi! Se li faresti filare come fai filare i tuoi "buoni discepoli"... :( Sicuramente il tuo pastorale sarebbe di corniolo... :lol: :lol: :lol:

A parte gli scherzi, in attesa di aver qualche notizia in più dal caro g.iaia, credo che la tua ipotesi sia molto ragionevole. Evidentemente - tanto più se non esistesse attualmente un ufficio araldico - più che una approvazione dello stemma nei minimi dettagli (fino ad arrivare magari al punto di un rinvio a nuova progettazione) si tratterà di una verifica globale. Perchè ad esempio lo stemma di un Arcivescovo non abbia 15 fiocchi pendenti per lato dello scudo, o uno stemma cardinalizio non adotti la tiara (o la mitra che oggi la sostituisce nello stemma papale) come era per singolare consuetudine per il Patriarca di Lisbona (non so - tra l'altro - se ancora oggi avviene così, visti i cambiamenti araldici per la sede petrina...)... O perchè non vengano utilizzate ornamentazioni non convenienti. Almeno questi errori (almeno attualmente) non si vedono in giro.
:wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 11 giugno 2007, 20:50

antonio p. v. g. ha scritto:Sicuramente il tuo pastorale serebbe di corniolo... :lol: :lol: :lol:

...se il vecchio frate fosse ambizioso, potrebbe rispondere che (come :roll: i soldati di Napoleone) ne ha già uno nello zaino! :lol:

più che una approvazione dello stemma nei minimi dettagli (fino ad arrivare magari al punto di un rinvio a nuova progettazione) si tratterà di una verifica globale. Perchè ad esempio lo stemma di un Arcivescovo non abbia 15 fiocchi pendenti per lato dello scudo, o uno stemma cardinalizio non adotti la tiara (o la mitra che oggi la sostituisce nello stemma papale) come era ad esempio per il Patriarca di Lisbona (non so - tra l'altro - se ancora oggi avviene così, visti i cambiamenti araldici per la sede petrina...)... O perchè non vengano utilizzate ornamentazioni non convenienti. Almeno questi errori (almeno attualmente) non si vedono in giro.
:wink:


...temo invece che la verifica di ortodossia si limiti agli aspetti più genericamente legati alla cattolicità che ad altro... :wink:

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Un'ardua impresa

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 11 giugno 2007, 23:48

Posso suggerire alla comunità, dedita ad una così ardua impresa, un via di fuga? Forse questo genere di scudo (con tutto il rispetto parlando per il titolare) potrebbe annoverarsi fra le "imprese" che, tante, fiorirono durante il nostro Rinascimento, le cui caratteristiche peculiari sono la non ereditarietà (furono sempre personali) e la comunicazione, attraverso un complesso di figure e di simboli, di un messaggio, spesso oscuro ai più; ci resta un solo problema: non deve mancare il motto...Suggerirei di suggerirlo ai competenti uffici. Un cordiale saluto a tutti e buona notte. Silvia
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 12 giugno 2007, 14:00

Giusto :wink: ragionamento, carissima Silvia.

Però... c'è un :oops: però: le imprese nacquero dalla fantasia degli uomini del Rinascimento i quali, vivendo a più stretto contatto con l'araldica rispetto a noi, ebbero cura di creare tale nuovo sistema emblematico evitando frammistioni formali con gli stemmi.

Uno stemma è un disegno racchiuso entro uno scudo.

Un'impresa è un disegno libero.

E quello proposto dall'amico Iaia è un disegno :( racchiuso entro uno scudo...

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Le imprese e lo scudo

Messaggioda Sigillum1 » martedì 12 giugno 2007, 18:15

Saggia e, come sempre, fondata obiezione, caro frate...Pensavo che tutta la comunità, e tu in particolare, foste felici di liberarvi finalmente del compito di blasonare mediante linguaggio araldico oggetti così stravaganti e personali (ma spesso profondamente significativi se letti all'interno del loro tradizionale contesto pastorale) e invece, sempre ligi al dovere, gli araldisti! Anche quando certi prodotti non rispondono in alcun modo nè alla teoria nè alla tradizione nè allo stile dell'Araldica
Eppure la "via di fuga" c'è, perchè le imprese potevano essere liberamente rappresentate entro e fuori da uno scudo, anche se la norma era prevalentemente quella indicata dal nostro frate.
Se mi indicate il modo di inserire immagini ve ne mostrerò un esempio della prim'ora, quando i classici trattati erano ancora freschi di stampa.
Dovrei scegliermi un motto che equivalga ad un saluto ma al momento ne sono priva.... Ciao a tutti. Silvia
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