da hermann73 » lunedì 15 gennaio 2007, 17:40
Ho visitato, in qualche occasione, il paese di Tortorici, tristemente noto solo per recenti cronache giudiziarie. Molto interessante è la presenza di oltre 70 contrade, distanti dal centro e tutte abitate.
Confermo quanto già riferito, ovvero che nel 1630 si libera del giogo feudale divenendo città demaniale con diritto a sedere nel Parlamento siciliano e a potersi fregiare del titolo di "Fidelis et Victoriosa Civitas". Sotto gli Svevi Tortorici è dominio feudale dei Pollichino e quindi dei Moncada e Mastrilli. La presenza di una forte borghesia, che trae le risorse dalle attività artigianali ed agricole, ma anche dalle attività professionali, fa maturare nei cittadini, la convinzione di doversi riscattare dalla servitù feudale, anche perchè con la riforma amministrativa del 1583 che divideva la Sicilia in 44 Comarche, nei Nebrodi sono istituite le Comarche di Patti, Mistretta e Tortorici. Quest'ultima aveva giurisdizione su 14 comuni: Alcara, Castania, Ficarra, Galati, Longi, Martini, Militello, Naso, Raccuja, S. Salvatore, Sinagra, Ucria, S. Marco con le terre di Capri, Mirto e Frazzanò, con 29909 abitanti censiti.
In merito alla famiglia Faranda, escludendo prerogative feudali, è possibile affermare che, successivamente al 1630, essa sia diventata una delle famiglie notabili del posto. Si pensi che l'odierna piazza principale di Tortorici è Piazza Faranda, ove vi sono due "vecchi" circoli: il Circolo dei Nobili ed il Circolo degli Artisti.
Sempre sulla Famiglia Faranda, ricordo che è nata a Tortorici, nel 1950, la brigatista rossa Adriana Faranda, "postina" durante il sequesto Moro e poi dissociatasi.