Abbreviazioni e "professioni"...

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Abbreviazioni e "professioni"...

Messaggioda Federico B. G. » lunedì 26 marzo 2007, 17:15

Gentilissimi amici e studiosi :D ,

vorrei porvi dei quesiti in merito a due documenti che ho potuto visionare nell'Archivio Arcivescovile di Udine.

La prima domanda riguarda una parola abbreviata, riporto la parte del testo da prendere in esame:

"Giovanni Maria del Mag. Sig. Giuseppe e Sig.ra Meneghina..."

Vi chiedo, cosa può significare l'abbreviazione "Mag.": magistro, magnifico, magistrato?

Come lasso temporale siamo nel 1658, nel Friuli della Serenissima Repubblica di Venezia.
Il documento descrive il patrimonio fornito a Giovanni Maria dal padre e dalla madre per intraprendere la "carriera" ecclesiastica e, per punti, la "brillante carriera" (cito la fonte) dell'ecclesiastico.

La seconda domanda riguarda, invece, una professione: il pubblico perito.
Siamo nel 1743, sempre in Friuli.
Con tale nome si vuole indicare la carica di notaio?
Od il pubblico perito è una figura separata dal notaio, la quale esegue solamente stime o misurazioni di beni e terreni?

Vi ringrazio e saluto cordialmente :D .
“Perseverantia ad metam”
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Messaggioda Lucio81 » lunedì 26 marzo 2007, 17:31

Caro Federico, mag non potrebbe stare per maggiore?
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Messaggioda Federico B. G. » lunedì 26 marzo 2007, 17:41

Carissimo Lucio :D :idea: ,

adesso che mi ci fai pensare potrebbe essere :) , tu intendi maggiore, inteso come padre, giusto?

Grazie della dritta! :wink:
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Messaggioda Lucio81 » lunedì 26 marzo 2007, 17:48

Esatto, può essere inteso come padre! :wink:
A meno che Giuseppe non sia stato un maggiore della Serenissima, ma questa è un'altra storia...
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Re: Abbreviazioni e "professioni"...

Messaggioda L.de Bellis » lunedì 26 marzo 2007, 19:14

Federico B. G. ha scritto:Gentilissimi amici e studiosi :D ,

vorrei porvi dei quesiti in merito a due documenti che ho potuto visionare nell'Archivio Arcivescovile di Udine.

La prima domanda riguarda una parola abbreviata, riporto la parte del testo da prendere in esame:

"Giovanni Maria del Mag. Sig. Giuseppe e Sig.ra Meneghina..."

Vi chiedo, cosa può significare l'abbreviazione "Mag.": magistro, magnifico, magistrato?

Come lasso temporale siamo nel 1658, nel Friuli della Serenissima Repubblica di Venezia.
Il documento descrive il patrimonio fornito a Giovanni Maria dal padre e dalla madre per intraprendere la "carriera" ecclesiastica e, per punti, la "brillante carriera" (cito la fonte) dell'ecclesiastico.

La seconda domanda riguarda, invece, una professione: il pubblico perito.
Siamo nel 1743, sempre in Friuli.
Con tale nome si vuole indicare la carica di notaio?
Od il pubblico perito è una figura separata dal notaio, la quale esegue solamente stime o misurazioni di beni e terreni?

Vi ringrazio e saluto cordialmente :D .


Preg.mo Federico,

l'abbreviazione Mag. o Mag.co, io personalmente l'ho incontrata con il titolo di Magnifico, esso era concesso a chi aveva un ufficio universitario o regio nel 1650/1700.
Esempio un mio avo il Magnifico don Angelantonio Longo, Regio Tavolario, ovvero aveva la facoltà di tavolare ed apprezzava i fondi rustici,e godeva di tale titolo, l'incarico era distinto dal Notaio.

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Messaggioda Federico B. G. » lunedì 26 marzo 2007, 22:31

Gentilissimo Sig. Lorenzo Longo de Bellis,

la ringrazio molto per l'esempio che mi ha citato, vorrei solamente capire se quest'abbreviazione aveva lo stesso significato anche qui in Friuli, nella stessa epoca (seconda metà del 1600).

La ringrazio ancora e la saluto, con stima.
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Re: Abbreviazioni e "professioni"...

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 27 marzo 2007, 15:10

Federico B. G. ha scritto:Gentilissimi amici e studiosi :D ,

vorrei porvi dei quesiti in merito a due documenti che ho potuto visionare nell'Archivio Arcivescovile di Udine.

La prima domanda riguarda una parola abbreviata, riporto la parte del testo da prendere in esame:

"Giovanni Maria del Mag. Sig. Giuseppe e Sig.ra Meneghina..."

Vi chiedo, cosa può significare l'abbreviazione "Mag.": magistro, magnifico, magistrato?

Come lasso temporale siamo nel 1658, nel Friuli della Serenissima Repubblica di Venezia.
Il documento descrive il patrimonio fornito a Giovanni Maria dal padre e dalla madre per intraprendere la "carriera" ecclesiastica e, per punti, la "brillante carriera" (cito la fonte) dell'ecclesiastico.

La seconda domanda riguarda, invece, una professione: il pubblico perito.
Siamo nel 1743, sempre in Friuli.
Con tale nome si vuole indicare la carica di notaio?
Od il pubblico perito è una figura separata dal notaio, la quale esegue solamente stime o misurazioni di beni e terreni?

Vi ringrazio e saluto cordialmente :D .


Pur con le innumerevoli varianti di tali definizioni, nel tempo e nei luoghi e per la mia modesta esperienza archivistica in ambito di territori alpini (a cui in parte appartiene il Friuli) tale abbreviazione a metà seicento era riconducibile a "magnifico signore" e usualmente distintiva di famiglia spesso nobile e sempre certamente di elevata condizione sociale all'interno della sua comunità locale. I singoli notai avevano magari metri diversi e variabili per lusingare il proprio cliente con questo genere di definizioni, ma indicativamente si attenevano a consuetudini "standard" valide nel loro tempo e nella loro zona.

Il perito pubblico, spesso noto anche come "pubblico estimatore" era figura nominata dalle parti in causa - comunità locali, magistrature giudicanti, etc. - proprio per la stima di beni in casi di arbitrati, eredità, inventari, etc. Normalmente i comuni tra i propri funzionari avevano questi pubblici periti di cui, per affidabilità e capacità, potevano presumerne un servizio puntuale e rispettoso delle norme dei propri statuti. Nella mia esperienza ho incontrato periti appartenenti ai più disparati ceti sociali proprio forse per la diffusa alfabetizzazione tipica delle aree alpine, e, quindi: artigiani, contadini, mercanti, e, certo, anche notai e giureconsulti; credo che fosse fondamentale proprio la loro "perizia" in base alle valutazioni richieste dal caso.

Saluti cordiali.

FJVT
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Messaggioda Federico B. G. » martedì 27 marzo 2007, 15:47

Gentile Franz Joseph von Trotta,
la ringrazio per le preziose informazioni.

Ha definito con precisione la figura del "pubblico perito", grazie mille.

Con viva cordialità.
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Federico B. G.
 
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