La didattica applicata all'araldica

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La didattica applicata all'araldica

Messaggioda Reginella » lunedì 26 marzo 2007, 16:15

Carissimi amici,
come capretta più ignorantella del Forum mi sento la più adatta per iniziare un topic del genere.
Prendendo spunto dalle recenti procelle credo valga la pena di salvare dalla bufera ciò che è rimasto nascosto sotto strali, grandinate e altre amenità:
nello specifico, i vari modi in cui si può provare a tener viva la conoscenza e la coscienza di questo affascinante "accessorio" della storia che è l'Araldica.
Affascinante ma non immediatamente comprensibile, presente ovunque ma quasi sempre trasparente, sempre erroneamente giudicata "troppo in alto" per essere frequentata da molti, si corre il rischio venga piano piano relegata sempre di più in un angolino dimenticato.
Davvero vogliamo che soltanto pochi, pochissimi abbiano la possibilità di capirne di più?
E come fare per parlarne anche a chi non è chiamato, per interessi personali o familiari ad occuparsene? come raccontarla, farla capire a chi non si occupa nè di storia, nè di cultura per mestiere?
Spero che tutti i sorpresi dal fortunale di prima abbiano riposto ombrelli, impermeabili, strali e lanze più o meno crollate e che spunti il sole e si possa parlare in modo proficuo e sereno.
Grazie a tutti, in anticipo.
MCM

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Messaggioda cipollone » lunedì 26 marzo 2007, 18:25

Beh, innanzitutto mi scuso con tutti della mia lunga assenza dal forum, ma ho visto che siete stati impegnati con ben altro... :lol:
Ok, battuta ignobile... :oops: ritiro, mi scuso e proseguo:
Secondo me la didattica più semplice sarebbe cercare di presentare l'araldica sotto un punto di vista immediato ed alla portata di tutti come per esempio dei racconti, dei piccoli romanzi...delle novelle in mezzo alle quali cominciare a trattare l'argomento in maniera semplice ed affascinante. Sarebbe un po' come come "inzuccherare" la pillola... no? 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 26 marzo 2007, 18:36

cipollone ha scritto:Secondo me la didattica più semplice sarebbe cercare di presentare l'araldica sotto un punto di vista immediato ed alla portata di tutti come per esempio dei racconti, dei piccoli romanzi...delle novelle in mezzo alle quali cominciare a trattare l'argomento in maniera semplice ed affascinante. Sarebbe un po' come come "inzuccherare" la pillola... no? 8)

Sacrosanto. La semplicità è la prima cosa.

In tutto.

Qualcuno dirà che il vecchio frate scopre l'acqua calda, che è qualunquista, che è genericamente vacuo e banalmente buonista, e via discorrendo.

Ma non è facile catturar la gente a furia di paroloni. Anzi.

I paroloni teniamoli per quando si blasona. Ma quelli giusti. Quelli necessari e sufficienti ai fini del corretto impiego della terminologia blasonica.

Evitiamo di usare il parlar corrente per descrivere gli stemmi, ma viceversa usiamolo per commentarli, spiegarli e quant'altro.

Se l'esperienza serve a qualcosa, questo il vecchio frate ne ha tratto.

Bene :D valete
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Messaggioda Reginella » lunedì 26 marzo 2007, 22:14

Del resto la semplicità è uno dei requisiti dell'eleganza e se posso usare un'immagine lievemente ardita 8) gli araldi stonerebbero terribilmentese se, al posto del corno, usassero... il trombone :lol: .
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 26 marzo 2007, 22:32

Vero.

O (parafrasando un cantante dei miei tempi) se si fossero presentati al torneo a cavallo di un cammello.

Semplicità, eleganza, comprensibilità: tutti termini affini ai requisiti essenziali del blasone, che è un parlar tecnico completo, conciso e corretto e chiaro.

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Messaggioda Federico B. G. » lunedì 26 marzo 2007, 23:02

Concordo in pieno con quello che dite. :wink:

Dai più l'araldica è vista come una "lingua" arcaica ed elitaria, cosa che come avete detto già voi non le giova affatto; l'idea di fare delle opere divulgative, semplici, ma allo stesso tempo complete, mi pare un'ottima idea ed anzi dovrebbero essere fatte! :D

Un saluto!
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Messaggioda Federico B. G. » lunedì 26 marzo 2007, 23:14

Si infatti lo IAGI si impegna già in queste cose, hai ragione..... el'ho potuto aprezzare in prima persona! :wink:

la mia curiosità è stata stuzzicata! :mrgreen: ....e alla pentola toglierei volentieri il coperchio :wink: 8) !
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Messaggioda mcs » lunedì 26 marzo 2007, 23:45

Gent.mi tutti :P ,

mi permetto di aggiungere una cosa ovvia e banale, ma, a parer mio, di fondamentale importanza: va tenuto presente il targhet a cui ci si rivolge o al quale s'intende rivolgersi... :roll: ...la semplicità dovrebbe essere adeguata al linguaggio utilizzato per rendere il più chiara possibile la comprensione dell'araldica :) !

Come per ogni altra materia, si può parlarne a "principianti" adulti o a bambini, a persone semplicemente curiose oppure ad altre di elevato livello culturale, a ragazzi in fase di formazione scolastica o ad appassionati cultori dell'araldica medesima :D !

Con alcune semplicissime considerazioni, diviene ovvio che modi e metodi vanno valutati in base alla platea...come sempre accade per qualsiasi argomento di nicchia all'apparenza complesso!

Chi non ha mai vissuto l'esperienza di trovarsi al cospetto di un insegnante che parla parla parla, senza che lo si riesca a comprendere :3: ?!?
E chi non si è mai sentito sconsolato per la certezza di non riuscire a capire (ad es.) un complesso teorema, per poi scoprire con sua grande meraviglia che l'insegnante era stato al contrario compreso e digerito perfettamente :shock: ?!?

Come ogni argomento inusuale, l'araldica appare complicata...ma come sempre accade, è semplice se la si impara per gradi!!!

Pure e semplici banalità :wink: .

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 27 marzo 2007, 0:16

Forse anche questo potrà sembrar ovvio e banale, ma sono convinto che condizione fondamentale per apprendere qualcosa di araldica, al di là di quello che l'insegnante possa proporre a livello di metodo o di contenuto, sia avere una grande passione per questa materia. Questo vale per ogni disciplina in genere e per l'arte in particolar modo. Per questo, compito prioritario di colui che voglia trasmettere in modo chiaro qualche nozione dell'arte del blasone, sarà far percepire ai suoi interlocutori tutta la sua passione per essa e trasmetterla loro. E questo può e deve valere tanto per insegnamenti trasmessi oralmente che per mezzo di opere scritte. Solo allora, chi apprende sarà pronto a entrare nel linguaggio usato e negli argomenti trattati anche quando, ad un primo impatto potranno sembrare lontani o difficilmente comprensibili.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 27 marzo 2007, 10:05

Recentemente un araldista britannico ha realizzato una sorta di "araldica per bambini", quasi un abbecedario (mi perdonerete se non mi ricordo il titolo ma lo riporterò magari più tardi), un volume con disegni semplici e coloratissimi, ricchi di humor, con uno stile grafico che potrebbe ricordare quello della celebre serie dei Simpsons. Un amico inglese me ne ha fatto dono (spero non con un sottintieso intento didattico :1: , ma, qualche ripassino delle basi è sempre utile :D!)

Ora, sebbene la veste sia "bambinesca" - nel senso più bello del termine che forse è meglio definire come "fanciullesca" - le informazioni che traspaiono della nostra disciplina sono assolutamente corrette sia da un punto di vista storico che tecnico - c'è addirittura una sorta di approccio alla blasonatura da farsi sui banchi di scuola - ed il bimbo, (ma non solo!) avrà fin da subito un mezzo che l'araldista esperto può definire certamente autorevole, così da potersi avvicinare facilmente, in modo assolutamente didattico, chiaro e veritiero fin dalla prima pagina di araldica della sua vita.

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Messaggioda Geusillo Limonio » martedì 27 marzo 2007, 10:46

Semplicità e divulgazione. Mi pare che il tema venga fuori da certe mie espettorazioni. Resta un fatto sicuro. per semplificare e divulgare bisogna avere qualche chiarezza sulle cose, altrimenti su divulgano errori. Che ne direste di qualcuno che dice ai pubblico che «il leone è rivoltato perché scappa» o «il bianco sta nelle armi dei guelfi» o «l'oro e l'argento derivano dai metalli usati nelle corazze dao principi e dai conti» (pure questo sta scritto ahimè... da qualche parte, in un "lavoro divulgativo"), altre amenità? Sarebbe come scrivere in un manualetto di fisica per adolescenti che le cose cadono perché c'è un genietto che attira dal basso o le molecole sono dei cosini verdi...
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Messaggioda Geusillo Limonio » martedì 27 marzo 2007, 11:01

p.s.: nell'araldica comunale, p.e., il mito è inestricabilmente avvinto alla verità. Ma il "divulgatore" non può riferire senza il beneficio del dubbio vecchie leggende, come spesso purtroppo ancora si fa, con stemmi concessi da Carlo Magno e da Giulio Cesare. Questo non è rendere"affascinante" la materia, ma falsificarla. Noi viviamo in un'epoca che ha succhiato col latte materno la critica storica, in ogni cosa di cui parliamo, e non possiamo far finta che non sia così, tornando agli eruditi barocchi, come quello che definiva lo stemma di Napoli «roscio e oro cioè i colori del sole e della luna»... Un'altra cosa: in pubblicazioni divulgative trovo invece che il linguaggio della blasonatura, salvo che in luoghi specifici, può all'occorrenza essere "ritradotto" per quanto possibile (e va da sé, senza errori) in linguaggio comprensibile e corrente per un profano. Ma temo che qui qualcuno obbietterà...
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Messaggioda Geusillo Limonio » martedì 27 marzo 2007, 11:29

Mi permettete ancora due righe, prima di scappare da qualche parte? Tengo una rubrichetta di araldica , quasi mensile, su «Medioevo». Una cosa senza pretese, divulgativa appunto, anzi quasi "popolare". Ho diritto mediamente a 2600 battute e a una o due immagini per spiegare un episodio, una situazione, un problema della materia, uno stemma. Occorrono salti mortali per essere sintetici, esatti (per quanto possibile) e sufficientemente comprensibili a un pubblico solo mediamente o poco informato dei "fondamentali". Spesso qualcuno mi scrive «ma lei ha dimenticato che...» etc. Certo, vorrei vedere! non si può dire tutto in 2600 battute e semplificare, senza sacrificare qualcosa, e anzi sacrificando molto. Ma l'essenziale è dire la cosa, senza errori e omissioni vistose, che sia utile sul piano informativo. Naturalmente, se si riscrive la stessa cosa per «Nobiltà» o in un libro, tutto cambia. Io non presumo di aver trovato la formula della "buona divulgazione", ma mi sforzo. Voglio dire però che l'alternativa tra linguaggio alto e arcigno e linguaggio basso per tutti, è un po' astratta, e dipende dall'uditorio, dal target, appunto, dalle circostanze, dal mezzo che si usa. Ma non tocca la "correttezza media" di ciò che si scrive o dice (fermo restando che nell'errore o disinformazione cadiamo tutti inevitabilmente): la quale deve essere un presupposto comunque. Ho la sensazione, di alcuni interventi che ho letto, che invece si pensi che esistono non 2 stili di linguaggio, ma di pensiero. Questo non mi convince: l'esempio di von Trotta invece mi pare assai calzante. Chi comunque si interessa a una materia, anche "astrusa" (ma l'araldica, via, alla fine non lo è! provate a leggere i foglietti delle medicine o le istruzioni di un lettore DVD... a me paiono più difficili!) è mediamente in grado di leggere testi a livelli diversi di approfondimento e in tono diverso, tecnico-professionale o divulgativo, alla bisogna. Se no che facciamo? non leggiamo Pastoureau perché è "difficile" ? e chi leggiamo, quel fesso del Savorelli su «Medioevo» perché è facile, oppure il... uhm! ... non mi fate far nomi che altrimenti vado sotto processo...
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Messaggioda mcs » martedì 27 marzo 2007, 13:09

antonio p. v. g. ha scritto:Forse anche questo potrà sembrar ovvio e banale, ma sono convinto che condizione fondamentale per apprendere qualcosa di araldica, al di là di quello che l'insegnante possa proporre a livello di metodo o di contenuto, sia avere una grande passione per questa materia. Questo vale per ogni disciplina in genere e per l'arte in particolar modo. Per questo, compito prioritario di colui che voglia trasmettere in modo chiaro qualche nozione dell'arte del blasone, sarà far percepire ai suoi interlocutori tutta la sua passione per essa e trasmetterla loro. E questo può e deve valere tanto per insegnamenti trasmessi oralmente che per mezzo di opere scritte. Solo allora, chi apprende sarà pronto a entrare nel linguaggio usato e negli argomenti trattati anche quando, ad un primo impatto potranno sembrare lontani o difficilmente comprensibili.


Mi permetto di cogliere in questa frase proprio una delle motivazioni che spinge l'IAGI ad operare con l'intento di perseguire proprio l'obiettivo di essere d'aiuto e di supporto a quanti, non essendo esperti, vogliono diffondere queste materie: chi si rivolge all'Istituto, può trovare il giusto interlocutore tra i suoi componenti in base alle svariate necessità che può avere :P !

Sbagliare è umano...e c'è sempre spazio per migliorarsi se non si ha la pretesa di essere infallibili :wink: !

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Messaggioda mcs » martedì 27 marzo 2007, 13:20

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Recentemente un araldista britannico ha realizzato una sorta di "araldica per bambini", quasi un abbecedario (mi perdonerete se non mi ricordo il titolo ma lo riporterò magari più tardi),

Bellissima e lodevole iniziativa :2: !!!
Credo che saremo in molti ad attendere gli estremi di questa chicca :D !


un volume con disegni semplici e coloratissimi, ricchi di humor, con uno stile grafico che potrebbe ricordare quello della celebre serie dei Simpsons. Un amico inglese me ne ha fatto dono (spero non con un sottintieso intento didattico :1: , ma, qualche ripassino delle basi è sempre utile :D!)

Ora, sebbene la veste sia "bambinesca" - nel senso più bello del termine che forse è meglio definire come "fanciullesca" - le informazioni che traspaiono della nostra disciplina sono assolutamente corrette sia da un punto di vista storico che tecnico - c'è addirittura una sorta di approccio alla blasonatura da farsi sui banchi di scuola - ed il bimbo, (ma non solo!) avrà fin da subito un mezzo che l'araldista esperto può definire certamente autorevole, così da potersi avvicinare facilmente, in modo assolutamente didattico, chiaro e veritiero fin dalla prima pagina di araldica della sua vita.

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Infiniti ringraziamenti Sig FJVT :P ,

un'ottimo suggerimento nella sopracitata ottica dello "spirito IAGI" :wink: !

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