da Franz Joseph von Trotta » venerdì 8 giugno 2007, 16:47
Gentile Signor Enrico,
Nell'araldica dei territori italiani, pur con diversissime consuetudini, non si raggiunse mai una codificata e univoca regola nel modo di comporre le brisure e, soprattutto, non si raggiunse mai la consuetudine di doverle utilizzare per forza!
Quindi si possono osservare un'amplissima gamma di modi - inversioni degli smalti, inserimento di nuove figure, bordure, etc. - e in alcuni casi per particolari situazioni si assiste anche ad un cambiamento radicale dello stemma.
Alcune famiglie magnatizie fiorentine furono costrette a cambiare il proprio stemma per "democratizzarle" nel momento del loro ingresso nelle Arti cittadine e, conseguentemente, ottenere l'accesso alle magistrature fiorentine.
Anche a Venezia mi pare di ricordare la casistica più evidente e ampia di stemmi del tutto differenti all'interno dei rami diversi delle Casate.
Tra queste a memoria ricorderi i Querini, i Badoer, i Barbi, i Dandolo, gli Emo ma molti altri ancora ben ravisabili in un qualsiasi armoriale veneziano
Saluti cordiali
FJVT
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar