eccomi ad onorare la promessa:
J. Carlson, A humorous guide to heraldry. For little tikes & old folk alike. 2005, isbn 0-9766108-0-9.
Di seguito qualche pagina per offrire lo spirito divertito e divertente del volume
FJVT

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini


Geusillo Limonio ha scritto:Per semplificare e divulgare bisogna avere qualche chiarezza sulle cose, altrimenti su divulgano errori. Che ne direste di qualcuno che dice ai pubblico che «il leone è rivoltato perché scappa» o «il bianco sta nelle armi dei guelfi» o «l'oro e l'argento derivano dai metalli usati nelle corazze dao principi e dai conti» (pure questo sta scritto ahimè... da qualche parte, in un "lavoro divulgativo"), altre amenità? Sarebbe come scrivere in un manualetto di fisica per adolescenti che le cose cadono perché c'è un genietto che attira dal basso o le molecole sono dei cosini verdi...


Reginella ha scritto:Abbecedario araldico:
mi pare una meraviglia.....uhmmmmmmmmm..........

mcs ha scritto:Gent.mi tutti, mi permetto di aggiungere una cosa ovvia e banale, ma, a parer mio, di fondamentale importanza: va tenuto presente il targhet a cui ci si rivolge o al quale s'intende rivolgersi...
...la semplicità dovrebbe essere adeguata al linguaggio utilizzato per rendere il più chiara possibile la comprensione dell'araldica
!...(omissis)...Come ogni argomento inusuale, l'araldica appare complicata...ma come sempre accade, è semplice se la si impara per gradi!!!
Pure e semplici banalità.
mcs
si arriva in cielomcs ha scritto:antonio p. v. g. ha scritto:Forse anche questo potrà sembrar ovvio e banale, ma sono convinto che condizione fondamentale per apprendere qualcosa di araldica, al di là di quello che l'insegnante possa proporre a livello di metodo o di contenuto, sia avere una grande passione per questa materia. Questo vale per ogni disciplina in genere e per l'arte in particolar modo. Per questo, compito prioritario di colui che voglia trasmettere in modo chiaro qualche nozione dell'arte del blasone, sarà far percepire ai suoi interlocutori tutta la sua passione per essa e trasmetterla loro. E questo può e deve valere tanto per insegnamenti trasmessi oralmente che per mezzo di opere scritte. Solo allora, chi apprende sarà pronto a entrare nel linguaggio usato e negli argomenti trattati anche quando, ad un primo impatto potranno sembrare lontani o difficilmente comprensibili.
Mi permetto di cogliere in questa frase proprio una delle motivazioni che spinge l'IAGI ad operare con l'intento di perseguire proprio l'obiettivo di essere d'aiuto e di supporto a quanti, non essendo esperti, vogliono diffondere queste materie: chi si rivolge all'Istituto, può trovare il giusto interlocutore tra i suoi componenti in base alle svariate necessità che può avere!
Sbagliare è umano...e c'è sempre spazio per migliorarsi se non si ha la pretesa di essere infallibili!
mcs
si arriva in cielocipollone ha scritto:Mi è capitato proprio sabato scorso mentre ero di turno a Palazzo Pretorio che una signora con l'aria più innocente del mondo mi ha chiesto: "mi scusi ma cosa sono tutti quei piatti sul muro? se ne trovano a migliaia nei palazzi, specie in toscana... potrebbe spiegarmi?":shock:
Forse dopo la mia spiegazione la signora si è avvicinata un po' di più all'araldica. La blasonatura sarà il passo successivo...
si arriva in cielo


mcs ha scritto:...mi permetto di aggiungere una cosa ovvia e banale, ma, a parer mio, di fondamentale importanza: va tenuto presente il targhet a cui ci si rivolge o al quale s'intende rivolgersi......la



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