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Si credo appunto che siano cambiati i tempi in tutti i sensi. Ovvero che se questo notaio guadagnava 26000 euro vuol dire che all'epoca i ventiseimila euro di cui parliamo equivalevano a quattrocentomila di oggi visto che la vita era diversa e costava meno. Come detto dal buon Franz la terra del II Abbruzzo Ulteriore poi era povera. Perchè oltre quei fertili terreni vi erano pascoli e montagne che rendevano poco ovviamente. Quindi per l'epoca questi 17 ettari buoni dovevano essere un bel tesoro visto che tutti i terreni della piana erano divisi solo tra i Facoltosi dell'epoca che erano i produttori maggiori di zafferano.
Sauti



fguar ha scritto:scusate la domanda inappropriata...
ma quanti ducati erano un'oncia??
(intorno alla fine del 1700 inizio 1800)3
grazie
FG
FP ha scritto:Scusate ma da tutta la discussione che abbiamo fatto rimane comunque il dubbio fondamentale:
Le once riportate nel Catasto rappresentavano
1) La rendita?
2) Le tasse applicate?
3) Il valore dei terreni?
Abbiamo parlato molto ma non abbiamo ancora capito di cosa stiamo parlando. Wikipedia propende per la 3); il Villani per la 1); Domenico per la 2)...Non ci capisco più niente
In genere indica la rendita e dunque anche in questo caso propenderei per intendere oncie di terra come rendita del terreno. Cosi come oncie d'industria indica la rendita di un mestiere.
Nel regno di Napoli L’unità monetaria era il ducato e Carlo III coniò l’oncia d’oro che valeva sei ducati e pesava g 8,80.
L’oncia usata nel catasto onciario ha però un altro valore: essa per il calcolo del reddito imponibile valeva normalmente tre carlini; valeva sei carlini quando si calcolava il reddito proveniente da animali.
L’oncia usata nel catasto era quindi una unità di calcolo e non aveva circolazione reale. Serviva a misurare il reddito accertato nel catasto. Dall’uso di questa unità di misura il catasto venne chiamato onciario.
Nel catasto i carlini sono trasformati in once. Nell’ equivalenza il resto dell’ operazione di divisione è espresso in grani. Ad esempio 20 carlini diviso 3 ( il valore dell’oncia ) è uguale a 6 once con il resto di 2. i restanti 2 carlini sono espressi in grani, cioè equivalgono a 20 grani. Quindi 20 carlini sono espressi nel seguente modo: once 6 – 20.




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