Carissimo Riccardo,
mi era sfuggita la tua domanda e cerco subito di risponderti.
Quello che hai visto, in realtà non è così strano come sembra...
Le lettere su iscrizioni lapidee NON sono mai minuscole, ma possono essere di differente grandezza, pur rimanendo tutte maiuscole ( o Capitali).
Le minuscole si usavano per i supporti cartacei o pergamenacei, e comunque devono essere comprese entro tre spazi ( quattro righe parallele), imaginarie o tracciate che siano (lo spazio centrale per il corpo della lettera, quello in alto e quallo in basso per le "code", pensa ad esempio alle lettere "p" oppure "d" minuscole).
Inoltre per essere minuscole dovrebbero avere queste "code" (quando ci sono, è ovvio) che scendano più in basso rispetto alla base della maiuscola. (A dirlo pare complicato, ma in realtà è una cosa piuttosto semplice).
Non so se ti ricordi i vecchi quaderni di Prima Elementare...Che avevano delle righe più larghe e altre più strette...Ecco, serviva proprio a questo.
Tutti noi abbiamo iniziato a conoscere dei cenni di Paleografia a sei anni e non lo sappiamo...
La presenza sulla lapide di caratteri più piccoli era finalizzata ad avere lo spazio per porre segni tonici ( accenti, quantità delle vocali ecc.) oppure segni di abbreviazione o di elisione ecc.
A volte, però, si può trattare di rimeneggiamenti successivi, modifiche, tentativi di ripristino ecc.
Il termine GUAMe, da quanto ho capito, dovrebbe recare sopra la M ( ma sarebbe più corretto tra la A e la M) un segno di contrazione ( una specie di accento circonflesso) indicante la mancanza di una I.
Sarebbe, perciò, GUAIME, ( di origine provenzale "Gaim" ) e cioè "un' erba che rinasce subito dopo essere stata falciata".
Evidentemente nell'iscrizione stava ad indicare la forza e l'immortalità di questa Famiglia Paradisi, ( similmente ad altre citazioni come la Fenice, o altri esempi del genere).
Un caro saluto e a presto
Mauro