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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 15 maggio 2007, 17:22

Elassar ha scritto:La quinta (o sesta, se si considera San Benedetto) immagine riportal'emblema di Papa Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, chiaramente riconoscibile dalla "particolarità della sua effigie" con le vespe.
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...con le api... :wink:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 15 maggio 2007, 17:26

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:pur nell'insicurezza, concordo :wink: con lei sul probabile stemma Farnese.


Sì, è lui.

Nell'insolita, ma tutt'altro che rara, disposizione in cinta dei sei gigli.

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 15 maggio 2007, 17:47

Io resto molto incuriosito dall'ultimo stemma, che è chiaramente di un prelato inglese.

Due nomi sono stati proposti rispettivamente da Ferrante e da Nightfox.

Di chi si tratta o potrebbe trattarsi effettivamente?

Cordialmente :wink: .

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 15 maggio 2007, 18:08

...penso che stiano entrambi parlando della medesima persona...

...ma definendola con appellativi differenti...

...dei quali tale persona era assai fornita...

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Messaggioda Nightfox » martedì 15 maggio 2007, 20:58

Henry Stuart cardinale di York (1725-1807), era l'ultimo pretendente alla corona inglese della famiglia Stuart ma essendo cattolico non poteva essere considerato.

Non riesco a trovare il quarto libro considerando anche San Benedetto ma sono sicuro di averlo già visto alcune volte.
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Messaggioda Elassar » martedì 15 maggio 2007, 21:59

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Elassar ha scritto:La quinta (o sesta, se si considera San Benedetto) immagine riportal'emblema di Papa Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, chiaramente riconoscibile dalla "particolarità della sua effigie" con le vespe.
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Vero! :oops: Chiedo venia.
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Messaggioda FML » mercoledì 16 maggio 2007, 6:36

antonio p. v. g. ha scritto:Io resto molto incuriosito dall'ultimo stemma, che è chiaramente di un prelato inglese.

(omissis)

Di chi si tratta o potrebbe trattarsi effettivamente?


Eccoti accontentato, carissimo Antonio:

Immagine
Stemma del card. Henry Benedict Stuart duke of York (disegno di Marco Foppoli)


Enrico Benedetto Stuart conosciuto anche come Henry Benedict Mary Clement Stuart of York (11 marzo 1725 – 13 luglio 1807) fu il quarto e ultimo pretendente "giacobita" (della linea cattolica degli Stuart), al trono di Inghilterra, Scozia e Irlanda ed anche Cardinale della chiesa cattolica.

Ebbe il titolo di Duca di York, secondo le pretese giacobite avrebbe dovuto essere chiamato Enrico IX, come re d'Inghilterra ma è noto come Cardinale-duca di York.

Enrico Benedetto Stuart nacque in esilio a Roma il padre era Giacomo Stuart, figlio di Giacomo II d'Inghilterra e noto come il Vecchio Pretendente, e di Maria Sobieski, figlia di Jan III Sobieski. Fu battezzato, secondo il rito cattolico, da papa Benedetto XIII.
Nel 1747 papa Benedetto XIV lo nomina Cardinale diacono di Santa Maria in Portico nel concistoro del 3 luglio 1747.
Nel 1752 lo trasferisce al titolo dei XII Apostoli e nel 1761 diventa cardinale vescovo di Frascati Come vice-cancelliere dimora nel Palazzo della Cancelleria. Acquistò anche una villa nella Valle dei Casali che da lui prese il nome di Villa York. Con la rivoluzione francese perse le rendite dei suoi benefici in Francia continuando a sostenere generosamente con le sue risorse il papa. I Francesi gli confiscarono pure le sue proprietà a Frascati Partecipò a Venezia al conclave che elesse papa Pio VII. L'ambasciatore britannico a Venezia concesse allora una rendita di 4.000 lire da parte di re Giorgio III. La casa di Hannover presentò la cosa come un atto caritatevole ma gli Stuart lo consideravano come un parziale rimborso della dote della nonna Maria di Modena come si era impegnata da tempo la monarchia inglese.
Dal 1803 alla morte fu Decano del Sacro collegio, e, come tale, vescovo suburbicario di Ostia, continuando, però a risiedere preferibilmente a Frascati.
La durata del suo cardinalato (60 anni) fu sicuramente una delle più lunghe nella storia della chiesa cattolica.
Per testamento le sue pretese al trono inglese passarono al parente più prossimo Carlo Emanuele IV Re di Sardegna.
E' sepolto, insieme al padre e al fratello, nelle Grotte vaticane mentre il suo monumento, opera di Antonio Canova è nella Basilica di San Pietro.

Vedi anche: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... light=york

Cordialmente,
Ferrante

P.S.: Segretario uditore del card. Stuart di York fu per molti anni (e fino alla morte), mons. Vincenzo Lupi, nativo di Arcinazzo (Abbazia di Subiaco), fratello di Domanica Lupi, nostra diretta antenata.
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 16 maggio 2007, 6:48

Grazie delle dettagliate informazioni, carissimo Ferrante!

Proprio ultimamente - tu lo sai - sono passato davanti alla sua tomba...

Avrei dovuto pensarci... Del resto più volte ho avuto occasione di incontrare la bella rappresentazione del suo stemma creata dell'ottimo Foppoli e da te qui inserita... Direi che si tratta di uno stemma, in questi ultimi tempi, a me particolarmente "vicino"...

Anche notando i tuoi lontani collegamenti con il Porporato in questione, è il caso di dirlo: il mondo è piccolo! :wink:
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Messaggioda FML » mercoledì 16 maggio 2007, 7:03

Il cardinale Henry B. Stuart, per riconoscenza nei confronti dell'anzidetto prelato di Arcinazzo (all'epoca denominata Ponza o Ponza di Subiaco), donò alla locale chiesa parrocchiale un secchiello d'argento (per le aspersioni di acqua santa) con inciso lo stemma dinastico ed un prezioso piviale riccamente ricamato, anch'esso riproducente la sua celebre arma.
Entrambi, :3: purtroppo, furono trafugati negli anni '50 del secolo scorso.

Pensa che meraviglia sarebbe stato :roll: poterli ammirare...!?

A Subiaco, in ogni modo, sulla parete del primo chiostro del Monastero di Santa Scolastica, si conserva l'affresco con il ritratto di Giacomo (III) Stuart, padre del nostro Cardinale.

Buona notte!
Ferrante
Ultima modifica di FML il mercoledì 16 maggio 2007, 7:45, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda MMT » mercoledì 16 maggio 2007, 7:45

Complimenti ad Alessio per l'idea di postare queste belle immagini!
Aggiungo dicendo che tutt'oggi è possibile far rilegare un libro e imprimere con la sottile foglia d'oro lo stemma gentilizio: un libro di famiglia con lo stemma ha un bellissimo effetto!
Se volete posso, giocando in casa, postare un'immagine di un lavoro che ho commissionato poco tempo fa! :wink:


Michele Tuccimei
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Messaggioda FML » mercoledì 16 maggio 2007, 7:47

Condivido :wink: la tua osservazione, caro Michele, e aspetto :P impaziente l'immagine del libro....

Ciao!
Ferrante
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Messaggioda giuseppe.q » mercoledì 16 maggio 2007, 9:03

L'idea di far incidere il proprio stemma è una cosa bellissima ma è altrettanto bello uno stemma ricamato.
Qualcuno quanto prima vi dirà di più.... :wink: :wink:

Serena notte.

Giuseppe
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Messaggioda Nightfox » mercoledì 16 maggio 2007, 14:34

Bello bello qui bisognerebbe fare un'apposita sezione con nomi e cognomi dei veri artigiani araldici, a firenze ce ne sono alcuni eccellenti.

Comunque ormai l'uso dello stemma è riservato a poche occasioni e usarlo per impreziosire qualcosa come uno strumento di conoscenza come i libri lo esalta enormemente.
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duca di York

Messaggioda Carfi » mercoledì 16 maggio 2007, 22:13

Il buon Ferrante, mi ha fatto ricordare qualcosa sui duchi di York, che avevo scritto in un mio libro:

"Una curiosità: un Duca di York, poi Re d'Inghilterra con il nome di Giacomo II, ebbe (oltre a quello di Scicli, Chiaramonte, ecc.) anche il titolo di Barone di Vittoria (Ragusa), passato poi nel 1816 al figlio Carlo Michele, Duca di Bervick.
E' importante questo dato?
A mio avviso occorre rispondere in modo positivo, in quanto Vittoria, città "spagnola" per eccellenza, avrebbe a che fare in tempi moderni con gli Inglesi, anziché con quelli spagnoli.
Da rilevare ad ogni modo che titolo e proprietà (castello Henriquez ed altre case) a Vittoria, furono cedute al Comune in cambio della estinzione di precedenti debiti della Famiglia".

A quanto pare i debiti, erano di casa in famiglia.
Uno di essi, dovrei andare a controllare il nome, morì nell'800 in Svizzera, in una nota località di montagna, a Sion, ove si era rifugiato per sfuggire ai debiti. Una diecina di anni or sono, mentre mi trovavo in quella località per motivi sciistici, ebbi occasione di visitare il cimitero ove sapevo che c'erano sepolte delle personalità, e di vedere la tomba (m.7.10.1835), ove c'era un bello stemma.

Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
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