da Aesculapius » sabato 26 maggio 2007, 20:19
Caro Frate,
a conferma della Tua intuizione (sicuri che la rafforzi e non la indebolisca?) è la medesima sensazione che ho avuto io !!!
La frase di cui ci parla Reginella è molto vicina alla sensibilità del ventennio quando si aveva l'abitudine di scriverle a bella mostra su ponti, palazzi in piazza etc.
Sulla lunga facciata del palazzo del fratello di mio nonno, sulla strada principale del mio paese, si leggeva (e ancora oggi si legge sigh!) "Procederà con l'inflessibile di un leone"...
Circa l'uso di motti nella medesima lingua del titolare, questa abitudine sembra essersi rafforzata nel periodo fascista sebbene a scapito della latinitas a cui pure il DUX teneva molto: il padre di mio nonno che utilizzava come proprio simbolo una quaglia, adottò il motto in italiano (anche questo molto bellico) "SALTA E NON EVITA".
Saluti cordialissimi
dott. Antonio Russo, MD
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Vorrei capir cos'è questo strano desio di saper oltre